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Bombardier, fumata nera all’incontro al Mise. Fiom: “Pronti a nuova mobilitazione dei lavoratori” fotogallery

Il commento del segretario provinciale Andrea Mandraccia: lunedì le assemblee dei lavoratori

Vado Ligure. Ancora nessuna certezza sui carichi di lavoro necessari per non chiudere lo stabilimento di Vado Ligure. Nessuna novità sul versante accordo con Hitachi per la produzione dei treni a potenza distribuita destinati al trasporto regionale e situazione ancora bloccata rispetto a possibili nuove commesse legate all’alta velocità dal momento che il nuovo Cda Trenitalia non ha più sbloccato l’investimento per 15 nuovi treni. Fumata nera, quindi, oggi al Mise nell’atteso vertice ministeriale sulla vertenza dello stabilimento vadese.

“Il gruppo annuncia a livello globale nuovi esuberi e la mission produttiva della nostra unità produttiva non è ancora chiara. 5000 licenziamenti a livello globale di cui 3700 nel settore Aerospace (2500 in Canada e 1200 a Belfast) e 1300 nel transportation. Ancora da definire il dettaglio di divisione per Paesi e per funzioni. Nella comunicazione inviata ieri direttamente ai lavoratori prima che alle organizzazioni sindacali ed in particolare al Comitato Sindacale Aziendale (singolare metodo di relazioni sindacali) si evidenzia che nel settore transportation i tagli saranno effettuati con un piano di prepensionamenti e cessazione dei contratti a tempo determinato e che nessuno stabilimento sarà chiuso. Questa è la risposta al peggioramento del dato finanziario del gruppo relativo nel III trimestre 2018” afferma la Fiom savonese.

“Ad oggi non c’è ancora stato alcun incontro sindacale formale a qualunque livello. Occorre capire se questa manovra dettata unicamente da ragioni finanziarie serva per mantenere il dato finanziario ai livelli che il mercato impone oppure se siamo all’inizio di una nuova e pericolosissima fase che mette a rischio la sopravvivenza stessa dell’azienda. Nell’incontro al Mise di questa mattina non ci sono stati date maggiori informazioni specie per quanto riguarda possibili ricadute su Vado che il management di BT Italia non ha comunque escluso”.

“Vista la situazione è evidente che ogni giorno che passa la situazione si fa sempre più difficile” sottolinea il segretario della Fiom Andrea Mandraccia.

Le istituzioni a partire dal Mise hanno chiesto all’azienda chiarezza. “È necessario che l’azienda dia segnali concreti di voler mantenere la produzione in Italia supportando lo stabilimento in un modo diverso rispetto a quanto è stato fatto oggi. La Regione Liguria ha dato disponibilità per quanto riguarda opportunità legate al finanziamento di processi di innovazione tecnologica”.

“Quello che serve però è la volontà politica da parte di tutte le parti di salvare e rilanciare un insediamento industriale storico nonché la seconda fabbrica per dimensioni occupazionali della provincia”.

Il tavolo è stato riaggiornato al 18 dicembre sulla base del pressing svolto da organizzazioni sindacali ed istituzioni. “Per quella data servono certezze ossia un piano industriale definitivo ed azioni concrete per raggiungere l’obiettivo di sempre: portare a Vado Ligure carichi di lavoro. Il tempo dell’attesa è esaurito. Un quarto incontro senza risposte non sarà tollerato. Lunedì si terranno le assemblee dei lavoratori nelle quali decideremo nuove iniziative di mobilitazione” conclude il segretario Mandraccia.

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