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La crisi Piaggio investe anche l’indotto: sciopero e protesta alla Laerh

Cinque lavoratori resteranno a casa per l'assenza di carichi di lavoro, rabbia e amarezza dei sindacati

Albenga. Oltre al clima di incertezza che pesa ancora sulla vertenza Piaggio Aerospace, ecco un’altra mazzata per l’indotto e che arriva direttamente dalla Laerh di Albenga, azienda del settore aerospaziale insediatasi ad Albenga nelle aree ex Fruttital dopo l’accordo di programma per Piaggio del 2014.

Laerh ha comunicato che a cinque lavoratori con contratto di tirocinio in scadenza a fine mese non verrà offerta la possibilità di continuare il proprio lavoro in azienda. Ciò a causa della situazione di grandissima incertezza sui carichi di lavoro per i prossimi mesi dovuta alla mancata definizione delle problematiche legate alla vertenza Piaggio Aerospace.

“Si tratta di una scelta che ci amareggia e che ci preoccupa moltissimo” afferma congiuntamente Fim, Fiom e Uilm Savona, oltre che la Rsa di Laerh.

“Ci amareggia perché, lo vogliamo ricordare, Laerh rappresenta una delle poche nuove realtà produttive che si sono insediate nel nostro territorio negli ultimi anni e le prospettive iniziali erano ben differenti rispetto alla situazione attuale. Lo stabilimento avrebbe dovuto infatti occupare a regime oltre 200 lavoratori mentre sono diversi mesi ormai che l’organico rimane stabile a 84 lavoratori ed ora inizia addirittura una contrazione dello stesso”.

“Ci preoccupa perché vediamo il concreto rischio che per i lavoratori con contratto di somministrazione in scadenza a fine anno si apra una prospettiva uguale a quella dei tirocinanti. Inoltre iniziamo a pensare purtroppo che lo stato di incertezza nel quale l’unità produttiva versa da mesi metta a rischio non solo il mantenimento degli attuali livelli occupazionali ma il progetto produttivo ed occupazionale complessivo”.

Per contrastare la scelta aziendale e per sollevare l’attenzione dell’opinione pubblica su questa vertenza le legreterie Fim, Fiom e Uilm Savona e la RSA dello stabilimento hanno deciso di proclamare un’ora di sciopero nel turno del mattino di venerdì 23 novembre, decisione avallata dal voto dei lavoratori riunita oggi in assemblea. Dalle ore 9 alle ore 10 pertanto i lavoratori usciranno dalla fabbrica per manifestare tutta la loro preoccupazione.

“Non sappiamo più come ripetere che non ci può essere un vero sviluppo industriale del nostro territorio, anche sfruttando le opportunità derivanti dall’area di crisi industriale complessa, se non vengono prima messe in sicurezza le realtà produttive ad oggi presenti nella provincia. Per questo Politica ed Istituzioni devono fare la loro parte prima che sia troppo tardi” concludono i sindacati.

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