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Lettere al direttore

Ancora su Piaggio e la “fumata grigia”

di Franco Astengo

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Assenti il Ministro (e vice presidente del Consiglio) e il Presidente della Regione Liguria questa la risposta riguardante la situazione della Piaggio in conclusione dell’incontro svoltosi oggi al Ministero:

Il capo di gabinetto ha risposto che “il governo sta sviluppando un lavoro dettagliato visto le implicazioni internazionali della vicenda e che ha impegnato per Piaggio i massimi livelli istituzionali, il presidente del consiglio e il ministro Di Maio. Il governo ha già assunto una decisione e ciò rappresenta un’affermazione importante per i lavoratori, ossia quella di salvare un asset strategico per il paese. Il governo ha deciso di dare a Piaggio un piano più a lungo termine, visti anche i problemi del passato, piano che abbia stabilità finanziaria e un assetto societario stabile. A quest’obiettivo si sta già lavorando e il Governo si è impegnato ad aggiornare per i primi giorni di dicembre tutti i soggetti per un aggiornamento della situazione”.

Una risposta degna della Sibilla Cumana: “Ibis redibis non morieris in bello”.

La replica dei sindacati è di cautela e di preoccupazione.

E’ necessario far rilevare almeno due questioni:

1) Dalle parole del Capo di Gabinetto del MISE inquieta l’accenno al “piano a lungo termine” per Piaggio Aerospace (la cui proprietà, ricordiamolo stata interamente acquisita da Mubadala Development Company, fondo sovrano del governo di Abu Dhabi) : non è chiaro a cosa si stia pensando. Qual è il livello di un’eventuale trattativa aperta con gli Emiri?A quale soluzione si pensa, magari del tipo delle proposte cervellotiche e campate in aria come è già successo con Alitalia? Sono interrogativi pesanti a quali è necessario dare risposta e, sotto quest’aspetto, la Regione Liguria non può limitarsi a votare ordini del giorno del consiglio che genericamente “auspichino” e factianamente “nutrano fiducia”;

2) Il secondo punto riguarda il grado di mobilitazione del territorio. E’ necessario che la scadenza del prossimo incontro non sia attesa passivamente dalla nostra comunità provinciale che deve essere coinvolta nella consapevolezza che ci troviamo di fronte non soltanto alla difesa di 1.500 posti di lavoro, fatto di per sé fondamentale, ma di un passaggio decisivo per la nostra economia che ha necessità assoluta di mantenere presente una delle poche attività produttive di grande rilievo tecnologico rimaste sul territorio.

Restano sullo sfondo le due grandi questioni che la Regione e l’insieme del concerto istituzionale non affrontano: quella di un piano industriale e quello dell’innovazione tecnologica.

Per il Sindacato ci sarebbe il tema della mobilitazione: sciogliere i ranghi, com’è stato fatto, su questo piano alla vigilia dell’incontro di oggi (e a mobilitazione già decisa) è stato un pessimo segnale.

Franco Astengo

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