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Nel week-end al NuovoFilmStudio di Savona: La casa dei libri

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NuovoFilmStudio/Officine Solimano/Piano terreno
Piazza Rebagliati, Savona
Circolo ARCI

La casa dei libri

di Isabel Coixet

con Emily Mortimer, Bill Nighy, Patricia Clarkson
Spa/GB/Ger 2017, 113’

ven 30 novembre (21.15)
sab 01 dicembre (17.30 – 22.30)
dom 02 dicembre (15.15 – 20.30)
lun 03 dicembre (15.30 – 20.30)

Florence Green, vedova che ha perso il marito nella II guerra mondiale, decide di aprire una libreria nella cittadina costiera di Hardborough, ristrutturando il vecchio edificio dell’Old House. L’attività riscuote da subito un discreto successo, grazie anche al sostegno di un enigmatica e facoltosa figura: Mr. Brundish. Florence però dovrà guardarsi dall’aperta ostilità di Mrs. Gamart – donna influente all’interno della comunità – e dal suo intento di trasformare l’edificio in una casa d’arte…
Ispirandosi a un romanzo del 1978 – La libreria di Penelope Fitzgerald – Isabelle Coixet trionfa ai Goya spagnoli del 2018 e offre al pubblico un dramma in costume, incentrato sull’oggetto-libro, di chiara matrice letteraria. Il romanzo raccontava un mondo già superato dall’evoluzione storica e del costume, in cui il potere affabulatorio della narrativa andava a contrapporsi agli orrori del II conflitto mondiale, con le sue ferite, alcune più visibili di altre, ma anche con una massa di individui ormai ridotti a caricature, incapaci di gestire la propria esistenza nel mondo civile. Proprio in quel complesso momento di passaggio tra la fine degli anni ‘50 e l’inizio del decennio successivo, col suo deciso mutamento negli stili di vita, si dipana la storia del film. Ambientato in un contesto rurale apparentemente immutabile, vedrà il seme del cambiamento incarnarsi proprio nella protagonista femminile, combattiva e decisa a intraprendere un cammino di apertura verso nuove idee. Non a caso sarà lei stessa a spingere per la coraggiosa distribuzione di Lolita di Vladimir Nabokov, prima e autentica spia di un costume in rapida evoluzione. Mentre del libro, nella sua fisicità come nel complesso insieme di sensazioni che trasmette – sensoriali – tattili e olfattive – e psicologiche, si sottolinea la possibilità del suo potere salvifico. Nel rappresentare questo canto d’amore nei confronti di tale oggetto la regista non si fa scrupoli nell’uso della voice over – di cui si comprenderà appieno la funzione solo nel finale – affidandosi al contempo al fascino dell’ambientazione e a una regia avvolgente in grado di valorizzarne le fattezze. Da rimarcare, infine, l’assolutamente efficace prova attoriale di Emily Mortimer, splendida nel diffondere il suo benefico contagio su tutta la cittadina, compresa Christine, la sua giovanissima aiutante che, poco usa alla lettura, ne viene poco a poco sempre più avvolta.

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