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Maltempo, la preoccupazione degli Amici di San Giacomo di Savona: “A rischio gli affreschi di Ottavio Semino”

"Le forti perturbazioni e le infiltrazioni piovose di questi giorni potrebbero danneggiare ulteriormente le opere"

Savona. “Non lasciamo cadere a pezzi questo importante monumento e simbolo di Savona”. E’ questo l’appello lanciato via Facebook da Gabriele Cordì, vice presidente dell’associazione “Amici di San Giacomo di Savona”, che dal 2016 propone iniziative per la valorizzazione e il recupero del complesso del San Giacomo di Savona.

“Le forti perturbazioni e le infiltrazioni piovose di questi giorni – è la preoccupazione dell’associazione – potrebbero ulteriormente danneggiare gli affreschi di Ottavio Semino del cinquecento che si trovano all’interno dell’abside della chiesa”.

Come si legge anche sul sito del Fondo Ambiente Italiano (Fai), il complesso di San Giacomo “è stato edificato dai frati minori osservanti di San Francesco tra il 1471 ed il 1476, in un epoca in cui due savonesi (Sisto IV e Giulio II Della Rovere) assursero al soglio pontificio. Consta di una chiesa di 19 metri per 43 metri in un’unica navata ai cui lati erano 10 cappelle gentilizie e 15 altari. le cappelle fungevano da sepoltura per i savonesi illustri tra cui il poeta Gabriello Chiabrera. È una delle poche testimonianze esistenti di chiesa con pontile in fondo alla navata. ha un grande presbiterio rettangolare dietro l’altare maggiore ed un abside semi ottagonale affrescato dal Semino, artista che nel ‘500 affrescò a Milano Palazzo Marino ed una cappella di Santa. Maria delle Grazie. Fino al 1650 fu riferimento culturale per il nord Italia essendo dotato di una ricca biblioteca. Nel 1810 le armate napoleoniche trasformarono la chiesa in acquartieramento militare e spogliarono le cappelle sepolcrali dei quadri, ora al Louvre, e parzialmente a Savona. La trasformazione nella caserma di artiglieria ‘Damiano Chiesa’ comportò significative variazioni strutturali esterne ed interne”.

“Divenuto proprietà comunale fu dato in uso a varie associazioni e non ne venne curata la manutenzione sino a cadere nel totale oblio in cui giace ai giorni nostri. In tempi recentissimi fu restaurato parzialmente il tetto dell’abside per ridurre lo stillicidio di acqua sugli affreschi del semino. Oltre all’urgentissimo intervento di consolidamento dell’ abside e di restauro degli affreschi del semino, tutto il complesso conventuale costituito dalla chiesa con campanile, dal convento e dai chiostri necessita di un lavoro di consolidamento e recupero. Gli affreschi necessitano di un intervento urgentissimo in quanto agendo rapidamente sono ancora parzialmente recuperabili”.

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