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Laerh lascia a casa cinque lavoratori, sciopero e corteo: “Si parlava di 250 posti, ora invece si va addirittura indietro” fotogallery

Decisiva l'assenza di carichi di lavoro da parte di Piaggio Aerospace. Mandraccia: "E' rischio la tenuta sociale di questo territorio"

Albenga. Sciopero di un’ora con corteo, questa mattina, per i lavoratori della Laerh di Albenga. Una protesta scattata perché l’azienda ha comunicato che a cinque lavoratori con contratto a tempo determinato in scadenza a fine mese non verrà offerta la possibilità di continuare il proprio lavoro in azienda.

sciopero laerh

Una decisione, ha spiegato Laerh, presa per via della situazione di grandissima incertezza sui carichi di lavoro per i prossimi mesi dovuta alla mancata definizione delle problematiche legate alla vertenza Piaggio Aerospace. La risposta dei sindacati è stata uno sciopero questa mattina: i lavoratori sono scesi in strada e hanno bloccato il traffico nella rotonda del casello autostradale.

“Cinque lavoratori perderanno il posto, per noi si tratta di una doccia fredda – commenta Andrea Mandraccia, segretario generale di Fiom Cgil – è vero che sino ad oggi non ci sono state le condizioni per rispettare gli impegni relativi all’occupazione (in partenza si parlava di uno stabilimento che doveva arrivare ad impiegare 250 lavoratori), però adesso andiamo addirittura indietro”.

La motivazione “originale”, però, finisce quasi in ombra alla luce dell’annuncio di ieri di Piaggio Aerospace dell’apertura della procedura di amministrazione straordinaria: “E’ chiaro che la vertenza Laerh si intreccia profondamente con quella di Piaggio, perché Laerh si è insediata qui nel 2014/15 proprio in seguito all’accordo di programma e perché Piaggio è l’unico cliente di Laerh – conferma Mandraccia – quindi tutto quello che succede in Piaggio impatta fortemente su Laerh. E per questo la notizia di ieri non può che allarmarci. Anzitutto vogliamo capire di cosa si tratta, quali sono le condizioni che portano a questa scelta”.

“Vogliamo capire se è un processo ‘governato’ – prosegue Mandraccia – abbiamo qualche dubbio perché non più tardi di tre giorni fa al Ministero per lo Sviluppo Economico il Governo aveva garantito che i colloqui con la proprietà dell’azienda proseguivano e che non sarebbero state intraprese dall’azienda iniziative unilaterali fino a quando questi colloqui non si fossero conclusi. Meno di due giorni dopo arriva una notizia di questo tipo”.

“Noi sindacati non sappiamo più come dire che se non difendiamo e mettiamo in sicurezza il patrimonio produttivo ed industriale presente sul nostro territorio, tra l’altro in settori strategici come l’aerospazio, non possiamo pensare di parlare di rilancio produttivo, industriale ed occupazionale della provincia di Savona – tuona il sindacalista – Se lo devono mettere in testa tutti, a partire dalle istituzioni: se questo territorio è stato decretato Area di Crisi Industriale Complessa, se ci sono atti ad esempio della Regione che dicono che siamo in presenza di imprese strategiche che vanno assolutamente difese ed anzi rilanciate, poi noi ci aspettiamo delle azioni conseguenti. E ci aspettiamo responsabilità da parte delle aziende, perché qui è a rischio la tenuta sociale di questo territorio. Noi lo diciamo ancora una volta, poi ovviamente il nostro senso di responsabilità non può essere infinito…”.

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