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Maltempo, categorie economiche e forze politiche chiedono lo stato di emergenza fotogallery video

Danni anche per il settore della pesca, prime reazioni all'ondata di maltempo che ha messo in ginocchio il savonese

Savona. Il giorno dopo la forte ondata di maltempo che ha colpito il savonese dal mondo dell’economia e dalla politica arriva immediata la richiesta al Governo dello stato di calamità naturale: ancora incalcolabili e senza precedenti i danni provocati dalla mareggiata, dal vento e dalle forti piogge che hanno flagellato senza sosta le località del savonese.

“Per la Liguria sembra non esserci tregua. Dopo la tragedia del crollo del ponte Morandi ad agosto, ieri la nostra città e l’intero territorio regionale hanno affrontato l’ennesima emergenza dovuta al grave maltempo, che ha causato danni ingenti alle città, ai trasporti, alle attività economiche e, purtroppo, ha fatto anche una vittima nel savonese. Per far fronte con efficacia e rapidità a questa drammatica situazione, chiediamo alla Regione di attivarsi subito nel chiedere al Governo lo Stato di emergenza per la Liguria” afferma il gruppo Pd in Regione Liguria.

“E ci auguriamo che questa volta dal Governo arrivi una risposta immediata per iniziare a ricostruire, a risarcire i danni e per non far cadere il nostro territorio in una situazione di crisi e isolamento ancor più grave di quella venutasi a creare dopo il 14 agosto”.

“Come Partito Democratico già da ieri stiamo monitorando la situazione con i nostri eletti e rappresentanti nei Comuni e nei Municipi, insieme porteremo avanti ogni richiesta di intervento al Governo nell’interesse della popolazione. E ci batteremo perché da Roma la risposta non arrivi con i tempi biblici e i tentennamenti che purtroppo hanno caratterizzato e stanno caratterizzando le scelte del Decreto Genova” conclude il Pd.

Stessa posizione anche per il Movimento 5 Stelle: “Il giorno dopo l’eccezionale tempesta che ha colpito il Paese, la Liguria fa i conti: a pagare un prezzo altissimo, soprattutto strade e porti. Sconcertati dalla portata della calamità che si è abbattuta soprattutto sulla costa del Levante, abbiamo chiesto lo stato di calamità per tutta la regione”.

Già in prima mattinata, il consigliere Fabio Tosi, impegnato poi in un giro di ricognizione con il presidente della Regione Giovanni Toti, ha avvisato il parlamentare del MoVimento 5 Stelle, Roberto Traversi. “I danni sono ingenti. Rapallo in particolare fa quasi impressione: sembra sia stata bombardata – ha dichiarato Tosi -. Nel pomeriggio di ieri, la mareggiata ha addirittura sfondato il molo, demolendone un tratto importante con conseguenti allagamenti”.

Non solo Tigullio però, visto che gli eventi meteorologici hanno interessato quasi tutta la Liguria. “I danni si estendono infatti da Sarzana alla provincia di Savona – spiegano i consiglieri del Gruppo -. Ovunque, la viabilità è resa difficoltosa se non impossibile da alberi caduti sulle provinciali o voragini nell’asfalto, come quella che ha letteralmente inghiottito la strada che collega Santa Margherita a Portofino, che ora è isolata. Danni ingenti poi anche a porti turistici e lungomari, invasi da imbarcazioni e auto distrutte. Ora, spetta alla politica schierarsi a fianco dei cittadini liguri provati dall’ennesima emergenza e che Roma predisponga lo stato di calamità, approntando le misure necessarie”.

“Vite spezzate, strade che non esistono più, paesi isolati, e ancora una dannata volta, un disperato bisogno di risorse economiche per la ricostruzione. In questo difficilissimo momento per la Regione, un plauso va alla complicatissima macchina dei soccorsi, dalla Protezione civile a tutti volontari, che nonostante i tragici eventi si sono mossi in tempo e, ancora ora, a dispetto delle ignoranti critiche di chi ha parlato di inutili allarmismi, hanno fatto e stanno facendo in modo che una situazione già difficilissima non assuma i toni della tragedia più nera. È un momento di rispetto e dolore profondo per chi, di nuovo, ha perso tutto. Per chi ancora una volta, si trova costretto a ricominciare da zero, ed è solo, in questa tragedia. Ma è anche finito il tempo delle attese. Ora il Governo deve intervenire immediatamente, il tempo delle parole è scaduto, è tempo di stanziare le risorse utili alla Liguria affinché sia gli Enti pubblici che i soggetti privati possano avere la certezza di economie sufficienti a ripristinare lo stato delle cose ante disastro. È questo valga sia per la riviera e altrettanto per l’entroterra” il commento di Angelo Vaccarezza, consigliere regionale di Forza Italia in Regione.

