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I Magazine di IVG.it - La Quinta di Copertina

Due libri per… i più curiosi e chi non sempre riesce a vedere oltre

"La quinta di copertina" è la rubrica per gli appassionati di lettura, ogni venerdì due libri consigliati da "La Compagnia dei Lettori"

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La Compagnia dei Lettori è un gruppo nato allo scopo di leggere e parlare di libri condividendo emozioni e riflessioni scaturite da una passione comune. Si riunisce ogni primo martedì del mese alla Feltrinelli di Savona.

CONSIGLIATO PER I PIÙ CURIOSI

TITOLO: Asimmetria
AUTORE: Lisa Halliday. Di origine americana, vive a Milano con il marito. Questo romanzo semi-autobiografico prende ispirazione dalla sua storia d’amore con Philip Roth. Ha sempre lavorato nel campo dei libri: come agente, editor, traduttrice, ghostwriter.
EDITORE:Feltrinelli
ANNO: 2018
PAGINE: 288
PREZZO: 17.00 Euro

CITAZIONE: “la morte è il fondo scuro senza il quale lo specchio non potrebbe riflettere”

TRAMA e OPINIONE: I motivi per cui da qualche mese si sta parlando tanto di questo libro non è la sua bella copertina: la storia d’amore che ne costituisce la prima metà, quella tra una venticinquenne aspirante scrittrice e uno scrittore famoso molto più vecchio di lei, è ispirata alla vera relazione tra l’autrice, Lisa Halliday (ai tempi poco più che ventenne) e un Philip Roth sessantenne. Il secondo motivo per cui si parla di Asimmetria ha sempre a che fare con la vita privata dell’autrice, che nel 2017 è stata una dei vincitori dei Whiting Awards. Dall’Atlantic al Times, le migliori testate in lingua inglese fanno a gara per recensire il suo primo lavoro. L’inizio di Asimmetria è pulito, trattato in modo da risultare il più spoglio e semplice possibile: un po’ noioso. New York. Lei, Alice, legge su una panchina nel parco, ogni domenica. Lui, Ezra, inizia a sedersi vicino a lei. Lei lo riconosce da subito (è evidentemente Philip Roth). Ezra offre cioccolato, poi un cono gelato. Lei allunga un piede calzato da un sandalo blu nel sole del pomeriggio, lui le chiede se è fidanzata. E poi, molto presto, arriva il sesso. Lui viene come «una debole fontanella». A parte questo e pochi altri dettagli, che sono sempre quasi (quasi divertenti, quasi teneri, quasi tristi, quasi eccitanti, quasi commoventi) la relazione è descritta con una sobrietà priva di tensione: non è il minimalismo di chi dice poco per creare mistero, ma una piattezza strana, che lascia il lettore un po’ interdetto. La sfera erotica è trattata senza pathos ed è evidente che alle brevi descrizioni sparse qui e là non interessa solleticare o coinvolgere il desiderio sessuale di chi legge. Insomma, tutto è raccontato come se fosse molto “normale” . Lei, che all’inizio sembra un essere quasi muto, una specie di gelatina trasparente (soprattutto paragonata a lui, così pieno di aneddoti e di consigli e di nomi di ristoranti e negozi e luoghi) inizia a vacillare. Diventa evidente come il carisma di Roth (che all’inizio le deve spiegare perfino come pronunciare correttamente “Camus”) rischi di diventare un peso schiacciante. La relazione è destinata a finire. Dopotutto è così che una bella e giovane ragazza deve fare, no? Strabiliare nel sesso, accettare i regali, assorbire il genio, e poi andarsene per la sua strada. A questo punto è possibile iniziare a chiedersi cosa significhi il titolo. Dov’è questa asimmetria? È quella che c’è tra il generoso, ricco e geniale scrittore e la giovane ragazza che sembra faccia fatica a formulare un pensiero, un’idea, un’opinione? Pare di sì, ma la seconda metà del libro cambia tutte le carte in tavola, perché non c’entra assolutamente niente con la prima. Un libro che doveva soddisfare le domande più pruriginose, si rivela un marchingegno sofisticato, che lascia interdetti e un po’ smarriti, come fossimo stati vittime di uno scherzo. Halliday è un mago che continua a fare giochi di prestigio: prima ci cattura con la curiosità per la vita privata di uno dei più grandi scrittori dei nostri tempi e con l’interesse che suscita in noi la relazione sessuale tra una 25enne ambiziosa e un 60enne arrivato (un tema perfetto per il clima post- Weinstein), poi gioca la carta del politically correct (viaggiando a ritroso nel tempo fino al post-11 settembre, raccontando la storia di Amar Ala Jaafari), infine conquista la platea, estraendo dal cilindro il coniglio bianco della situazione: la mossa femminista. La piccola Alice ha scritto un racconto stupendo, e alla fine, potremmo dire, ha “vinto”: ha sconfitto il presuntuoso Roth (che, proprio come nella realtà, non riesce mai a vincere il Nobel). Lui le aveva detto di scrivere di quello che sapeva, lei non l’ha ascoltato per niente: ha usato l’empatia e l’immaginazione. La prima sezione è narrata in terza persona, la seconda in prima e la fine è una trascrizione di un programma radiofonico.

