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Droga, pistola e munizioni in un garage di Loano: archiviate le accuse per il giardiniere che lo aveva in uso fotogallery video

L'uomo, Mauro Silvestri, aveva prestato le chiavi ad un suo collaboratore e quando i carabinieri avevano trovato armi e stupefacente era a casa malato da giorni

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Loano. Nel novembre di un anno fa un albanese di 24 anni, Rodeo Sinjari, si era ferito ad una gamba con un colpo di pistola partito accidentalmente in un garage di Loano dove i carabinieri avevano poi sequestrato 5,3 chili di marijuana e un centinaio di munizioni. Una vicenda per la quale erano stati arrestati, oltre a Sinjari, che secondo l’accusa aveva anche simulato di essere stato vittima di un agguato sulla via Aurelia per evitare che fosse trovato il box, un suo connazionale, Nelson Pisha, di 35, e Mauro Silvestri, di 49, un giardiniere di Loano. Quest’ultimo però è risultato estraneo alle accuse e la sua posizione è stata archiviata.

colpo di pistola

Le indagini condotte dal pm Massimiliano Bolla hanno infatti accertato che, effettivamente, Silvestri aveva in comodato d’uso il garage dove Sinjari si è ferito e dove erano nascosti l’arma e lo stupefacente, ma non era coinvolto nell’attività illecita. Il giardiniere, che era assistito dall’avvocato Silvio Carrara Sutour, aveva però lasciato le chiavi del box e del suo furgone a Pisha perché lo aiutava sul lavoro. Tra l’altro, gli inquirenti hanno accertato che, come aveva spiegato lui stesso al gip prima di essere scarcerato, nel periodo precedente al ferimento dell’albanese ed al conseguente sequestro di droga, Silvestri era a casa malato e quindi non aveva più avuto accesso all’autorimessa da diversi giorni. Circostanza che ha convinto la Procura della sua buona fede e della sua estraneità alla detenzione di droga e munizioni.

Le posizioni di Sinjari, che davanti al gip aveva confermato di essersi colpito accidentalment, mentre maneggiava la pistola con il silenziatore (poi trovata dai militari nel garage) e Pisha saranno invece definite con un patteggiamento il prossimo gennaio.

Per depistare le indagini, Sinjari (assistito dall’avvocato Enrico Nan) aveva raccontato di essere stato ferito da una persona che lo aveva avvicinato in sella ad uno scooter e gli aveva sparato. Una versione che, da subito, era stata ritenuta poco credibile tanto che i carabinieri avevano continuato ad indagare fino ad individuare il garage con pistola, droga e munizioni.

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