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La dura presa di posizione dell’Aia per dare uno “stop alla violenza”

Lo speciale Settore Giovanile del ct Vaniglia

Ora basta! La misura è colma. Urgono provvedimenti immediati e severi. La Lega Nazionale Dilettanti solidarizzando con l’Aia ha condannato fermamente il grave episodio di violenza subito dall’arbitro Riccardo Bernardini (24 anni, di Ciampino, studente di Ingegneria gestionale a Tor Vergata),in occasione della gara di Promozione Virtus Olympia-Atletico Torrenova.

“Si tratta di un episodio inaccettabile – ha dichiarato il Presidente della LND Cosimo Sibilia – una volta accertate le responsabilità, verranno assunti provvedimenti esemplari, necessari per scoraggiare il verificarsi di nuovi atti di violenza nei confronti dei direttori di gara, in qualsiasi regione d’Italia. Da quando ho appreso del fatto, sono in costante contatto con il presidente dell’AIA Marcello Nicchi per essere aggiornato sulle condizioni dell’arbitro aggredito, al quale va tutta la mia solidarietà, e per seguire l’evolversi della situazione. Se ci sarà un tavolo per discutere sulle misure da adottare sul grave fenomeno della violenza, la LND è disponibile e pronta a dare il suo contributo”.

Il che è avvenuto e dunque questa settimana l’AIA non invierà direttori di gara ai campi di gioco per tutte le partite in programma nei campionati dilettanti del Lazio. Si valuteranno nuove e analoghe iniziative al verificarsi di ogni ulteriore episodio di violenza grave. L’aggressione al giovane arbitro è “l’ennesimo brutto episodio, un’ennesima testimonianza di una cultura che dobbiamo comunque cambiare. Chi fa questi gesti non può far parte di questo mondo”. E’ stato il commento del presidente della Figc, Gabriele Gravina, durante la cerimonia di assegnazione della Panchina d’oro.

Solo quest’anno 300 arbitri dei campionati minori sono stati picchiati. Vi rendete conto della follia?” Sono le parole del ministro dell’interno Matteo Salvini, parlando alla presentazione del calendario della polizia, ribadendo che martedì 13 incontrerà il presidente dell’associazione arbitri. “Ci sono 35mila arbitri – ha spiegato il ministro – che dirigono, gratis, in 11mila campetti di periferia. Che paese è quello dove si mandano all’ospedale 300 ragazzi perchè non avrebbero arbitrato bene?”.

“Prima di tutto voglio mandare un mio personale pensiero al giovane arbitro aggredito a Roma”. Così il sottosegretario con delega allo sport Giancarlo Giorgetti. “Basta violenza, lo sport è competizione e amicizia, le aggressioni sono vergognose e inaccettabili”. Tornando sul deprecabile episodio l’arbitro è stato aggredito fuori dagli spogliatoi domenica mattina 11/11 da due teppisti al termine di una gara svoltasi su uno dei tanti campi della Capitale.

Preso a schiaffi e pugni, poi sbattuto per terra, Bernardini, ferito in modo serio alla testa, rimarrà al Policlinico per giorni. Ha perso sangue, ma ha anche rischiato di soffocare dopo essere svenuto. A salvarlo la fidanzata Beatrice, infermiera, e Yuri Alviti, preparatore atletico del Torrenova nonché uno dei capi degli Irriducibili della Lazio. I carabinieri danno la caccia ai due ultrà, seduti sulle tribune del «Francesca Gianni» fra i sostenitori del San Basilio, sconfitto 2-3 all’8′ di recupero con due giocatori espulsi per proteste. Ed è stato questo che avrebbe scatenato i due che hanno raggiunto l’arbitro dopo aver scavalcato una recinzione alta tre metri. Poi sono fuggiti.

«Era tutta la partita che lo insultavano, erano almeno 5 sui 30 anni, gli gridavano cose orribili – ha raccontato Fiammetta, la madre del direttore di gara -, succede ogni domenica, lo aspettano fuori, ma di solito ci sono i dirigenti che fanno muro e lo proteggono. Questa domenica non c’era nessuno, l’hanno lasciato solo – ha accusato -. Lo so bene perché io lo seguo e su tutti i campi, è sempre la stessa storia. Anche gli allenatori lo prendono di mira e io li registro. Riccardo è un ragazzo meraviglioso, ha scelto di fare l’arbitro a 17 anni per passione, non per diventare Rizzoli o Collina. E intanto studia. È bravo, dicono sia molto professionale. Mi ha detto: “Non ho paura mamma, continuerò ad arbitrare”».

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