CONSIGLIATO PER CHI NON SEMPRE RIESCE A VEDERE OLTRE

TITOLO: Tre donne
AUTORE: Dacia Maraini. Autrice di romanzi, racconti, opere teatrali, poesie e saggi, editi da Rizzoli e tradotti in oltre venti Paesi. Nel 1990 ha vinto il Premio Campiello con La lunga vita di Marianna Ucrìa e nel 1999 il Premio Strega con Buio. Il suo ultimo romanzo è Tre donne (Rizzoli 2017).
EDITORE: Rizzoli
ANNO: 2017
PAGINE: 207 pg
PREZZO: 18.00 Euro

CITAZIONE: «E’ proprio quello il bello, Lori, la tenerezza ha un suo valore nascosto ma profondo: la lentezza del pensiero, la lentezza della parola, la lentezza della scrittura, il grande privilegio di un tempo di sciatte velocità; la lentezza che pianta i suoi semi nella carne, allunga le radici, cresce, si fa foglia, fiore, albero, il respiro dell’universo.»

TRAMA: Ogni donna è una voce, uno sguardo, una sensibilità unica e irripetibile. Lo sono anche Gesuina, Maria e Lori, una nonna, una madre e una figlia forzate dalle circostanze a convivere in una casa stregata dall’assenza prolungata di un uomo. Tanto Gesuina, più di sessant’anni e un’instancabile curiosità per il gioco dell’amore, è aperta e in ascolto del mondo, quanto Maria, sua figlia, vorrebbe fuggire la realtà, gli occhi persi tra le carte di traduttrice e i sentimenti rarefatti rivolti a un altrove lontano. Il ponte tra questi due universi paralleli è Lori, sedici anni fatti di confusione e rivolta, che del cuore conosce solo il ritmo istintivo dell’adolescenza. Ma il fragile equilibrio che regola la quotidianità di queste tre generazioni è destinato a incrinarsi quando un uomo irrompe nelle loro vite, e ristabilirne uno nuovo significherà abbandonarsi alla forma più pura di passione, quella per la libertà. Tre donne illumina i percorsi nascosti e gli equilibri impossibili del desiderio, li fotografa con un taglio inedito che ne coglie le delicate sfumature in tutte le età della vita.

OPINIONE: Le tre donne sono Gesuina, Maria e Lori, una nonna, una madre, una figlia. Gesuina, attrice che si è ridotta a fare iniezioni; Maria traduttrice a domicilio, con il suo compagno François, che sarà vittima di un tremendo destino; Lori con un drago tatuato sulla schiena e il suo amico Tulù che, anche lei, anche lei andrà incontro ad un destino anche se molto diverso. Leggere un libro di Dacia Mariani è sempre una gioia perché la sua prosa è perfetta, il periodare è preciso e la sua ispirazione è sempre genuina. E’ un libro che fa pensare nelle sue stranezze, nel raccontare storie ai limiti ma, come sempre, Dacia Maraini lo fa senza falsi moralismi e con una umanità che è spesso disarmante perché richiama il concetto della comprensione. Nel non giudicare si scivola serenamente nell’accettare le diversità, le particolarità, le stranezze che ognuno di noi compie o, semplicemente, ha dentro di sé. Questo è quello che mi ha trasmesso il libro. Per questo lo valuto grande libro assolutamente da leggere. Con comprensione e apertura mentale e di cuore. La vita che, prima o poi, presenta difficoltà e dolorosi imprevisti a chiunque.
E il superamento, l’andare oltre, lo smussare certi lati disastrati del nostro privato, molto (se non tutto!) dipende dal carattere che ci ritroviamo ma in particolar modo, dalla volontà e dall’impegno che intendiamo spendere.

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