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Savona, scontro camion-moto: mamma trentottenne soccorre giovane studentessa ed evita il peggio

“Non mi sento un’eroina. Ho solo agito secondo coscienza, spinta dalla volontà di aiutare il prossimo”

Savona. Mamma, oss ed “eroina” (nonostante il termine non piaccia particolarmente alla diretta interessata). È questa la storia di Fabiana, giovane mamma di 38 anni di Savona, che ha sempre amato e lavorato nel campo della sanità ligure.

La donna, infatti, dopo aver svolto un lungo tirocinio all’ospedale Santa Corona di Pietra Ligure, ha operato per anni nella zona di Levante della Regione per poi lavorare in diverse strutture a Savona, occupandosi anche di assistenza domiciliare.

Appena una manciata di giorni fa, però, è scaduto anche l’ultimo contratto e da allora Fabiana è disoccupata. Ma, nonostante ciò, questa mattina alla trentottenne è capitata l’occasione di mettere in pratica quanto imparato negli anni, non sul lavoro, ma nella vita, e non se l’è lasciata sfuggire, lasciando a bocca aperta i presenti e trasformandosi in “eroina” per un giorno.

Mentre accompagnava la figlia di appena 6 anni a scuola, intorno alle 8, proprio di fronte agli occhi di Fabiana si è verificato un grave incidente automobilistico, in pieno centro Savona. All’incrocio tra corso Ricci e via Don Minzoni, un camion ha centrato uno scooter e ad avere la peggio è stata la studentessa alla guida del mezzo a due ruote.

“Non mi sento un’eroina e non mi piace essere definita così perché non ho fatto nulla di eroico, ma ho semplicemente agito secondo coscienza, spinta dalla volontà di aiutare una giovane. Ho studiato una vita per questo e ho solo fatto ciò che andava fatto”, ha minimizzato Fabiana, che si è però resa protagonista di un bellissimo gesto.

Subito dopo il sinistro, la mamma trentottenne è scesa dall’auto, ha allontanato i curiosi e ha prestato le prime cure alla ragazza. Ha impedito che le venisse tolto il casco, l’ha fatta sdraiare, le ha chiesto dove sentisse dolore e l’ha tranquillizzata, ma non solo. Nel frattempo, ha allertato anche i soccorsi e, dopo aver recuperato il numero e aver chiamato i genitori della ragazza, si è occupata anche dell’autista del camion, in evidente stato di shock.

“Sono scesa senza esitazioni dalla macchina, – ha aggiunto Fabiana, – e il mio primo pensiero è stato verificare se la ragazza fosse cosciente. Appurato questo, ho messo in atto le prime manovre di soccorso. Quindi, ho cercato di tranquillizzarla: piangeva e diceva di avere dolore e allo stesso tempo era preoccupata per la scuola (aveva una verifica proprio questa mattina) e per le sorti della sua moto”.

“Mi sono fatta dare il numero dei suoi genitori e ho chiamato loro e i militi, che sono prontamente intervenuti per portarla in ospedale. È stato un gesto istintivo che rifarei altre mille volte sia dal punto di vista professionale che umano. Vorrei avere l’opportunità di contattare la giovane ferita, ma l’importante è che non sia successo nulla di grave e che possa riprendersi in fretta”, ha conclusa la trentottenne.

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