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Ata, il Comune pronto a chiedere i danni agli ex amministratori: via libera della giunta

Montaldo: “E’ ora di chiudere la vicenda, azione di responsabilità entro 30 giorni”

Savona. Il Comune è pronto a chiedere i danni agli ex amministratori di Ata. La decisione formale è arrivata questa mattina in giunta, quando l’assessore Silvano Montaldo ha chiesto e ottenuto l’autorizzazione per poter proporre l’azione di responsabilità nell’assemblea dei soci del 27 novembre.

Una decisione che arriva in seguito alla consegna della relazione da parte dello studio Briata e Associati di Genova che, per la prima volta, quantifica in termini economici il danno procurato alla società partecipata dalle scelte, definite “illecite”, dei passati consigli di amministrazione. Un importo totale di circa 4,5 milioni di euro di cui, secondo Palazzo Sisto, dovranno rispondere in solido (seppure con importi e responsabilità diverse) gli ex dirigenti dell’azienda: i componenti del CdA Sara Vaggi, Roberto Pizzorno, Marco Ravera e Mario Tassinari, i membri del collegio sindacale Paolo Grondona, Luciano Locci, Antonio D’Ambrosio, Mariangela Palazzo e Luisella Bertero, nonché l’ex direttore generale Luca Pesce ritenuto dallo studio Briata responsabile in pari misura.

“Credo sia arrivato il momento di chiudere questa vicenda – spiega Montaldo al termine della giunta – e senza tirarla troppo per le lunghe. L’attività di verifica di bilanci, atti e documenti è stata complessa e ha richiesto quindi tempi lunghi, che giustifico; ora però che abbiamo questa documentazione, in sede di assemblea darà un termine di 30 giorni perchè questa azione di responsabilità venga espletata in termini giuridici”.

“Ognuno avrà la possibilità di difendersi e di presentare le sue memorie nella sede opportuna – prosegue Montaldo – ora la vicenda esce dalla competenza comunale e di Ata per entrare nelle aule giudiziarie. Ovviamente non c’è un atto che dica qualcosa di particolare, né vogliamo anticipare la responsabilità di qualcuno; noi abbiamo preso atto delle relazioni tecniche, ora starà ai legali intraprendere quello che è giusto intraprendere”.

Si parla, come detto, di 4,5 milioni di euro: “Difficile dire se potremo riavere davvero quei soldi – ammette Montaldo – io non ho visto né voglio vedere le consistenze patrimoniali delle persone coinvolte, perchè non è competenza mia. E non so nemmeno chi il legale vorrà o non vorrà poi chiamare in giudizio. In qualsiasi caso riteniamo sia un atto dovuto, a cui non possiamo sottrarci indipendentemente dalla consistenza patrimoniale, perchè le relazioni ci hanno rappresentato un problema che dobbiamo affrontare. L’esito sarà di esclusiva competenza del tribunale”.

Montaldo spiega poi la “discrepanza” nei tempi rilevata dal MoVimento 5 Stelle, che ieri ha ottenuto copia dello studio Briata: in questo si afferma che lo studio Strada (su cui si basa la nuova relazione) è stato consegnato il 25 settembre, ossia due giorni prima del consiglio comunale in cui si è parlato dello studio Strada senza che Montaldo rivelasse mai di averlo già ricevuto. “Qua si fa un po’ troppa confusione sugli atti necessari per fare un’azione di responsabilità – afferma l’assessore – Lo studio Strada fa una relazione dove esamina la correttezza o meno dell’impostazione contabile e di bilancio: è una relazione preliminare necessaria per gli approfondimenti che devono essere fatti da un’altra relazione tecnica che evidenzia in maniera puntuale le responsabilità di ogni singolo soggetto e i tempi in cui ha operato. La prima relazione era dunque propedeutica alla seconda, il 27 settembre l’attività non poteva quindi considerarsi conclusa”.

Secondo Montaldo, quindi, le accuse del M5S sarebbero infondate: “La nostra linea era molto chiara, già prima della delibera del consiglio comunale avevamo sollecitato le formalità necessarie per verificare se esistevano azioni di malagestione di Ata. La successiva delibera del consiglio è stata quindi solo un rafforzativo, e non l’atto essenziale per chiedere quello che era obbligatorio chiedere in questi casi. Le considerazioni del M5S possono anche avere un fondamento di ragione ma limitatamente a un dubbio: la certezza è invece che non abbiamo nascosto assolutamente niente. Le attività per l’azione di responsabilità sono partite già in primavera, l’input dato ad Ata era chiaro e non c’era nulla da nascondere”.

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