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Danni maltempo, assemblea dei sindaci: ordine del giorno “esteso”, tutele per balneari e interventi a difesa delle coste fotogallery video

Un documento condiviso per fronteggiare la ricostruzione e pianificare opere di salvaguardia di spiagge e litorale

Provincia. Una riforma delle concessioni balneari per garantire alla categoria tempi più lunghi per ammortizzare gli investimenti, ma anche finanziamenti in tempi brevi per creare dighe e strutture di protezione del litorale, nonché uno snellimento delle procedure burocratiche per effettuare gli interventi in meno tempo e con costi minori.

danni maltempo ponente

Sono le richieste emerse oggi pomeriggio nel corso dell’assemblea dei sindaci da parte dei vari primi cittadini della provincia, a poche settimane dall’ondata di maltempo e dalla violenta mareggiata che ha provocato ingenti danni sulla costa savonese.

La discussione è nata su una proposta di ordine del giorno, relativo appunto alla riforma delle concessioni balneari marittime a uso turistico ricreativo, sottoposta ai sindaci per essere portata e approvata nei vari consigli comunali. Un testo ritenuto, quasi all’unanimità, troppo specifico e da estendere anche ad altri ambiti come gli interventi sulle strutture comunali, con diretto riferimento alle opere per la difesa delle coste.

Numerosi gli interventi dei sindaci durante l’assemblea di oggi a Palazzo Nervi.

Il sindaco di Finale Ligure Ugo Frascherelli: “A Finale abbiamo circa 60 aziende balneari, che durante la l’alta stagione impiegano oltre 500 persone: è giusto che la politica si occupi anche di questa categoria. Soprattutto Varigotti è stata colpita pesantemente, così come il porto che è in concessione fino al 2020, con danni per 6 milioni: è difficile ora pianificare degli interventi con una scadenza così ravvicinata. Servirebbero delle barriere in mare, delle dighe che potrebbero tornare utili non solo per proteggere la spiaggia ma anche per incentivare il surf e altri sport sul mare”.

Il sindaco di Celle Ligure Renato Zunino: “Bene intervenire sugli arenili, ma senza pianificare un lavoro di protezione rischiamo lo stesso in caso di emergenze meteo. Dobbiamo attrezzarci chiedendo a Regione e Stato dei finanziamenti in merito: i balneari sono tutti disponibili a metterci del proprio qualora arrivi un prolungamento delle concessioni. Mi preme anche osservare che l’odg proposto è specifico, mentre anche i Comuni hanno avuto problemi con le mareggiate: il documento non può quindi essere specifico per un settore, sarebbe riduttivo. Non possiamo ad esempio non sistemare le passeggiate e tutto il litorale. E dobbiamo chiedere tutti uniti che i fondi non arrivino dopo 4 anni come accaduto in passato. I Comuni costieri, avendo molte seconde case, partecipano pesantemente al fondo di solidarietà con milioni di euro di Imu: si potrebbe ad esempio decidere, almeno per i Comuni colpiti da questa calamità, di lasciar loro quei fondi”.

Il sindaco di Savona Ilaria Caprioglio: “Concordo: come possiamo pianificare pesanti investimenti sul litorale con il rischio che una mareggiata li spazzi via? Eventi simili non accadono più ormai ogni 50 anni. Occorre dunque ampliare l’ordine del giorno”.

Il sindaco di Bergeggi Roberto Arboscello: “Come Comuni possiamo consentire di ricostruire lo stato di fatto, ma non nuove strutture: un balneare che oggi vuole investire propri soldi, oltretutto con un orizzonte temporale limitato, è costretto a ricostruire lo status quo, senza poter fare alcun miglioramento. E poi bisogna intervenire anche sui tempi della burocrazia, con quelli attuali molti stabilimenti rischierebbero di non fare in tempo per la prossima stagione”.

Il sindaco di Varazze Alessandro Bozzano: “Attenzione, però: non serve uno ‘sblocco degli avanzi’ che farebbe finire il denaro nei fondi pluriennali vincolati, servono finanziamenti o la possibilità di trattenere delle somme senza versarle allo Stato. In ogni caso, bisogna passare attraverso delle deroghe alle regole esistenti, e questo non è di competenza della Regione: serve farsi sentire con il Governo”.

Il sindaco di Vado Ligure Monica Giuliano: “Oltre al Governo centrale e Regione includiamo anche l’Autorità di Sistema Portuale: in alcuni Comuni infatti sono necessarie anche opere adatte a proteggere le infrastrutture portuali. Su Savona e Vado è necessaria la realizzazione della diga a mare, ad esempio”.

