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Operaio morto folgorato a Loano, il giudice dispone una nuova perizia

Nel 2014 il 28enne Matteo Zenari aveva perso la vita sul lavoro, il pm ha chiesto 4 rinvii a giudizio: secondo una consulenza della difesa le procedure previste dall'azienda erano regolari

Savona. Secondo la Procura la morte dell’operaio specializzato dell’Enel Matteo Zenari, 28 anni, che aveva perso la vita mentre sostituiva un contatore trifase all’interno di un fondo agricolo a Loano nell’agosto del 2014, poteva essere evitata. Per questo il pm Giovanni Battista Ferro ha chiesto il rinvio a giudizio per omicidio colposo di quattro persone tra responsabili territoriali di Enel e i superiori della vittima. Ieri, davanti al giudice Francesco Meloni, è stata però depositata una consulenza della difesa (un’accurata perizia con tanto di simulazione dell’incidente) che arriva a conclusioni opposte.

In particolare, secondo l’esperto nominato dai difensori degli imputati, la procedura seguita per la sostituzione del contatore sarebbe stata corretta, anche se eseguita in tensione (la Procura contesta invece questo aspetto), e di conseguenza non ci sarebbero responsabilità da parte dei responsabili dell’azienda. A causare la tragedia sarebbe stato quindi il fatto che l’operaio, come accertato anche dagli inquirenti, non indossava il doppio livello di protezione isolante (fornito da Enel) previsto per i lavori sotto tensione.

Proprio alla luce dell’esito della consulenza di parte, il giudice Meloni ha deciso di disporre una perizia in incidente probatorio per chiarire se le norme di sicurezza necessarie ad impedire la folgorazione durante le operazioni di sostituzione del contatore siano state rispettate.

Il conferimento dell’incarico al perito sarà formalizzato durante l’udienza fissata per il prossimo gennaio.

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