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Pedofilia, Zanardi (Rete l’Abuso): “Segnalato alla Procura di Savona il libro-inchiesta ‘Giustizia Divina’ di Provera e Tulli”

“All’interno del volume sono riportate una serie di probabili notizie di reato”

Savona. “Giustizia divina, il libro inchiesta di Emanuela Provera e Federico Tulli (Chiarelettere) uscito in libreria il 9 novembre è stato segnalato alla Procura della Repubblica di Savona, in quanto riporta una serie di probabili notizie di reato”.

Parola del portavoce di Rete l’Abuso Francesco Zanardi, che ha spiegato: “L’incontro in Procura è avvenuto il 10 novembre a seguito della denuncia per le presunte omissioni attribuibili Stato Italiano in materia di pedofilia che l’associazione ha depositato lo scorso 17 ottobre, ed il libro di Provera e Tulli finirà tra gli allegati di una integrazione a quella denuncia”.

“L’inchiesta dei due giornalisti sulle ‘comunità’ in cui vengono nascosti i religiosi che imbarazzano la Chiesa, è durata oltre tre anni e soprattutto nella parte iniziale, la Rete l’Abuso viene citata spesso per via della sua competenza in materia, ma mai ci saremmo aspettati un risultato come quello che emerge nel libro, dati senza alcun dubbio degni dell’attenzione dell’Autorità Giudiziaria”.

“Infatti, dai primi riscontri che l’associazione aveva ottenuto, risultavano sul territorio italiano 5 di questi centri, uno dei quali segnalato all’associazione, proprio da un gruppo di sacerdoti. Il risultato invece ottenuto da Provera e Tulli va ben oltre, che parlano di almeno 20 di questi centri e di un contorno ben più complesso e organizzato che comprende decine di altri siti meno “ufficiali” la cui conseguente domanda è; perché la Chiesa non utilizza la sanità pubblica e si organizza in un modo così discreto per non dire segreto?”.

“Il libro ricostruisce la storia della fitta rete di assistenza a quelli che la Chiesa definisce “religiosi in difficoltà”, con tanto di indirizzi, nomi delle associazioni che gestiscono i siti e motivo del “ricovero” che non sempre avviene alla luce del sole. E fornisce anche una stima dei preti in ‘difficoltà’ che vivono nel nostro Paese evidenziando una zona d’ombra scarsamente intercettata dalla magistratura italiana che riguarda ovviamente – come raccontano Provera e Tulli – non quella parte di clero che viene ricoverata per i motivi più disparati (sindrome da burn out, ludopatia, dipendenza da droghe, alcool, depressione etc), ma quei preti che hanno alle spalle episodi di abusi e che non vengono denunciati dai loro vescovi né alla magistratura ecclesiastica tanto meno a quella italiana. Quanti sono?”

“Impossibile dirlo con certezza. Quel che si sa è che i “sacerdoti in difficoltà” in Italia sono circa il 10 per cento della popolazione ecclesiastica del nostro Paese che conta oltre 30mila persone. Anche questo è rivelato in Giustizia divina”.

“Da vittima e da presidente di un’associazione di vittime non posso, con grande rammarico, notare quanto a fronte dell’inerzia della Chiesa nel fare prevenzione e nell’assistere le vittime, questa si sia capillarmente organizzata sul territorio, nel soccorso di quei criminali che invece abusano di bambini, come eravamo noi”, ha concluso Zanardi.

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