Il sindaco di Albisola Superiore Franco Orsi: “Bisogna approfittare della presenza dei consiglieri regionali per la prima questione, ovvero il finanziamento delle somme urgenze. Credo che i Comuni siano non solo legittimati, ma obbligati a mettere in sicurezza del territorio. E’ quindi vitale ricevere i fondi ‘pochi, maledetti e subito’ per non mettere in difficoltà gli enti. La seconda questione riguarda le opere necessarie per la difesa del litorale. L’evento che ci ha colpito è simile a uno avvenuto nel 1952: pur consapevoli dei mutamenti climatici, con onde di 8-10 metri certi danni sono fisiologici. Non mi sentirei di assecondare la richiesta dei bagni marini di costruire le dighe perché quest’anno c’è stata una mareggiata simile, mentre lavorerei invece sul poter garantire concessioni di lunghezza sufficiente ad ammortizzare gli investimenti necessari: nel modello spagnolo ad esempio il numero di anni di ammortamento degli investimenti coincide con la durata della concessione. Invece di chiedere proroghe di 30 anni, difficili da ottenere, si può proporre un sistema simile che credo non avrebbe nemmeno bisogno di ricevere un benestare a livello nazionale. Ritengo importante, poi, lavorare sul discorso burocrazia, sia in termini di tempi e complessità che di costi: ci sono casi in cui un lavoro da 10 mila euro ne costa 30 mila di burocrazia… La Regione potrebbe mostrare un po’ di lungimiranza su questo fronte”.

Il sindaco di Pietra Ligure Dario Valeriani: “Una lettera del presidente Toti sulla quantificazione dei danni riportava l’elenco dei Comuni maggiormente colpiti, nel quale non compariva Pietra Ligure: su che base è stato stilato? Io non mi capacito. Compaiono Albenga, le Albissola, Savona, Finale, Quiliano, Celle e Varazze. Non compare neanche Spotorno. Ironia su Quiliano (che non ha spiagge) o ad esempio Mendatica (a 800 m slm)”.

Il vice sindaco di Albenga Riccardo Tomatis: “Quando ero bambino gli stabilimenti usavano come bar due cabine unite, oggi abbiamo delle strutture vere e proprie. Per questo credo sia importante inserire in questo documento anche le opere di difesa dell’arenile, che diventeranno sempre più importanti. Un dettaglio ricorrente, dove sono state realizzate dighe soffolte danni minimi: lo hanno sottolineato Loano, Borgio Verezzi e Ceriale”.

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A seguire sono intervenuti i consiglieri regionali: “Un incontro incredibilmente opportuno, un incontro con tutti i 19 comuni costieri credo non sia mai stato fatto – ha detto Angelo Vaccarezza -. L’idea era partire sull’argomento principale, quello della Bolkestein: ci sono molte aziende che hanno davanti un investimento fino a 200 mila euro, perché dovrebbero spenderli senza certezze, ma solo con la speranza di ‘riaverla’ all’asta? Da amministratore di questo territorio la mia prima preoccupazione è quella di avere la certezza che i balneari investiranno, perché potrebbero anche non farlo. Da cui la speranza di avere un ordine del giorno condiviso e identico in tutti i Comuni. Lo abbiamo scritto in modo specifico perché meno contenuti aveva il documento più era facile far sì che fosse condiviso mentre maggiore complessità rischiava di generare più discussioni”.

“Dobbiamo fare un mea culpa, non può essere un evento di questo tipo a farci capire cosa si doveva fare – ha aggiunto il consigliere regionale Luigi De Vincenzi -. In passato sono state realizzate diverse dighe soffolte, negli ultimi anni non si è pensato a nuovi interventi: è ora di tornare a pensare alla salvaguardia dell’arenile.

danni maltempo

In conclusione il presidente della Provincia di Savona Pierangelo Olivieri ha assicurato che entrodomani sarà pronto un nuovo testo di ordine del giorno “esteso” che includerà le principali richieste espresse dai sindaci.

“Il maltempo che ha investito la Liguria, negli ultimi giorni dello scorso ottobre, ha provocato danni ingenti anche al nostro territorio con una mareggiata che ha flagellato le località costiere con effetti di vera e propria devastazione. Strutture pubbliche e private cancellate, imprese, aziende e famiglie in grave difficoltà, ha dicharato il presidente della Provincia di Savona Pierangelo Olivieri.

“Un territorio in ginocchio che deve al più presto ripartire ma che per far questo necessita del totale sostegno del Governo centrale. Per questo motivo ho ritenuto indispensabile convocare, nel minor tempo possibile, un incontro con i diciannove comuni costieri per manifestare non soltanto presenza e vicinanza agli enti, alle loro comunità e alle attività produttive, mi riferisco soprattutto al settore balneare, ma per aprire un confronto e fare sintesi sulle criticità, bisogni e richieste conseguenti ad un evento di gravità eccezionale”.

“Oggi abbiamo dimostrato di poter fare squadra, di lavorare uniti per gli stessi obiettivi: la salvaguardia del nostro territorio e della sua economia. La Provincia, raccogliendo le osservazioni dei Comuni completerà la bozza di documento condiviso in questa giornata, di modo che possa essere portata al prossimo Consiglio provinciale e a tutti i Consigli comunali per essere successivamente inoltrata alla Regione, all’Autorità di Sistema portuale e quindi richiedere, poi, ufficialmente al Ministro delle politiche agricole e forestali, Gian Marco Centinaio la razionalizzazione della legislazione nazionale ed il superamento dell’applicazione della Direttiva Bolkestein.”

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