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Rifiuti: a Savona spesa media di 333 euro, raccolta differenziata al 43,3%

Ecco i nuovi dati dell'Osservatorio Prezzi e Tariffe di Cittadinanzattiva: Savona guida la classifica ligure per produzione pro-capite di rifiuti

Savona. 302 euro, a tanto ammonta in media nel 2018 la tassa dei rifiuti nel nostro Paese, con differenze territoriali molto marcate: tra la regione più economica e quella più costosa si registra uno scarto di oltre il 120% e fra la provincia meno cara e quella più cara addirittura di oltre il 270%.

Analizzando le tariffe a livello regionale, si evidenzia un aumento in ben 10 regioni, con la Basilicata che registra l’incremento più elevato (+13,5% nella sola città di Matera) e una diminuzione in 6 regioni, in particolare in Molise (-4,9%) e in Trentino Alto Adige (-4,5%). A livello di aree geografiche, i rifiuti costano meno al Nord (in media 256 euro), segue il Centro (301 euro), infine il Sud (357 euro).

Il Trentino Alto Adige si conferma la regione più economica, con una tassa rifiuti media di 188 euro, la Campania la più costosa con 422 euro annuali. Confrontando i singoli capoluoghi di provincia, Belluno, seppur con un piccolo incremento, si conferma la città più economica (153 euro all’anno), mentre a Trapani, che registra un aumento del 49% rispetto all’anno passato, spetta il primato di più costosa (571 euro).

In Liguria la spesa media a famiglia è di 323 euro, a Genova si arriva a 378 euro, a Savona 333 euro (con un calo del 3,3% rispetto al 2017). Sulla raccolta differenziata brilla La Spezia con una percentuale pari al 62,5%, male Genova e Imperia con circa il 34%; Savona si attesa al 43,3%.

Altro dato interessante è la produzione pro-capite di rifiuti: Savona è in testa alla classifica ligure con 527 kg all’anno per abitante, seguita da Imperia con 513, poi La Spezia con 491 e Genova con 488.

E’ questo il quadro che emerge dalla annuale rilevazione dell’Osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva che per l’undicesimo anno consecutivo ha realizzato un’indagine sui costi sostenuti dai cittadini per lo smaltimento dei rifiuti in tutti i capoluoghi di provincia, prendendo come riferimento nel 2018 una famiglia tipo composta da 3 persone ed una casa di proprietà di 100 metri quadri.

Ecco le motivazioni che spingerebbero le famiglie a differenziare maggiormente i rifiuti:

Maggiori informazioni su come separare i rifiuti 94,8%

Centri di raccolta per i rifiuti riciclabili e compostabili migliori e più numerosi 94,3%

Detrazioni, agevolazioni fiscali o tariffarie per chi effettua regolarmente la raccolta differenziata 85,0%

Maggiori garanzie che i rifiuti raccolti separatamente vengano effettivamente recuperati/ riciclati 77,1%

Disponibilità di appositi contenitori nelle vicinanze dell’abitazione 62,0%

Obbligo legale/multe per chi non effettua la raccolta differenziata 56,4%

Maggiore informazioni su dove separare i rifiuti 49,0%

La raccolta a domicilio (porta a porta) 39,9%

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