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Il Museo Archeologico del Finale aggiunge alla sua collezione un nuovo reperto fossile appartenente ad un grande cetaceo

Il frammento è stato recentemente acquisito grazie alla disponibilità di una famiglia finalese

Finale Ligure. Il Museo Archeologico del Finale aggiunge alla sua collezione un nuovo reperto fossile di un grande cetaceo vissuto 16 milioni di anni fa, che sarà presentato ufficialmente al pubblico venerdì 16 novembre, alle 15, nella sede museale, nell’ambito di una conferenza stampa alla quale prederanno parte anche la sezione Finalese dell’Istituto Internazionale di Studi Liguri, l’assessorato alla cultura della Città di Finale Ligure e la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio della Liguria

“Il reperto fossile, hanno fatto sapere dal Museo, – è stato recentemente acquisito grazie alla disponibilità di Roberto Simonetti, discendente di una famiglia finalese che per lunga tradizione ha operato nell’estrazione della Pietra di Finale in diverse cave durante il secolo scorso. Proprio in occasione di questi lavori di coltivazione della Pietra presso la cava dei ‘Ciapassi’ nella Valle dell’Aquila, venne ritrovato un grande frammento di un cetaceo”.

“Il fossile, lungo circa 90 centimetri, è al momento in corso di studio da parte del paleontologo Michelangelo Bisconti, per determinarne l’esatta origine e le caratteristiche dell’animale cui apparteneva. Ad un primo esame sembra trattarsi di un frammento mascellare di un cetaceo misticeto, probabilmente appartenente ad un balenide, oggi estinto, che visse nel mare miocenico tra 16 e 12milioni di anni fa, quando si formò la Pietra di Finale. Questo animale, considerate le dimensioni del reperto, poteva forse raggiungere una lunghezza di 15-20 metri”.

“Al largo della Riviera ligure di Ponente, nel cosiddetto “santuario dei cetacei”, oggi non è difficile avvistare balene, balenottere, capodogli, stenelle e delfini, ma costituisce invece una rarità il rinvenimento di fossili di grandi mammiferi nelle rocce del finalese, come quello che verrà esposto entro la fine del 2018 al Museo Archeologico del Finale”, hanno concluso.

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