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Dipendente del Comune di Cisano ai domiciliari: si difende dal gip, ma l’ente lo sospende dal servizio fotogallery

L'uomo, Gianni Grasso, secondo l'accusa usavo lo scuolabus ed un altro mezzo di servizio per commissioni private e si assentava dal lavoro per ore

Savona. Ha risposto alle domande del gip Alessia Ceccardi per cercare di chiarire la sua posizione. Gianni Grasso, l’operaio e autista di scuolabus del Comune di Cisano finito agli arresti domiciliari con le accuse di truffa aggravata e continuata ai danni dello Stato e peculato d’uso, ha quindi scelto di replicare davanti alle contestazioni mosse dal pm Cristiana Buttiglione.

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Secondo quanto trapelato dal quinto piano di palazzo di giustizia, durante l’interrogatorio di garanzia, l’uomo avrebbe quindi cercato di giustificare i suoi comportamenti. “Il tempo in cui ero al bar o a casa veniva compensato da ore in più che facevo al pomeriggio. Mi fermavo di più dopo al lavoro” avrebbe spiegato il dipendente comunale.

Parole che, per ora, non hanno cambiato di una virgola le accuse: “Ad oggi la difesa è limitata alle dichiarazioni di Grasso, può essere che il suo legale poi faccia rilevare aspetti più tecnici” si è limitata a precisare il gip Ceccardi dopo l’interrogatorio di garanzia. Ed in effetti sembra che il difensore dell’operaio-autista, l’avvocato Paolo Brin, si sia riservato di presentare della documentazione che proverebbe un recente cambio di mansione per Grasso che prevedeva anche un orario più elastico.

La difesa, quindi, si starebbe concentrando sulla ricostruzione degli orari e delle mansioni di Grasso per chiarire se il dipendente, pur dedicandosi ad attività private durante il turno di lavoro, svolgesse comunque il monte ore previsto.

Intanto dal Comune di Cisano Sul Neva è arrivato anche un procedimento di sospensione dal servizio. “Un atto dovuto” lo ha definito il sindaco Massimo Niero che, in questa fase, sta facendo tutte le valutazioni del caso mirate a tutelare l’ente.

Secondo i carabinieri di Alassio, Gianni Grasso utilizzava lo scuolabus, ma anche un altro mezzo di servizio, un furgoncino Peugeot Ranch, durante l’orario di lavoro per andare a fare commissioni private ma anche per giocare al lotto.

Le indagini sono scattate grazie all’intuito di un maresciallo del Nucleo Operativo di Alassio che ha notato lo scuolabus parcheggiato all’interno del cortile di un’abitazione di Cisano sul Neva e si è insospettito. A quel punto sono scattati degli accertamenti che hanno permesso di chiarire che uno dei residenti della palazzina era proprio Grasso. Da lì la scelta di organizzare alcuni servizi di osservazione, controllo e pedinamento, che sono andati avanti per oltre tre mesi, per capire se l’uomo avesse comportamenti illeciti. Un lavoro, portato avanti con il massimo scrupolo, che ha permesso di raccogliere decine e decine di foto e video che, secondo gli inquirenti, hanno permesso di dimostrare come abitualmente il dipendente facesse rientro a casa con lo scuolabus dopo aver accompagnato i ragazzi a scuola e restasse all’interno della propria abitazione anche per diverse ore.

Inoltre, sempre da quanto emerso con le indagini (l’operazione è stata battezzata “Fermata Benessea”, dal nome della strada percorsa da Grasso), l’operaio si allontanava per giocare al lotto in tabccheria o per commissioni private durante il suo orario di lavoro in Comune.

Per questi spostamenti, spesso, il dipendente utilizzava anche un furgoncino Peugeot Ranch bianco sempre di proprietà dell’amministrazione comunale che a volte, per intere settimane, era nella sua più completa disponibilità in orario diurno e notturno.

Al momento le indagini dei carabinieri di Alassio proseguono. Gli inquirenti vogliono capire se ci siano state eventuali omissioni o mancanze di controllo sul personale del Comune.

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