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Lettere al direttore

Sulla risposta del sindaco Caprioglio all’interpellanza sulla lapide delle Camicie Nere

Al Sindaco del Comune di Savona
Ilaria Caprioglio

In riferimento al Suo infelice esordio in occasione della seduta del Consiglio Comunale svoltosi ieri (12.10.2018) in risposta all’interpellanza presentata dalle opposizioni “Rete a Sinistra”, “PD”, “Cinque Stelle” e “Noi per Savona”, in merito alla vicenda della stele inaugurata al cimitero di Zinola su cui, fra i valorosi Caduti durante la Seconda Guerra Mondiale, comparivano le milizie delle “Camicie Nere” – nome esatto Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale -, mi permetto, anche se ormai la frittata è fatta, di ricordarLe quanto la Storia ci insegna …

La denominazione “Camicia Nera” è spesso usato come generico sinonimo di “fascista”. In realtà le Camice Nere furono sì emanazione del Regime ma, soprattutto sotto il profilo strettamente militare, rappresentarono una realtà più complessa di quanto venga generalmente tramandato.

Dal 1935 al 1945 le “Camice Nere” furono un glorioso corpo militare. L’origine della milizia risale ai mesi immediatamente successivi alla prima guerra mondiale: erano le “Squadre d’Azione” volute da Benito Mussolini, un’organizzazione para militare che aveva le sue radici negli “Arditi”, le unità d’assalto italiane della Grande Guerra e, nelle denominazioni, nelle legioni dell’antica Roma.

Lo sa perché si chiamavano “Camice Nere”?

Nel 1918 durante la prima guerra mondiale gli “Arditi” utilizzavano la camicia di colore nero per non essere avvistati dal nemico con il riflesso della luna. La creazione dei “Fasci di Combattimento” nel 1919 diede una base politica al movimento che sarebbe diventato il Partito Nazionale Fascista. Il 1° Febbraio del 1923 la creazione della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale (una specie di esercito territoriale sulla base delle vecchie Squadre d’Azione Fasciste) sancì l’entrata delle Camice Nere nell’apparato statale, aprendo così la strada al successivo sviluppo ed inquadramento come forza combattente nelle fila del Regio Esercito.

Il primo Comandante Generale fu Italo Balbo, quadrumviro della Marcia su Roma e futuro “Maresciallo dell’Aria”. Con Regio Decreto del 4 Aprile 1924 la M.V.S.N. entrò a far parte delle Forze Armate dello Stato, per cui le Camice Nere prestavano giuramento al Re e non al Partito Fascista, e fu così che la Milizia divenne la quarta Forza Armata italiana. Pertanto, è opportuno sottolineare che, contrariamente a quanto spesso si è sostenuto, non fu Milizia di partito ma dello Stato, come si vide all’indomani del 25 Luglio 1943, quando i militi sostituirono i Fasci Littori sulle fiamme con le stellette.

Le “Camice Nere” avranno il battesimo del fuoco in Eritrea e in Etiopia, e quindi nella guerra di Spagna. Dopo lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale la loro evoluzione seguirà il destino del loro creatore Mussolini, fino alla definitiva sconfitta.

Nel momento in cui ieri non ho avuto modo di conferire ampiamente con Lei, nonostante sia stato ricevuto da Ella nel Suo studio – e di questo La ringrazio – colgo l’occasione per raccontarle chi siamo: VENTENNIO HISTORIA PATRIA e AMICI DELLA FONDAZIONE GIORGIO ALMIRANTE sono circoli culturali con sede a Roma.

AMICI DELLA FONDAZIONE GIORGIO ALMIRANTE, sostiene la Fondazione medesima che si occupa di realizzare iniziative del più alto interesse sociale quali: studi, ricerche, convegni, seminari e qualsiasi altra iniziativa, in piena autonomia di orientamento, tendente alla divulgazione e all’approfondimento dei problemi politico-sociali e culturali nella società contemporanea nel quadro ideologico che inspirò l’azione dell’Onorevole Giorgio Almirante. La Fondazione, inoltre, promuove la pubblicazione di opere attinenti ai propri scopi, istituisce borse di studio e premi a favore di studenti nel quadro delle proprie finalità culturali, promuove manifestazioni a scopo benefico, sviluppa scambi culturali con altre istituzioni nazionali o internazionali aventi finalità affini alla propria.

Il circolo VENTENNIO HISTORIA PATRIA nasce da un gruppo di amici che pur non essendo tutti storici o storiografi di professione hanno in comune l’interesse e la passione per la Storia. In particolar modo per la “Nostra Storia”, quella che pur riguardandoci tutti ci è stata raccontata in modo fazioso e fantasioso. Quella Storia e quelle Verita’ troppo a lungo negate e che fanno parte della nostra cultura. Quella che vogliamo conoscere e far conoscere è la Storia dei vinti.

Che piaccia o no, caro Signor Sindaco, le Camice Nere, o meglio, i soldati della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale furono Combattenti Italiani che sacrificarono la loro vita per un ideale e per questo motivo è giusto che vengano onorati e ricordati come tutti gli altri Caduti in guerra … perché questa è la Storia che Lei ha dimostrato di non conoscere preferendo, anziché documentarsi, prostrarsi umilmente al solito gioco dei partiti e dei movimenti di sinistra (incluse Anpi, Arci, Centri Sociali, No Global, No Tav e quant’altro) che vedono fascisti ovunque, che manipolano da oltre settant’anni la Storia e che amano sciacquarsi la bocca parlando di pacificazione quando in realtà non la desiderano!

Vede, Signor Sindaco, io ho anche amici di sinistra con i quali mi confronto, talvolta aspramente, ma nel rispetto delle reciproche posizioni ideologiche. Però la maggior parte della sinistra – mi riferisco in particolare a quella radicale – preferisce al dialogo lo scontro creando tensione e preoccupazione. E’ sufficiente osservare i cortei organizzati dai Centri Sociali che al loro passaggio devastano i beni altrui e aggrediscono le Forze dell’Ordine nell’adempimento del loro Dovere!

In questa vicenda Lei più che ingenua ha dimostrato ignoranza storica e incoerenza politica nel momento in cui Ella è a capo di una amministrazione di centro-destra. E se di ingenuità – storica – vogliamo parlare, chi l’ha commessa, forse, è il Presidente Regionale dell’Opera per i Caduti senza Croce Enrico Albertazzi il quale, invece di far trascrivere sulla lapide la dicitura “Camicie Nere” sarebbe stato più corretto riportare il termine corretto, ossia Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale, magari abbreviandola – anche per motivi di spazio – con l’acronimo M.N.S.V. … ma forse l’inutile e sterile polemica sarebbe sorta comunque!

Senza rancore La abbraccio affettuosamente.

Cav. Fabrizio Marabello
Amici della Fondazione Giorgio Almirante
Circolo Culturale Ventennio Historia Patria

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