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Accusato di aver “rubato” mezzo milione di euro dai conti dei condomini: amministratore denunciato

L'indagine è stata condotta dalle Fiamme Gialle: solo nel 2017 accertata la distrazione di circa 140 mila euro dai bilanci condominiali

Albenga. Appropriazione indebita. E’ l’accusa che, al termine di articolate investigazioni finanziarie condotte su delega della Procura, le Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Savona hanno contestato ad un amministratore di condomini (dnunciato a piede libero) che lavora nel comprensorio ingauno. Secondo gli inquirenti, infatti, il professionista si sarebbe appropriato indebitamente di ingenti somme di denaro, che gli erano state affidate da numerosi condomini amministrati, che avrebbe utilizzato per soddisfare spese di natura personale.

Solo negli ultimi 12 mesi risultano accertate distrazioni operate dall’amministratore per circa 140.000 euro, già appostati sui bilanci condominiali per la gestione e manutenzione degli immobili, che sono stati utilizzati invece per sostenere i costi riguardanti sia la gestione dello studio professionale (pagamento dei canoni di locazione), che spese del tutto voluttuarie. Circa 40 i condomini amministrati tra Albenga e Ceriale, che oggi si ritrovano con i bilanci in rosso.

Le prime avvisaglie che qualcosa non andasse erano emerse poco più di 1 anno fa quando, senza alcun motivo apparente, lo studio professionale aveva deciso di cessare la propria attività. Da quel momento, il professionista aveva ridotto molto le sue frequentazioni sul territorio.

Accertati da subito alcuni “buchi” nei bilanci, le Fiamme Gialle savonesi hanno avviato una complessa attività di ricostruzione dei flussi finanziari. Indagini, coordinate dalla Procura savonese, che hanno consentito di far emergere uno scenario ben più grave: oltre 200 le famiglie rimaste coinvolte loro malgrado, che immaginavano di aver bonificato il relativo “pro-quota spese” per l’ottimale gestione del proprio immobile e che ora si ritrovano invece a dover reperire altre somme per far fronte alle spese già deliberate ed approvate.

A nulla è valso, poi, il tentativo del professionista di “tappare” i vari ammanchi presenti in ciascun bilancio attraverso un’articolata catena di bonifici da altri conti correnti, personali o afferenti alla gestione di immobili diversi.

Conclusa l’attività di polizia giudiziaria, i finanzieri hanno sviluppato specifica attività ispettiva di polizia economico-finanziaria, per la segnalazione al Fisco di circa mezzo milione di euro dei quali il professionista non è riuscito a giustificare l’origine.

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