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Carcare, revoca della sala per CasaPound, associazioni e sindacato: “Il sindaco chiarisca sui presunti motivi di ordine pubblico”

La nota congiunta di Acli, Aned, Anpi, Arci, Cgil e Isrec savonesi

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Liguria. Non si placa, nonostante il dietrofront del sindaco, la polemica a Carcare sull’aula magna per un incontro di CasaPound. E’ di questa mattina una nota congiunta inviata da Acli, Aned, Anpi, Arci, Cgil e Isrec savonesi: “Apprendiamo con estremo favore la decisione, seppur tardiva, del sindaco e della giunta carcarese di revocare la concessione dell’aula magna delle scuole medie a CasaPound Italia per il convegno che si sarebbe dovuto tenere domani sera”.

“E’ dovere di un’amministrazione comunale – di qualunque maggioranza partitica sia espressione – tutelare e gestire al meglio gli spazi pubblici mettendoli a disposizione delle associazioni e dei movimenti che agiscono nel rispetto della democrazia e della Costituzione repubblicana, senza appoggiare – nel nome dell’apartitismo e della libertà di pensiero – quelle realtà che manifestano ideologie xenofobe, razziste ed omofobe e che si ispirano, direttamente o indirettamente, al fascismo e al nazismo” affermano le associazioni e sindacato savonesi.

“Un appunto sulle ragioni che hanno portato a questa decisione: non possono essere generici problemi di ordine pubblico (quali, degli antifascisti che hanno civilmente e democraticamente protestato?) l’unica motivazione. Serve una presa di posizione delle amministrazioni comunali per la tutela dei valori democratici, antifascisti e Costituzionali fondamentali su cui non si può prescindere, mai”.

“Pertanto, pur apprezzando la decisione del sindaco De Vecchi, rilanceremo con forza all’amministrazione comunale di Carcare ed a tutte le altre della provincia l’ordine del giorno predisposto dall’Anpi e dalle altre forze antifasciste, già approvato da molti consigli comunali savonesi, che impegna le istituzioni locali a promuovere la cultura della democrazia e a contrastare le manifestazioni neofasciste e antidemocratiche”.

“Inoltre, come già annunciato, ci faremo promotori di in una mobilitazione nazionale per richiedere al Governo ed al Parlamento italiani il recepimento nel nostro ordinamento giuridico della risoluzione del Parlamento europeo del 25 ottobre 2018 sull’aumento della violenza neofascista in Europa” concludono.

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