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Regione, tagli alle pubbliche assistenze: è caos. Cangiano: “Futuro di Croce Bianca e Croce Rossa a rischio” 

Ad Albenga una delibera di giunta che impegna il sindaco “a farsi portavoce con la Regione per modificare la scelta”

Albenga. Un nuovo fulmine a ciel sereno si abbatte sul comparto regionale della Sanità e squarcia anche il cielo della Città delle torri, già carico di nubi che adombrano il futuro dell’ospedale Santa Maria di Misericordia, destinato alla privatizzazione (l’assegnazione definitiva dovrebbe avvenire intorno a metà 2019). La scure dei “tagli” sta per colpire nuovamente e rischia di avere conseguenze devastanti sul futuro delle pubbliche assistenze in tutto il territorio regionale.

I tagli, infatti, andranno a colpire alcune funzioni vitali rivestite dalle pubbliche assistenze. Stiamo parlando dei cosiddetti servizi ordinari (trasporto malati, trasporto di presidi sanitari, assistenza domiciliare, etc.) svolti, ad Albenga, da Croce Bianca e Croce Rossa, e di cui forse i più non sono nemmeno a conoscenza, ma che rivestono un duplice ruolo chiave.

Sono infatti fondamentali per i pazienti, che possono contare su un servizio specializzato e puntuale, ma anche per le stesse pubbliche assistenze, che da questi interventi traggono i fondi (seppur pochi) necessari per il prosieguo della loro attività.

“La decisione della Regione, – hanno spiegato il sindaco di Albenga Giorgio Cangiano e il vicesindaco Riccardo Tomatis, – sta generando forti preoccupazioni in tutto il mondo del volontariato, non solo ad Albenga, ma in tutta la Regione. Attraverso la scelta dell’ente regionale, che ha già nominato il Rup per seguire la gara che darà in gestione i servizi ordinari, Croce Bianca e Croce Rossa manterrebbero solo i servizi di emergenza, ma perderebbero le uniche modeste entrate rinvestite completamente nei servizi per riuscire a sopravvivere. Il rischio è infatti che se dovesse proseguire il percorso iniziato dalla Regione, le Croci non potranno più andare avanti, non solo ad Albenga ma in tutta la Liguria”.

E proprio su sollecitazione delle pubbliche assistenze ingaune, la questione approderà questo pomeriggio nel palazzo del Comune. Nel corso della nuova seduta di giunta sarà votatata una delibera che “impegna il primo cittadino Giorgio Cangiano a farsi portavoce con il presidente regionale Giovanni Toti per convincere la Regione a modificare la sua scelta”.

“Il documento, una volta approvato dalla giunta, sarà discusso nella prossima seduta del consiglio comunale e la speranza ovviamente è che venga votato all’unanimità da tutti i consiglieri. Ma non ci limiteremo a questo: chiederemo anche ad altri Comuni di portare un documento analogo nei vari consigli comunali per unire gli sforzi”, ha concluso Cangiano.

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