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Punteruolo rosso, piano coordinato per salvare la Riviera delle Palme: “I mezzi chimici e biologici non bastano” fotogallery

Le parole del direttore del Cersaa di Albenga all'incontro pubblico organizzato a Finale Ligure

Finale Ligure. Hotel “La Palma”, il nome della location scelta per l’incontro pubblico parla chiaro: le palme, oltre ad essere una ricchezza a caratteristica arborea del nostro territorio, sono anche un fattore essenziale dell’appeal turistico e la situazione di degrado in molto comuni costieri del savonesi flagellati dal punteruolo rosso comincia a creare disagi tra i turisti e gli operatori.

incontro palme finale

Questo il motivo dell’incontro pubblico organizzato oggi pomeriggio dal gruppo “PerFinale” che ha visto la partecipazione di molti rappresentanti delle categorie finalesi, preoccupati per una “Riviera delle Palme” che non c’è quasi più. “A Finale Ligure il problema è particolarmente sentito in quanto tra pubbliche e private sono presenti almeno 1600 palme, un patrimonio prezioso e da preservare, senza contare i costi e le spese in caso di una mancata prevenzione” afferma il consigliere comunale Simona Simonetti.

“Per combattere il punteruolo rosso è indispensabile una azione congiunta di mezzi chimici e biologici che permettano alla pianta la guarigione, in tanti casi invece si è intervenuti troppo tardi quando i sintomi e l’infezione della palma era troppo avanzata” spiega il direttore del Cersaa di Albenga Giovanni Minuto, ospite dell’incontro pubblico finalese.

“Anche per la nuova piantumazione bisogna chiarire che attualmente le specie di palme della nostro riviera sono quelle maggiormente sensibili al punteruolo rosso e necessitano di una cura e attenzione continua con trattamenti esterni ed interni (fitosanitari), per questo bisogna cominciare a ragionare anche su nuove tipologia di palme meno sensibili al punteruolo rosso” aggiunge ancora il direttore del Cersaa albenganese.

“E’ chiaro che la prevenzione, così come la difesa delle palme sono costose, tuttavia è importante una azione congiunta nella lotta al punteruolo rosso, con una obbligatorietà nel controllo preventivo: questo può essere attuato solo con un piano coordinato tra Regioni, Comune e servizio fitosanitario. Noi al Cersaa da tempo stiamo svolgendo test e prove per i prodotti chimici e biologici adatti a contrastare il batterio e le sperimentazioni certamente continueranno” conclude Minuto.

“Siamo in una situazione grave e di emergenza e bisogna intervenire con forza e decisione, tralasciando colpe ed errori del passato: il rischio è di perdere una risorsa verde che rappresenta il nostro territorio e anche la sua immagine turistica” sottolinea ancora Simona Simonetti.
“Vogliamo dare il nostro contributo per gestire e affrontare il problema e questo nostro incontro vuole essere anche un appello per trovare risorse e fare interventi” aggiunge.

“Quello che mi sento di dire che oggi giorno, considerando i rischi e le conseguenze economiche e le necessarie azioni di tutela del verde pubblico ai comuni servono agronomi che possano svolgere a tempo pieno verifiche, studi e controlli adeguati” conclude Simonetti.

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