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Blackout, quando i guasti li individuano i residenti ma nessuno interviene fotogallery

Sulle alture di Noli senza corrente da tre giorni, a Savona i residenti "intercettano" un'auto Enel per far scattare un interruttore

Savona/Noli. “IVG, siamo al buio. Per favore aiutateci”. Messaggi e telefonate di questo tenore sono giunti a decine negli ultimi tre giorni alla redazione de Il Vostro Giornale. In tanti, soprattutto nelle frazioni isolate, hanno vissuto o stanno vivendo tuttora momenti difficili a causa dell’interruzione della fornitura di energia elettrica: in piena emergenza abbiamo raccontato la situazione della frazione di Marta (Villanova d’Albenga), ma nelle nostre dirette abbiamo scritto di situazioni simili un po’ in tutta la provincia. Alla base dei disservizi sempre le stesse cause, ossia alberi o pali caduti e cavi tranciati a causa della furia del vento e della pioggia.

Tra le varie storie arrivate in redazione, però, ce ne sono due accomunate da una particolarità: in entrambi i casi i residenti senza luce, dopo ore passate inutilmente ad attendere un intervento, si sono dovuti arrangiare, trovando da soli il guasto oppure un tecnico disposto ad aiutarli.

A Noli, in Regione Zuglieno, sono al buio da lunedì sera alle 21.30. E la fornitura non è ancora stata ripristinata oggi, nonostante la causa sia nota: “Dopo giorni spesi ad aspettare, con Enel che continuava a dire che ‘stanno cercando di provvedere’, con alcuni residenti abbiamo deciso di fare un giro nei dintorni scoprendo casualmente un palo della luce con i fili tranciati dalla caduta di un albero – racconta Maria Grazia Virio, nota nel savonese per essere la presidente dell’omonima Fondazione Virio – Possibile che gli addetti Enel non lo abbiano individuato in ben 4 giorni, malgrado i continui reclami e le segnalazioni? Capisco che siano stati molto impegnati dalle tante emergenze, ma potevano almeno tentare di risolvere temporaneamente con un generatore mobile, senza lasciarci in balia di segreterie telefoniche”.

Ad ora la situazione non è ancora stata ripristinata: “Una situazione incommentabile – tuona Virio – Sono quasi 72 ore che siamo in questa condizione di invivibilità. I vigili del fuoco non potevano tagliare l’albero perché poteva cadere su un’auto parcheggiata, quindi ce lo siamo tagliati da soli. E se potessimo ci ricollegheremmo da soli anche i cavi… Qui ci sono bambini piccoli, anziani e persone malate. Domani andrò a protestare in Prefettura e farò un esposto”.

Storia simile arriva da Savona, questa volta raccontata da Mauro Brunetti dei Verdi savonesi: “Alle 21 di lunedì sera tre civici di corso Mazzini, alcuni di via Nostra Signora dell’Olmo e altri di via Untoria sono rimasti privi di energia elettrica. Sia io che altri condomini abbiamo tentato di contattare il servizio guasti Enel, sia al numero verde che via sms, senza mai riuscire ad avere risposta. Io sono rimasto inutilmente al telefono quella sera per un’ora e 20 minuti, mia moglie per quasi altrettanto tempo il mattino dopo alle 7.30″.

In questo caso, però, i residenti hanno avuto fortuna: “Il mattino dopo alcuni condomini sono riusciti a ‘intercettare’ un’auto di servizio Enel. I tecnici, gentilissimi, hanno immediatamente provveduto a riparare il guasto: pare si trattasse semplicemente di un interruttore scattato nella zona della galleria ascensori del Priamar”. Un intervento che però non placa la rabbia: “Alle 12.12 di martedì un beffardo messaggio di Enel ci spiegava che ‘non erano noti guasti’ sulla nostra fornitura, quando ormai si era già provveduto a sistemare”.

E per questo al danno rischia di aggiungersi la beffa: “Ora mi chiedo – conclude Brunetti – come farà Enel ad accreditarci in bolletta un rimborso per un guasto che secondo i loro sistemi non è mai avvenuto. Temo di essere di fronte all’ennesima presa in giro a cui l’utente finale solitamente china la testa per rassegnazione. Io però intendo verificare che il rimborso per questo assurdo disservizio avvenga realmente e, in caso contrario, desidero farmi promotore di un’azione collettiva da parte di tutti i danneggiati per avere riconosciuto quanto spettante”.

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