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Pietra Ligure, mozione della Lista civica dei Pietresi su raddoppio della linea ferroviaria e spostamento a monte

Carrara: “Opera realizzata al 75 per cento, ma il 25 rimanente, incompiuto, pregiudica e rende vano tutto il resto già fatto”

Pietra Ligure. “Sono oltre 50 anni che il Ponente della Liguria attende che sia effettuato l’integrale raddoppio e spostamento a monte della linea ferroviaria Genova – Ventimiglia”. Parola della Lista civica dei Pietresi che ha deciso di depositare una mozione in merito, che sarà poi discussa nel corso della prossima seduta del consiglio comunale di Pietra Ligure.

“Quest’opera è stata già realizzata per il 75 per cento del suo percorso, ma quel 25 per cento rimanente, ancora incompiuto,  pregiudica e rende  vano se non inutile tutto il resto già fatto, – hanno dichiarato Mario Carrara e Maurizio Novara della Lista civica dei Pietresi. – Il tratto più scandalosamente indietro e problematico di tutta la linea è quello che attraversa proprio il nostro territorio: infatti, tra Finale Ligure e Loano la linea, oltre ad insistere ancora sul tracciato del 1862, è squallidamente ancora a binario unico”.

“Non c’è, sotto questo profilo del ‘binario unico’,  nessuna differenza tra la nostra linea ferroviaria e quelle di certe linee di trenini delle Ande. Come noi, in Liguria, c’è, ormai, solo la pittoresca ferrovia Genova – Casella, che si inerpica su per l’Appennino. E dire che la linea ferroviaria, in teoria,  sarebbe, o avrebbe l’ambizione di essere, una linea internazionale! Il collegamento costiero del Mediterraneo tra Italia e Francia, il collegamento con la Costa Azzurra. La linea che porta fino a Barcellona e poi, per  Spagna e Portogallo. Territori già da tempo solcati da linee ad alta velocità”.

“Tuttavia noi rimaniamo la ferrovia della ‘strozzatura’ del nostro tratto ‘a binario unico’, e basta. Una linea percorsa, giornalmente, da sei coppie di Intercity, in andata e ritorno, per Milano;  nessun intercity per Torino;  una coppia di I.C. per Roma. Il resto, la prevalenza, sono treni locali: questa è la nostra potenzialità. D’altronde,  come si possono inserire nuove offerte di treni,  su una linea obsoleta che, proprio e principalmente, a causa della strozzatura del binario unico nel territorio di Pietra Ligure, obbliga i treni a vistosi rallentamenti ed a ‘blocchi forzosi’, a Pietra Ligure e nelle stazioni vicine, per gli “incroci” tra convogli che viaggiano nelle opposte direzioni. La dimostrazione più evidente è rappresentata dai passaggi a livello chiusi per tempi dilungati (a volte intollerabili) per consentire le partenze ed il transito, spesso, di due treni,  incrociati in stazione”.

“Sono più di 50 anni che il completamento della linea litoranea e del suo spostamento a monte viene annunciato e poi, puntualmente disatteso. Ad ogni campagna elettorale di ogni livello istituzionale, quest’opera viene considerata ‘indifferibile’, ‘urgente’, ‘non più rinviabile’, ecc., e l’impegno delle liste e dei candidati di turno viene considerato ‘totale’. I risultati finali di vedono! Sono davanti agli occhi di tutti! Tra Finale e Loano ‘ferroviariamente’ parlando,  siamo rimasti al 1862. Tali e quali”.

Oggi, fine del 2018, la situazione delle infrastrutture del Ponente ligure, palesa tutta la propria inadeguatezza con l’emergenza che deve sostenere. Basta un niente che la Liguria di Ponente di blocchi e diventi irraggiungibile. Infatti, basta un incidente ad un Tir che occupi la carreggiata autostradale, o un incidente tra automobili,  anche banale, in autostrada; oppure,  basterebbe un guasto altrettanto banale, ad un locomotore nel tratto ferroviario a binario unico per provocare il blocco totale delle infrastrutture interessate. La Liguria di Ponente diventa irraggiungibili. Per ore: fino al superamento della criticità”.

“Un’autostrada solo di nome, perché ‘in deroga’ in quanto sprovvista di requisiti minimi e, di fatto, a corsia ‘unica’, per la presenza quotidiana del “serpentone” di Tir nella corsia di marcia; l’assenza di un’Aurelia bis che costituisca una alternativa di collegamento veloce rispetto alla strada statale;  la via Aurelia, che attraversando tutti i centri abitati che si susseguono, è diventata, di fatto, poco più che una strada comunale; una linea ferroviaria da raddoppiare e spostare ‘a monte’, son tutte cose che rendono indifferibile considerare quello delle ‘infrastrutture’ come la vera ‘priorità’, oggi l’emergenza della Liguria di Ponente”.

“Tra le infrastrutture, quella da considerarsi con precedenza rispetto a tutte le altre è proprio la ferrovia;  perché non è una nuova opera, ma rappresenta solo la parte rimanente di un’opera da completare, già eseguita al 75 per cento della sua interezza; perché non ci sono da fare ‘studi di fattibilitàp’ perché sono già stati fatti;  perché non devono essere redatti progetti esecutivi perché ci sono già disponibili;  perché gli enti tecnici sovraordinati, per la maggior parte, hanno già visionato ed esaminato i progetti, quindi,  non ci sono più lungaggini burocratiche tecniche che possano “impattare” la prosecuzione dell’opera”.

Ciò che manca, ciò che finora è mancato è la volontà politica di realizzare davvero l’opera, senza limitarsi ad enunciarla, conclamandola come indispensabile in prossimità di ogni appuntamento elettorale. Solo sparute voci di dissenso si levano in difesa dell’attuale tracciato. Voci fuori dalla realtà che, nella spregiudicatezza dell’assurdità delle tesi sostenute, contrarie allo spostamento a monte e favorevoli al raddoppio in sede,  se per assurdo tenute in considerazione,condannerebbero a morte economica certa città come Borgio Verezzi, Pietra Ligure e Loano”.

“Per tutto quanto sopra scritto, nell’intento, ancora una volta, per l’ennesima volta,  di confermare,  rimarcare,  ribadire la volontà e la determinazione della comunità di Pietra Ligure affinché la attuale linea ferroviaria sia trasferita a monte e raddoppiata,  in coerenza e continuità con quanto già realizzato precedentemente, si chiede al Consiglio Comunale di Pietra Ligure di approvare la presente Mozione Consiliare, nel dispositivo rappresentato nell’Ordine del giorno allegato, analogamente a quanto già avvenuto in altri Comuni della Riviera,  primo tra tutti,  Laigueglia”.

“Tutto ciò affinché sia chiaro e inequivocabile che tutte le città della Riviera,  che rappresentano i propri cittadini e le proprie comunità vogliono e chiedono senza esitazioni,  tentennamenti o ripensamenti lo spostamento monte ed il raddoppio della linea ferroviaria”hanno concluso Carrara e Novara.

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