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Il pm “boccia” il concordato di Ata, Garassini: “Situazione delicata, siamo fiduciosi”

Secondo il presidente della partecipata "parte dei problemi su cui si fonda il parere negativo sono già stati risolti, gli altri lo saranno a breve"

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Savona. “Riteniamo che le valutazioni fatte dal pubblico ministero non siano fondate, e confidiamo quindi di essere ammessi al concordato”. Così Alessandro Garassini, presidente di Ata Spa, replica alla notizia del parere negativo espresso dal pm Ubaldo pelosi sul concordato preventivo presentato in Procura dall’azienda partecipata per evitare il fallimento.

Il magistrato, infatti, ha espresso dubbi su diversi punti del concordato: la chiusura della discarica di Cima Montà (il Comune si è accollato circa 6 milioni di debiti coprendoli con la Tari, secondo Pelosi mancherebbero però delle garanzie), il patto concordatario con Carige per il trasferimento dei debiti a una nuova società, l’assenza di certezze sull’effettivo acquisto delle quote di questa New.Co. da parte di soggetti privati. Il parere di Pelosi non ha effetti immediati, ma chiaramente rischia di pesare non poco nella decisione del giudice Stefano Poggio che dovrà scegliere se ammettere il concordato o se decretare il fallimento di Ata.

“Il parere del dottor Pelosi è certamente autorevole, e certamente il fatto che sia contrario dispiace – ammette Garassini – ma riteniamo non sia fondato: parte dei problemi su cui si fonda sono già stati risolti, e gli altri saranno risolti a breve. Cercheremo pertanto di far valere le nostre ragioni”.

Per quanto riguarda Cima Montà, spiega Garassini, “ci sono valutazioni contrastanti circa l’efficacia delle delibere già assunte dal Comune di Savona, ma riteniamo che esse siano invece efficaci e tali da garantire la società e i creditori. Anche sul tema del patto concordatario con Carige stiamo lavorando – prosegue il presidente – Per quanto riguarda la New.Co. abbiamo due aspetti: sul primo, che riguarda la costituzione stessa della società, il Comune dovrebbe deliberare in tempi brevissimi, mentre sul secondo, ossia l’appetibilità sul mercato delle quote societarie, abbiamo ricevuto diverse manifestazioni di interesse e siamo pronti a proseguire”.

“Insomma, confidiamo di poter rassicurare gli organi della procedura su ogni punto ritenuto dubbio dal pm”. Si prosegue, dunque, cercando di non pensare al peggio: “Stiamo profondendo ogni energia, anche mediante consulenti di primissimo ordine, per cercare di salvare la società dal fallimento”.

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