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Banca d’Italia, ecco il report per la Liguria: più disoccupati, meno imprese e turismo in calo

Il crollo del Ponte Morandi indicato come possibile causa di difficoltà per molti settori economici

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Liguria. L’economia ligure e savonese ha proseguito a crescere moderatamente, grazie al positivo andamento del terziario privato non finanziario; dopo l’aumento dell’anno precedente, la produzione industriale ha registrato segnali di stabilizzazione, mentre l’attività del comparto edilizio è rimasta debole. Ma il bilancio non è positivo: aumentano i disoccupati, diminuiscono le imprese e cala il turismo.

Questi sono i dati che emergono dal report presentato oggi dalla Banca d’Italia sull’economia ligure al terzo trimestre del 2018: il crollo di Ponte Morandi viene citato come una possibile causa di difficoltà per molti settori economici, alcuni dei quali già in difficoltà prima del 14 agosto.

Sul settore industriale ha influito negativamente il calo delle vendite estere, che ha interessato la quasi totalità delle principali branche produttive della regione, con un calo che arriva al 9%. Tampona il comparto degli articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici, che aumenta del 131% rispetto al 2017.

Nel terziario i flussi turistici hanno subito una lieve flessione, dopo un quadriennio di crescita: -0,1% gli arrivi e -2,2% le presenze in Liguria fino a settembre 2018.

Il numero di occupati è salito, ma è aumentato anche il numero di disoccupati, essendo aumentate le persone in cerca di lavoro: i disoccupati sono il 10,3% rispetto ad un 9% dello stesso periodo del 2017, mentre gli occupati crescono dell’1,1%, anche se i dipendenti calano del 2,2%.

Cala anche il numero delle imprese liguri: una diminuzione lieve, dell’0,1% ma che non riesce a tamponare ancora i numeri in calo registrati nel 2017 rispetto al 2016.

La situazione economica e finanziaria delle imprese ha beneficiato del positivo andamento congiunturale e delle condizioni distese di accesso al credito, con tassi di interesse che sono rimasti su livelli storicamente bassi. Il fabbisogno finanziario e la domanda di finanziamenti sono comunque saliti, anche in seguito alla ripresa dell’attività di investimento: i prestiti bancari alle imprese hanno ripreso ad aumentare nei mesi più recenti.

È proseguita l’espansione del credito al consumo e dei mutui per l’acquisto di abitazioni. La qualità dei prestiti, misurata dal tasso di deterioramento, è migliorata, sia per il settore produttivo, sia per le famiglie.

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