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Ata, l’assemblea dei soci approva la richiesta danni agli ex amministratori

Approvata dalla maggioranza dei soci con la sola astensione di Borgio Verezzi e Calizzano

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Savona. E’ stata approvata dalla maggioranza dei soci (con la sola astensione di Borgio Verezzi e Calizzano) l’azione di responsabilità nei confronti degli ex amministratori di Ata proposta dall’assessore di Savona Silvano Montaldo ai Comuni che detengono quote azionarie della società partecipata riunitisi questa mattina. Alla quale, è bene sottolinearlo, non hanno preso parte tutti gli Enti soci: erano presenti solo i rappresentanti dei Comuni di Savona, Borghetto Santo Spirito, Mallare, Calizzano e Borgio Verezzi.

Come spiegato qualche giorno fa dallo stesso amministratore savonese, la decisione arriva in seguito alla consegna della relazione da parte dello studio Briata e Associati di Genova che, per la prima volta, quantifica in termini economici il danno procurato alla società partecipata dalle scelte, definite “illecite”, dei passati consigli di amministrazione. Un importo totale di circa 4,5 milioni di euro di cui, secondo Palazzo Sisto, dovranno rispondere in solido (seppure con importi e responsabilità diverse) gli ex dirigenti dell’azienda: i componenti del CdA Sara Vaggi, Roberto Pizzorno, Marco Ravera e Mario Tassinari, i membri del collegio sindacale Paolo Grondona, Luciano Locci, Antonio D’Ambrosio, Mariangela Palazzo e Luisella Bertero, nonché l’ex direttore generale Luca Pesce ritenuto dallo studio Briata responsabile in pari misura.

“Credo sia arrivato il momento di chiudere questa vicenda – spiegava Montaldo – e senza tirarla troppo per le lunghe. L’attività di verifica di bilanci, atti e documenti è stata complessa e ha richiesto quindi tempi lunghi, che giustifico; ora però che abbiamo questa documentazione, in sede di assemblea darà un termine di 30 giorni perchè questa azione di responsabilità venga espletata in termini giuridici. Ognuno avrà la possibilità di difendersi e di presentare le sue memorie nella sede opportuna. Ora la vicenda esce dalla competenza comunale e di Ata per entrare nelle aule giudiziarie. Ovviamente non c’è un atto che dica qualcosa di particolare, né vogliamo anticipare la responsabilità di qualcuno; noi abbiamo preso atto delle relazioni tecniche, ora starà ai legali intraprendere quello che è giusto intraprendere”.

Si parla, come detto, di 4,5 milioni di euro: “Difficile dire se potremo riavere davvero quei soldi – ammetteva Montaldo – io non ho visto né voglio vedere le consistenze patrimoniali delle persone coinvolte, perchè non è competenza mia. E non so nemmeno chi il legale vorrà o non vorrà poi chiamare in giudizio. In qualsiasi caso riteniamo sia un atto dovuto, a cui non possiamo sottrarci indipendentemente dalla consistenza patrimoniale, perchè le relazioni ci hanno rappresentato un problema che dobbiamo affrontare. L’esito sarà di esclusiva competenza del tribunale”.

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