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Loano, minoranze all’attacco: “La giunta Pignocca amministra con i saldi di fine stagione”

"Una totale assenza di programmazione e gestione della città, accompagnate dall'assoluta incapacità di dare coerenza alle opere indicate nel programma"

Loano. “La giunta Pignocca amministra con i saldi di fine stagione”. Così i consiglieri di minoranza di Loano Paolo Gervasi, Patrizia Mel e Daniele Oliva (LoaNoi) e Gianni Siccardi e Giulia Tassara (Pd/Da sempre per Loano) sintentizzano quella che, a loro dire, è la “strategia” con cui l’amministrazione comunale loanese porta avanti le proprie attività.

“All’efficientissimo apparato che contraddistingue la giunta Pignocca, perennemente in campagna elettorale, fa da contraltare una totale assenza di programmazione e gestione a favore della città, accompagnate dall’assoluta incapacità di dare coerenza alle opere elaborate ed indicate nel loro stesso programma di mandato che occupano sì un capitolo nel bilancio comunale, ma di fatto sono traslate di anno in anno senza motivazione alcuna, con poca convinzione e molta paura di realizzarle. Nella realtà ci troviamo di fronte ad un insieme di persone che, probabilmente condizionate dalla propria attività professionale, non hanno sufficiente spazio da dedicare alla complessa macchina comunale; tramandandoci la netta sensazione che il solo impegno che riescono a profondere è quello di non mancare all’happenning di fine anno. Dove con i residui attivi di bilancio, si può dare legittimo sfogo alle reclamate emergenze della città e, perché no, tacitare nuovi e vecchi amici con le solite mancette; ovviamente senza individuare, nell’emergenza, le necessarie priorità”.

“Il messaggio che poi si vuol far passare, di fronte a risorse finanziarie che sfiorano i due milioni di euro, di una particolare acutezza alla spesa pubblica, stride con un più diffuso ed argomentato pensiero che ritiene sia un sacrilegio aver privato la collettività di fondi che, investiti nei giusti momenti, avrebbero evitato (come esempio più attuale) la chiusura della passeggiata di ponente, con conseguente aggravio dei costi (si noti bene, detto appunto per inciso, che il recente fortunale ha responsabilità limitatissime). Di fatto ogni azienda, la macchina comunale non sfugge a detto concetto, per vivere ha la necessità di dare al presente garanzie di qualità e solvibilità, ma deve anche essere in grado, con la propria creatività, di pensare al futuro con modelli di sviluppo in grado di produrre azioni che attraverso la condivisione e il coinvolgimento diventano fulcri di sviluppo e benessere per tutti. Una città che vive prevalentemente di turismo e commercio, che soffre una crisi che si accentua di anno in anno dovrebbe avere, come assioma, l’enunciazione di tali principi”.

“Principi che nel Comune di Loano, non hanno nessun presidio, ‘l’impianto’ politico della maggioranza si regge, prevalentemente, su programmi e risposte concettuali predisposte da dirigenti e funzionari, che a loro volta, considerata la vacuità della relazione e della comunicazione non possono aggiungere nulla di programmatico, essendo l’aggettivo sconosciuto alla giunta. Si arriva così al paradosso che il giorno seguente al Consiglio comunale si leggono sugli organi di stampa proclami sul buon governo della città, quando di fatto le minoranze, nello stesso consiglio, sono state oggetto di risposte che, per approssimazione e superficialità, avrebbero lasciato basito anche il più refrattario dei politici”.

Proseguono i gruppi di minoranza: “Nell’occasione, parlando di turismo, abbiamo appreso che il calo turistico è da imputare all’eccessiva calura estiva aggravata dal disservizio conseguente al crollo del ponte Morandi. Parlando di cultura che l’assenza di un cinema/teatro non è strategica, in quanto nella vicina Pietra Ligure esiste già eguale struttura. Parlando di chiarimenti al bilancio, abbiamo appreso poco, non c’era il dirigente e le risposte sono state demandate sine die. Parlando di imposta di soggiorno, abbiamo avuto come dato certo quello che non si è incassato, su come spenderlo sappiamo che hanno parlato con le categorie ma cosa si sono detti resta ancora un occulto mistero”.

“Ora tutte queste risposte di per se stesso sono già abbastanza esaustive sul grado di alter ego che le minoranze si trovano a dover arginare in seno al consiglio comunale, così come sarebbe, per pariglia, conseguenziale tradurre il tutto in facile ironia, se non fosse che il recente consiglio ha lasciato un pesante strascico a danno di tutta la minoranza. Qualche fruitore dei servizi di palazzo, nel timore di perdere posizioni di privilegio, ha pensato bene, con azione deprimente, vigliacca ed anonima d’intimorire il consigliere Paolo Gervasi, dimentico che le opinioni espresse dal consigliere Gervasi sono l’espressione di tutta la minoranza, sempre più coesa e convinta di continuare a perseguire ogni forma di malgoverno e combattere ogni genere di clientelismo”.

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