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Vernazza “risolleva” Vado, acquista l’ex carbonile e costruisce il suo distretto tecnologico fotogallery

E' stato presentato il futuro delle aree Tirreno Power: test e manutenzione dei giganteschi macchinari e nuova occupazione

Vado Ligure. “Là dove c’era il carbone ora c’è / una cittadella…”. Parole e musica non di Celentano, bensì di Tirreno Power e Vernazza: proprio sulle aree in cui la centrale elettrica stoccava il carbone, infatti, prenderà vita un enorme polo logistico in cui l’azienda regina delle gru, nata a Varazze, potrà effettuare i test e la manutenzione dei suoi giganteschi macchinari ma anche creare una scuola di formazione per gli operatori del settore.

Fabrizio allegra Diego Vernazza

L’annuncio è arrivato questa mattina, nel corso di una conferenza stampa alla presenza dei vertici delle due aziende, dei rappresentanti di sindacati e imprese, dell’Unione Industriali e dei sindaci di Vado Ligure e Quiliano. Prende dunque il via concretamente, a quattro anni dal sequestro, il percorso di reindustrializzazione dell’area annunciato nel 2016.

L’accordo è stato sottoscritto dal direttore generale di Tirreno Power Spa, Fabrizio Allegra e dall’amministratore delegato di Vernazza Autogru Srl, Diego Vernazza alla presenza del presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, del presidente della Provincia di Savona e sindaco di Vado Ligure, Monica Giuliano, del sindaco di Quiliano, Alberto Ferrando, del Prefetto Antonio Cananà e delle istituzioni locali.

Emblematico il titolo scelto per l’evento: “Dalle aree Tirreno Power nuova energia per il territorio”. L’area, circa 300 mila metri quadri, in cui una volta avveniva lo stoccaggio delle riserve di carbone, diventerà infatti una specie di “cittadella” in cui Vernazza potrà mettere in atto tutta una serie di operazioni legata al mondo delle gru e degli altri enormi macchinari con cui l’azienda ligure partecipa in tutto il mondo alla costruzione di alcune tra le più grandi opere edili. “In questi due anni abbiamo considerato le proposte di oltre 50 aziende interessate alle aree – ha raccontato Fabrizio Allegra, direttore generale della centrale – e alla fine abbiamo scelto Vernazza per una serie di ragioni, prima fra tutte un piano di sviluppo, concreto e ambizioso, che darà valore al territorio fin da subito”.

“Crediamo che questa operazione possa rappresentare davvero la chiave di volta per l’azienda – ha spiegato Diego Vernazza, amministratore delegato dell’azienda – Ci aspettiamo in questa area un futuro molto prospero e positivo, visto che si trova in una posizione dominante: l’abbiamo scelta proprio per la sua vicinanza al porto, alla viabilità autostradale e a quella ferroviaria”. Vernazza ha anche annunciato che oltre ai 150 dipendenti che fanno parte del Gruppo è previsto da subito un impatto positivo sul lavoro per gli interventi di ristrutturazione e costruzione che saranno realizzati, per un primo lotto, in circa 18 mesi. Nei prossimi 5 anni l’azienda ha in previsione di assumere almeno altre 50 persone e di produrre un indotto di occupazione per almeno 160 persone.

Un altro aspetto importante è quello della formazione tecnica: nella nuova “cittadella Vernazza” sarà istituito il primo centro di addestramento per operatori di mezzi per il sollevamento pesante. Saranno formati qui circa 200 giovani ogni anno, interni ed esterni all’azienda. Proprio in questi giorni è stato annunciato il nuovo bando formativo per i giovani della zona.

Dice Fabrizio Allegra direttore generale di Tirreno Power: “Oggi manteniamo un impegno e diamo il via a una nuova storia per questo territorio. L’impegno era di far rinascere posti di lavoro dalle ceneri del carbone e di trovare una soluzione per tutti i lavoratori colpiti dal sequestro. In questi due anni abbiamo valutato l’interesse dimostrato per le nostre aree da parte di oltre 50 aziende italiane ed estere in diversi settori industriali. Alla fine abbiamo scelto il progetto di Vernazza con cui abbiamo concordato la cessione delle aree disponibili. Vernazza è un’azienda solida e competente che sa esprimere al meglio le capacità distintive di questo territorio, in cui è nata. Istituirà anche un centro di addestramento professionale: questa operazione rafforzerà la vocazione del sito alla formazione già evidenziata con l’accordo sottoscritto con l’Università di Genova. Il progetto di Vernazza ha poi un bassissimo impatto ambientale, grandi prospettive di crescita per l’occupazione già nel breve termine e ha la potenzialità di generare una spinta propulsiva per lo sviluppo dell’indotto”.

