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Lettere al direttore

Non lasciamo soli i lavoratori di Piaggio e Bombardier

Continuano le difficoltà per le principali (e residue) industrie della nostra provincia: Piaggio e Bombardier. Questa mattina, ancora in sciopero, i lavoratori della Piaggio di Villanova d’Albenga si stanno presso la sede della Regione Liguria per incontrare i rappresentanti regionali a cui chiederanno con forza un intervento nei confronti del MISE, che a oggi ha la responsabilità principale della conferma del programma P2HH utile alla sopravvivenza degli stabilimenti di Genova, Villanova d’Albenga e Albenga.

Questi lavoratori non debbono essere lasciati soli! Non può esserci indifferenza o apatica sottomissione verso oscure convenienze padronali o magari di natura geopolitica. Occorre una forte mobilitazione, anche oltre a quella che possono mettere in campo le Organizzazioni Sindacali, perché si dimostri la ferma volontà di tutti, partiti, associazioni, cittadine e cittadini, di difendere e affermare ciò che resta della presenza industriale produttiva di una provincia come quella di Savona, al riguardo della quale non tocca certo a noi in questa sede ricostruire la storia passata e i passaggi negativi che hanno portato, nel tempo, alla distruzione di un patrimonio inestimabile.

Distruzione avvenuta per l’incapacità di vedere lontano sul piano dell’adeguamento all’innovazione tecnologica e alla logica di scambio che ha presieduto, in tempi non lontani, allo scambio tra distruzione dell’industria e speculazione, come avvenuto nel comune di Savona con la sparizione delle più importanti aziende. Savona ha dimostrato, nei giorni scorsi, di serbare ancora – nelle sue espressioni di vitalità democratica – una forte capacità di mobilitazione portata avanti, nel caso, per affermare fieramente la propria identità antifascista.

Eguale capacità di mobilitazione deve essere posta nel proporre piena vicinanza e sostegno ai lavoratori in lotta per la difesa dei posti di lavoro e del mantenimento delle capacità produttive degli impianti: impianti che è bene ricordarlo lavorano su asset strategici, la Piaggio gli aerei, la Bombardier i treni.

La procedura riguardante la dichiarazione di area di crisi industriale complessa sta dimostrando, com’era facilmente prevedibile, tutta sua insufficienza assente una prospettiva di programmazione economica fondata sulla possibilità di innestare sul territorio presenza ad alta valenza tecnologica, che invece si stano addirittura perdendo. Sarebbe proprio il caso di lanciare un appello ad una mobilitazione generale.

Franco Astengo

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