IVG.it -  Notizie in tempo reale, news a Savona, IVG: cronaca, politica, economia, sport, cultura, spettacolo, eventi ...

I veri problemi del calcio giovanile

Lo speciale Settore Giovanile del ct Vaniglia

Nell’ultima puntata del programma Le Iene l’inviato speciale Nicolò De Devitiis ha racconta un problema per il calcio quasi peggiore di tanti altri tipi di violenza che affliggono lo sport. La conseguenza è quella che bambini e ragazzi si vergognano in campo del comportamento di mamma e papà.

L’intervista al tecnico dei Pulcini 2008 preso a pugni dal padre di un bambino non convocato (fatto avvenuto nel maggio scorso) ha lasciato interdetti i tanti appassionati di questa meravigliosa disciplina. La società Atletico Levane Leona, di Bucine nel Valdarno aretino (comune di Montevarchi), era stata al fianco del mister ed era anche scattata la denuncia. L’allenatore aggredito, è ancora sotto choc per quanto gli è accaduto.

«È il più forte, non puoi tenerlo fuori» gli aveva urlato l’inferocito padre del giovane calciatore albanese. Poi, bum, un tonfo. Lo avevano sentito anche fuori dagli spogliatoi. No. Più sordo dei rimbalzo di un pallone calciato contro il muro. Nessuna eco. Scoppiò il parapiglia, le grida dei bambini, uno che piangeva. E quel babbo ancora rabbioso, un toro in un recinto. E lì, ai suoi piedi, Alessandro Sani, 50 anni, da dieci anni il mister dei Leoni bianco verdi di Levane. Disteso a terra, svenuto, stordito, le pupille che galleggiavano negli occhi. «Gli ha dato un pugno», aveva urlato qualcuno. Per sedare gli animi sono dovuti intervenire sul posto i carabinieri della compagnia di San Giovanni Valdarno mentre il coach è stato soccorso dai sanitari inviati dal 118 e trasferito al pronto soccorso dell’ospedale valdarnese della Gruccia.

«Proprio sulla tempia, tant’è che dopo il ricovero è stato sotto cura a casa e ne ha avuto per sette giorni», ha raccontato  il dg Andrea Baldi. «Non era mai successo. Promuoveremo un’azione legale. Così non va, nessuno da noi si era mai permesso di arrivare a tanto».Questo bruttissimo fatto, merita senz’altro pene severissime, perché questa violenza e’ semplicemente assurda oltretutto commessa in un contesto, una squadra giovanile di calcio dove valori come rispetto, correttezza, educazione devono essere al primo posto. Vergogna. Fortunatamente i provvedimenti nei riguardi del colpevole non si sono fatti attendere. Non potrà infatti assistere ad alcuna manifestazione sportiva per i prossimi tre anni (in pratica un Daspo emesso dal Questore di Arezzo).

Sulla vicenda si erano accese le telecamere di tutta Italia e forse per tale motivo la sentenza è stata esemplare. Ma il problema generale è grave e permane. Nel nostro calcio giovanile, quando i genitori diventano tifosi violenti sono guai seri (cosa che ci assicurano non avviene in altri paesi). Sono in crescente aumento gli episodi di violenza sugli spalti ad opera di genitori e parenti quando i bambini si sfidano sui campi da calcio. La moda dei genitori “ultras” sembra ormai dilagare in tutta Italia.

La prof. Caterina Satta, docente di Scienze dell’educazione dell’Università di Bologna, spiega così il fenomeno: “I ragazzi sono troppo protetti mentre padri e madri hanno paura dei giudizi della società e così tutto degenera. Non c’è limite al peggio, non bastano le squalifiche e le cene di riappacificazione: il calcio giovanile locale sembra essere finito in una spirale di violenza da cui non riesce ad uscire. E non si possono incolpare le società se i genitori o i tesserati danno in escandescenza, trasformando tribune e campi di gioco in improvvisati ring.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di IVG.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.