Dice Diego Vernazza amministratore delegato di Vernazza Autogru: “Per la nostra azienda si tratta di un momento fondamentale. L’acquisto di larga parte delle aree nel sito della centrale di Vado Ligure consente a Vernazza Autogru di consolidare la propria presenza sul territorio e di crescere ancora. L’area individuata è perfetta per il nostro sviluppo che prevede attività diverse tutte legate alla gestione di grandi opere infrastrutturali. La vicinanza al porto di Vado è inoltre strategica per le attività di assemblaggio di grandi manufatti che possono poi prendere la via del mare. Qui sorgeranno officine che seguiranno l’implementazione e la manutenzione dei nostri 200 mezzi, molti dei quali ad alta tecnologia. Grazie alle strutture che costruiremo faremo nuovi corsi di formazione per future professionalità e altre importanti iniziative. Abbiamo colto un’opportunità straordinaria che ci permette di operare su un’area strategica per la provincia di Savona e per tutta la Liguria che sarà operativa in sinergia con la sede principale di Genova nell’ottica di una fase di espansione e riorganizzazione della nostra realtà aziendale. Un investimento notevole sul territorio che conferma il nostro radicamento in Liguria: siamo nati settant’anni fa a Varazze come impresa familiare e orgogliosamente siamo ancora oggi un’impresa di famiglia che ha raggiunto i 150 dipendenti e che non smette di credere nei valori, nella solidarietà e nelle persone che fanno parte del nostro gruppo. Ma questo polo non sostituirà il nostro impegno su Genova Campi, ma lo potenzierà con quelle attività di logistica a cui in questi anni abbiamo dovuto rinunciare per mancanza di spazi e con un centro di alta formazione per gli operatori di grandi mezzi”. 

aree tirreno power

“Questa operazione rappresenta un momento molto importante – è stato il commento di Toti – chiude una storia, quella della centrale a carbone, che ha creato tante polemiche e tanti problemi, e ne apre un’altra con un insediamento industriale e un polo di logistica e informazione che significa riqualificare l’area e aprirla a un nuovo modello di crescita e sviluppo. L’accordo firmato oggi rappresenta un tassello di grande importanza nel processo di riconversione industriale della Liguria, con ricadute a livello occupazionale di rilievo per l’area del savonese, su cui l’attenzione di Regione Liguria è altissima, visto che si tratta dell’unica area riconosciuta di crisi industriale complessa della regione. L’arrivo di una azienda ligure al 100 per cento è un fattore non solo di orgoglio, ma una assicurazione per la crescita del territorio in un’ottica di attenzione al fattore ambientale. Inoltre, grazie all’accordo con l’Università di Genova, i nuovi spazi che saranno dedicati ad attività di didattica e sperimentazione potenziano l’offerta della sede universitaria di Savona, senza contare le prospettive legate all’attività formativa per diventare operatori di mezzi per il sollevamento pesante”.

“Questo è il giorno più bello del mio mandato – è stato il commento di Monica Giuliano, sindaco di Vado Ligure e presidente della Provincia di Savona – quando abbiamo scelto di puntare sul porto ci abbiamo visto lungo, perché oggi quella è la ‘porta’ per l’ingresso sul territorio degli investimenti e delle occasioni di lavoro”. E ha concluso rivolgendosi direttamente a Toti: “Credo che tu possa essere orgoglioso di questa provincia”.

L’annuncio di oggi porta con sé anche una buona notizia: con l’ingresso in Vernazza degli ultimi due ex lavoratori di Tirreno Power ancora da reimpiegare, termina il ricollocamento dei dipendenti rimasti senza lavoro dopo il sequestro della centrale nel 2014. “Come avevamo promesso, tutti hanno trovato una sistemazione – ha spiegato Allegra – o sono stati ricollocati in altre aziende, o hanno ricevuto incentivi economici. Siamo felici che con questo accordo questa fase vada finalmente a concludersi”.

Ecco la diretta di IVG.it:

Questo accordo fa seguito a quello firmato alcune settimane fa da Tirreno Power con il polo savonese dell’Università di Genova grazie al quale vengono messi a disposizione spazi per aule e laboratori, permettendo all’ateneo di trasferire all’interno del sito di Vado Ligure attività scientifiche di didattica e sperimentazione.

Tirreno Power a Vado Ligure ha in funzione una centrale per la produzione di energia elettrica alimentata a gas naturale da 800 MW e ha reso disponibili le aree precedentemente utilizzate per la produzione a carbone. I gruppi a carbone sono stati oggetto di sequestro nel 2014 e in seguito, nel 2016, l’azienda ha deciso di procedere alla loro chiusura definitiva. A causa del sequestro circa 180 lavoratori della centrale e centinaia dell’indotto rimasero improvvisamente senza un luogo in cui lavorare. Per ridurre l’impatto sociale l’azienda avviò di concerto con i sindacati un articolato programma innovativo per il settore elettrico in Italia. Il piano aveva l’obiettivo di offrire a tutti i lavoratori una soluzione attraverso ricollocamento, formazione, incentivazione e reindustrualizzazione del sito finalizzata a creare nuova occupazione. Con l’accordo firmato oggi Vernazza assumerà gli ultimi lavoratori della centrale che non avevano trovato una collocazione.

Commenti

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  1. Scritto da amb

    Ben vengano le aziende a basso impatto ambientale, aspetto che stride non poco con la presenza di una centrale termoelettrica turbogas attaccata. Ricordando che il gestore della rete elettrica ritiene che nel 2020 ci saranno 6GW (prodotti da impianti termoelettci) fuori mercato…
    Mi chiedo che fine abbiano fatto le centinaia di aziende interessate alle aree visto che a quanto viene scritto le superfici restanti verranno destinati alla didattica.