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Nel week-end al NuovoFilmStudio di Savona: Troppa grazia foto

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Troppa grazia
di Gianni Zanasi con Alba Rohrwacher, Elio Germano, Giuseppe Battiston
Italia/Spagna/Grecia 2018, 110’

Premio Label Europa Cinemas alla Quinzaine des Réalisateurs di Cannes 2018

ven 23 novembre (18.00 – 21.15)
sab 24 novembre (17.30 – 20.30 – 22.30)
dom 25 novembre (15.30 – 17.30 – 20.30 – 22.30)
lun 26 novembre (15.30 – 18.00 – 20.30)

Lucia è una geometra specializzata in rilevamenti catastali, nota per la pignoleria con cui insiste nel “fare le cose per bene”. La sua vita, però, è tutto fuorché precisa. Mentre si arrangia tra mille difficoltà, economiche e sentimentali, il Comune le affida un controllo su un terreno scelto per costruire una grande opera architettonica. Lucia nota che nelle mappe qualcosa non va, ma per paura di perdere l’incarico decide di non dire nulla. Il giorno dopo, mentre è al lavoro sul terreno, viene interrotta da una giovane donna con il velo, a cui offre 5 euro prima di riprendere a lavorare. Ma la sera, nella cucina di casa sua, la rivede all’improvviso…
Gianni Zanasi (“Non pensarci”, “La felicità è un sistema complesso”) torna al cinema con una commedia a cavallo fra leggerezza e disincanto, che mette nuovamente in scena, appoggiandosi su una sceneggiatura dall’ottimo ritmo, tutte le difficoltà dell’affrontare un mondo che non spiega come fare per essere felici. “Troppa grazia” con protagonista Alba Rohrwacher, Elio Germano e Giuseppe Battiston, è un film coraggioso, la cui grazia – quella della regia, e della scrittura – non è mai troppa. Un film stra-ordinario, nel senso che è completamente fuori norma, dunque perfetto per raccontare la storia di un incontro paranormale fra un essere ultraterreno e un essere che con la terra campa. Lucia, un’Alba Rohwacher finalmente sottratta al cliché dimesso nel quale è stata rinchiusa da troppo tempo, non si sente affatto benedetta dall’apparizione ma anzi, fa di tutto per sottrarsi a quella “sfiga”. Lei che insegna alla figlia che “i problemi non si sollevano, si affrontano”, si ritrova fra le mani la Madre di tutti i guai: una figura femminile che non accetta altro che la verità. Con andamento sognante, capace di reggere una tensione emotiva pressoché costante, Zanasi accompagna lo spettatore in un folle viaggio all’interno di se stessi e delle proprie certezze, mostrando che vale sempre la pena metterle in discussione.

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