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Imposta di soggiorno, a Borghetto incassati solo 13 mila euro. Il sindaco: “Evasione altissima: è intollerabile”

Il sindaco: "Il nostro Comune ha un disperato bisogno di risorse da reinvestire nel turismo"

Borghetto Santo Spirito. Poco più di 13 mila euro. A tanto ammontano i proventi dell’imposta di soggiorno affluiti nelle casse del Comune di Borghetto Santo Spirito secondo i dati “quasi definitivi” elaborati dagli uffici del municipio di piazza Italia.

L’imposta di soggiorno (che viene impropriamente chiamata “tassa” di soggiorno) è il contributo che sono tenute a pagare tutte le persone che alloggiano nelle strutture ricettive (o case vacanze) di territori classificati come località turistiche o città d’arte. Il “Patto per lo sviluppo strategico del Turismo” della Liguria stabilisce che “il gettito dell’imposta è destinato esclusivamente a finanziare interventi in materia di turismo e promozione della città, ivi compresi quelli a sostegno delle strutture ricettive, nonché interventi di manutenzione, fruizione e recupero dei beni culturali ed ambientali locali, nonché dei servizi pubblici locali finalizzati al turismo ed alla cultura”. In particolare, almeno il 60 per cento del gettito d’imposta dovrà essere utilizzato (in sinergia con le organizzazioni imprenditoriali) per l’organizzazione di manifestazione e la promozione del territorio, mentre il restante 40 per cento dovrà essere sempre impiegato per migliorie che abbiano ricadute sul settore turistico.

E’ tenuto a versare l’imposta chiunque pernotti in una delle strutture ricettive della città e perciò il numero di notti di pernottamento sono la “unità di misura” sulla base della quale calcolare l’entità della tassa di soggiorno che ogni turista è tenuto a pagare al Comune per il tramite del gestore o titolare della struttura ricettiva o casa vacanze. L’entità dell’imposta è stabilita dalla giunta comunale in accordo con le associazioni di categoria e degli appartamenti ad uso turistico e viene calcolata in modo differenziato a seconda della tipologia di struttura ricettiva.

Per quest’anno, l’imposta è stata richiesta unicamente nei mesi di luglio ed agosto e per un massimo di cinque giorni. Ciò significa che anche per soggiorni pari (ad esempio) a due settimane, la cifra richiesta era sempre pari a cinque giornate.

Facendo un rapido calcolo è facile notare come la cifra incassata dal Comune di Borghetto sia a dir poco irrisoria. Specie se si considera che la cittadina rivierasca è la prima, a livello provinciale, per numero di appartamenti ad uso turistico (esattamente 1.031 unità abitative) e relativi posti-letto (che sono 4.288 in tutto, almeno secondo le stime ufficiali). Prendendo ad esempio la cifra standard di un euro stabilita dalla maggior parte dei Comuni per ciascun giorno trascorso in un appartamento ad uso vacanze, numeri alla mano le ipotesi sono due: o a Borghetto i soggiorni sono stati tutti di durata irrisoria (meno di tre giorni) o, nel caso di durate superiori, nella cittadina sono affluiti davvero pochissimi turisti.

Ma c’è anche una terza possibilità, che il sindaco Giancarlo Canepa ritiene la più probabile: “Sicuramente abbiamo avuto un’evasione altissima – spiega il primo cittadino senza mezzi termini – I dati in nostro possesso sono ancora parziali. Secondo quanto stabilito, entro metà novembre il Comune avrebbe dovuto ricevere il versamento delle imposte ed entro metà gennaio il rendiconto da parte di ciascuna struttura ricettiva soggetta al pagamento della tassa. Tra qualche mese, quando avremo ricevuto tutta la documentazione, saremo in grado di capire esattamente cosa sia successo. Ma certamente qualcosa non torna. Anche ipotizzando che a luglio e agosto gli appartamenti siano stati affittati da solo due persone per un periodo di una settimana, le cifre sarebbero dovute essere ben diverse”.

“A seguito dell’introduzione della tassa, tramite agenzia i proprietari potevano comunicare la loro intenzione di non versare alcuna tassa. Eliminando dal totale i proprietari che, risiedendo fuori Liguria non erano a conoscenza della nuova imposta, tutti quelli che non hanno compilato questa autocertificazione saranno da considerare evasori”.

E considerando la cifra introitata, la quantità di evasori rischia di essere davvero elevata: “Il nostro Comune ha un disperato bisogno di risorse da reinvestire nel turismo, quindi questa evasione non sarà tollerata. Finora abbiamo lavorato molto bene per far emergere l’abusivismo turistico, arrivando a censire nella loro totalità i 1.031 alloggi ad uso turistico presenti nel nostro territorio. Il prossimo anno dovremo certamente lavorare sull’evasione dell’imposta”.

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