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Regione, muretti a secco patrimonio dell’umanità Unesco: le reazioni della politica savonese

Numerosi gli esponenti politici che hanno espresso soddisfazione per la decisione dell’organizzazione internazionale

Regione. L’Unesco ha inserito i “muretti a secco” nella lista degli elementi immateriali dichiarati patrimonio dell’umanità. E sono stati numerosi i politici savonesi che hanno espresso soddisfazione per la decisione dell’organizzazione internazionale.

“L’inserimento dei muretti a secco nell’elenco dei beni immateriali Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco premia la tenacia con cui i liguri hanno saputo conservare nei secoli e valorizzare questa tecnica costruttiva, – ha dichiarato il consigliere regionale Andrea Costa (Liguria Popolare-Noi con l‘Italia). – I muretti a secco sono diventati, soprattutto lungo le nostre coste, un tratto dominante del paesaggio conosciuto in tutto il mondo. Penso ai vigneti delle Cinque Terre o alle serre del ponente ligure e, in tal modo garantiscono nuovi sbocchi lavorativi sia in campo agricolo sia nel settore turistico”.

Secondo il consigliere, inoltre, i terrazzamenti liguri rappresentano una valida contromisura contro il dissesto idrogeologico: “I 42 mila ettari di terra lavorata in fasce rappresenta –  conclude – una diga preziosa e ecosostenibile contro frane e smottamenti e va difesa e ampliata”, ha concluso.

“Si tratta di un prestigioso riconoscimento che, fra gli altri Paesi, premia anche l’Italia e, soprattutto, la Liguria, – il commento del presidente del consiglio regionale Alessandro Piana. – La nostra terra aspra e scoscesa ha imposto l’adozione di questo geniale sistema di costruzione, che per secoli è stato indispensabile per realizzare case, conquistare spazi da destinare all’agricoltura, sentieri e vie di comunicazione”.

“La nostra amministrazione riconosce non solo il valore storico e paesaggistico dei muretti a secco, che disegnano il profilo dei nostri crinali sul mare e nell’entroterra, ma anche la loro preziosa funzione di presidio e difesa contro il dissesto  idrogeologico del territorio e anche per questo continua a destinare risorse per il loro recupero e la loro conservazione”, ha concluso.

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