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Sversamento nel Pora, le minoranze di Finale chiedono di vedere i verbali di indagine

Chiedono anche la promozione di “un’ampia discussione in ordine agli eventi occorsi"

Finale Ligure. La promozione di “un’ampia discussione in ordine agli eventi occorsi, al fine di rendere edotto il consiglio comunale di quanto effettivamente accaduto” e la consegna degli atti in possesso del Comune, in particolare “dei verbali delle indagini amministrative svolte, del procedimento disciplinare, degli atti di difesa innanzi al Giudice del Lavoro e di ogni altro atto eventualmente prodotto o notificato”. Sono queste le richieste contenute nella mozione presentata al sindaco di Finale Ligure Ugo Frascherelli dai consiglieri di tutti i gruppi di minoranza finalesi. Sul tavolo ancora la questione relativa allo sversamento illecito nel torrente Pora a Finale Ligure, avvenuto il 24 ottobre del 2017.

“Lo scorso anno – ricordano i consiglieri di minoranza – si è verificato un grave inquinamento ambientale nel Torrente Pora, che in seguito ad accertamenti si rivelava essere costituito da acque di lavorazione di un locale frantoio. Tali rifiuti sono finiti nel torrente a seguito di uno sversamento dei medesimi nella rete delle acque meteoriche, direttamente da un mezzo di proprietà comunale. Il mezzo, irritualmente e comunque in assenza di ragioni di pubblico interesse, aveva ritirato tali rifiuti presso il frantoio di cui sopra determinando successivamente il grave danno ambientale”.

Come noto, la vicenda ha innescato un procedimento disciplinare che ha portatom, nei confronti del capo operaio, la sospensione del servizio e della retribuzione per 13 giorni. Più tardi, il Giudice del Lavoro ne ha dichiarato “l’illegittimità per la misura ‘eccessiva e sproporzionata’ condannando il Comune di Finale Ligure a corrispondere al ricorrente la retribuzione trattenuta, oltre la rivalutazione monetaria ed interessi legali. Dalla ricostruzione giornalistica di tale circostanza pubblicata su IVG il 12 ottobre 2018 e ad oggi non smentita emerge come ‘sia stato stabilito che il capo degli operai non ha avuto alcuna responsabilità in quanto ha disposto l’intervento su ordine dell’assessore competente’ ed ancora come ‘il Comune ha cercato di ribadire che il capo degli operai non avrebbe dovuto eseguire le disposizioni dell’assessore'”.

“Dalla sentenza del Giudice si evince come la condotta in oggetto fosse stata determinata dall’assessore, il quale ‘gli aveva ordinato verbalmente di inviare un dipendente comunale presso il frantoio affinché provvedesse allo svuotamento di alcune cisterne di acqua sporca ed allo smaltimento della stessa’. Nella sentenza, inoltre, il Comune di Finale Ligure ha sostenuto come ‘in occasione dell’episodio oggetto di contestazione il (capo operaio) aveva effettivamente ricevuto dall’(assessore) la segnalazione dell’intervento, ma l’assessore gli aveva raccomandato di concordare con gli uffici comunali la materiale esecuzione del prelievo’. E’ quindi incontestabile, per stessa ammissione dell’avvocatura civica, uno specifico intervento dell’assessore in ordine all’operazione successivamente svolta, della quale ictu oculi non poteva non rilevarsi l’assenza di alcun pubblico interesse. L’azione dell’assessore competente, che ben poteva interessare direttamente il competente servizio, assume profili tali da richiedere un opportuno approfondimento, in particolare nell’esercizio della funzione di indirizzo e controllo del consiglio comunale”.

Per tutti questi motivi, i consiglieri di minoranza invitano “il sindaco a promuovere un’ampia discussione in ordine agli eventi occorsi, al fine di rendere edotto il consiglio comunale di quanto effettivamente accaduto, anche in funzione dell’eventuale attività deliberativa del medesimo ai sensi dell’articolo 56 del regolamento del consiglio comunale”. Inoltre “per una maggiore consapevolezza da parte dei consiglieri comunali scriventi delle vicende” chiedono anche che “venga consegnata copia di tutti gli atti nella disponibilità dell’Ente afferenti a quanto esposto, in particolare dei verbali delle indagini amministrative svolte, del procedimento disciplinare, degli atti di difesa innanzi al Giudice del Lavoro e di ogni altro atto eventualmente prodotto o notificato”.

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