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In Regione la vertenza Bombardier, Mandraccia (Fiom): “Una nuova commessa per l’alta velocità darebbe lavoro per due anni”

"Si tratta di una scelta che riteniamo essere doverosa dal punto di vista industriale nonché del servizio offerto ai cittadini"

Vado Ligure. Sarà al centro della conferenza dei capigruppo della Regione Liguria in programma domani alle 13 il futuro dei lavoratori della Bombardier di Vado Ligure, che dopo l’annuncio, da parte dell’azienda, di 5 mila esuberi a livello mondiale e l’incertezza circa i carichi di lavoro, in questi giorni stanno vivendo una fase di grande preoccupazione. Alla riunione parteciperanno anche il presidente della Provincia Pierangelo Olivieri ed il sindaco di Vado Monica Giuliano.

Come precisa il segretario provinciale della Fiom, Andrea Mandraccia, la richiesta delle organizzazioni sindacali e della Rsu dello stabilimento è “l’approvazione di uno specifico ordine del giorno da parte del consiglio regionale che impegni il presidente e la giunta regionale a fare tutto quanto possibile per il buon esito della vertenza nei confronti di Governo ed azienda. A questo fine è prioritario ora porre attenzione rispetto alla possibilità che a brevissimo venga sbloccata una nuova commessa dell’alta velocità che porterebbe a Vado Ligure lavoro per 2 anni. È necessario che Trenitalia confermi la volontà di sfruttare l’opzione del precedente contratto Zefiro 1000 assegnando a Bombardier ed Hitachi la produzione di 14 nuovi treni ad alta velocità per sostituire altrettante macchine vecchie di 30 anni. Si tratta di una scelta che riteniamo essere doverosa dal punto di vista industriale nonché del servizio offerto ai cittadini”.

“Una volta chiusa in modo positivo questa partita potremmo continuare con maggiore serenità, avendo la certezza di carichi di lavoro di medio periodo oltre alle locomotive DC3 la cui produzione terminerà entro la fine dell’estate 2019, il confronto rispetto alle prospettive industriali di un sito strategico per la produzione di materiale rotabile a livello nazionale e vitale per il mantenimento della Savona quale realtà industriale. Il fatto che il nostro territorio sia stato decretato quale area di crisi industriale complessa deve imporre alle istituzioni uno sforzo particolare nella risoluzione delle vertenze industriali aperte”, conclude Andrea Mandraccia.

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