“La Liguria è stata nuovamente colpita ed è purtroppo, ancora una volta, al centro della cronaca nazionale. Insieme ad altre Regioni, infatti, in uno scenario apocalittico, il nostro territorio è stato flagellato dal maltempo ed ancora ci sono segnali di allerta. Ieri un cornicione è crollato ad Albisola Superiore uccidendo una donna, a Rapallo ha ceduto la parte superiore della diga del porto Carlo Riva, di circa una trentina di metri. Barche, anche di rilevanti dimensioni alla deriva, altre affondate. 19 persone salvate nella notte dai vigili del fuoco e dai soccorritori, ancora una volta straordinari. I negozi, i ristoranti ed i dehors del lungomare non ci sono più. Le infrastrutture balneari completamente distrutte” afferma il deputato di Forza Italia, Roberto Bagnasco.

“Questa mattina sono intervenuto in aula ed ho chiesto al Governo – insieme ai colleghi Cassinelli, Gagliardi e Mule’ – d’inserire nella prossima manovra economica, investimenti straordinari per tutte le emergenze ambientali. Queste sono le vere priorità del Paese, sulle quali si può e si deve trovare un’autentica unità operativa” conclude.

danni maltempo

Nelle scorse ore il capogruppo di Rete a Sinistra/LiberaMente Liguria Gianni Pastorino ha scritto al presidente Toti, sollecitandolo a compiere con urgenza tutto il necessario affinché siano dichiarati lo “stato di emergenza nazionale” e lo “stato di calamità naturale” a seguito dell’alluvione che si è abbattuto ieri sulla Liguria.

“Da questa mattina siamo impegnati in una serie di sopralluoghi a ponente e a levante di Genova: abbiamo visto cosa è successo ad Arenzano, Cogoleto e su tutto il litorale del ponente genovese. Sappiamo inoltre quello che è successo a Rapallo e in moltissimi altri comuni rivieraschi. Vista la situazione non abbiamo esitato a scrivere immediatamente a Toti perché sia dichiarato lo stato di emergenza nazionale – dichiara Pastorino – La conta dei danni va progressivamente definendosi: i nubifragi delle ultime ore hanno compromesso seriamente numerose località costiere e dell’entroterra, mettendo a rischio strade e trasporti, ma anche tantissime attività economiche e aziende agricole. Scenario angosciante; difficilissimo tornare alla normalità”.

“Ancora una volta emerge con chiarezza la fragilità del nostro territorio, martoriato da decenni di cementificazione indiscriminata, da un lato, e dall’altro da un progressivo e costante abbandono delle aree interne –sottolinea Pastorino – Manca sia la manutenzione, sia, probabilmente, la programmazione di interventi strategici a difesa delle coste. Frane e smottamenti sono un triste monito, plastica rappresentazione di un disegno politico non improntato alla sostenibilità. Un male pagato a caro prezzo da tutta la comunità dei liguri. Ci domandiamo: per quanto tempo ancora dovremo pagare?”

La mareggiata che si è abbattuta sulla costa ligure con onde anche di 6 metri d’altezza, unita all’intensità del vento che ha soffiato ad una media di 170 chilometri all’ora, ha devastato ovunque gli stabilimenti balneari. L’acqua del mare ha superato la linea della spiaggia avanzando su strade e marciapiedi e allagando di conseguenza anche le strutture del litorale.

“Le imprese balneari liguri riscontrano danni per milioni di euro – spiega Sonia Carolì, referente sindacale dei Balneatori Cna Liguria. – Servono provvedimenti immediati per il riconoscimento dello stato di calamità naturale e aiuti alle imprese”.

Non si contano i detriti, i sassi e i danneggiamenti alle attrezzature e ai servizi per gli stabilimenti balneari che dovranno provvedere alla pulizia e al ripristino, ma la distruzione causata da questa storica mareggiata è ingente. “Lanciamo un accorato appello all’assessore regionale alla Protezione Civile Giacomo Giampedrone e all’assessore regionale al Demanio Marco Scajola affinché si adoperino, ancora una volta, nel sostenere la categoria estremamente provata dalle conseguenze degli eventi” conclude Sonia Carolì.

E il Sib-Confcommercio ha inviato una lettera stamane al Premier Giuseppe Conte e, per conoscenza, al Ministro del Turismo Gian Marco Centinaio, dai Sindacati di categoria S.I.B. Confcommercio, FIBA Confesercenti e OASI Confartigianato. “Le immagini delle mareggiate e delle trombe d’aria, che hanno infierito sulle nostre coste, sono assai eloquenti per rappresentare la forza devastante della natura su aziende già martoriate da una condizione di assoluta precarietà ed incertezza normativa, a causa della scelta ingiusta e scellerata di applicare la Direttiva Bolkestein a un settore che andrebbe escluso per ragioni giuridiche economiche e sociali – dice la missiva -. È proprio questa attuale assurda condizione di aziende a termine, (in quanto le concessioni demaniali sono tutte a scadenza il prossimo 31 dicembre 2020), che impedisce, per le numerosissime aziende colpite, ogni possibilità di investimento per il ripristino della loro  funzionalità; per molte spiagge è persino a rischio l’attività nella prossima stagione estiva”.

“Non chiediamo soldi pubblici ma solo tempo per poter continuare ad essere il ‘fiore all’occhiello’ del turismo del nostro Paese. E’ tempo di affrontare la questione balneare dando certezza e continuità aziendale a un settore che da troppo tempo chiede, non risorse pubbliche, ma, semplicemente, di essere messo nelle condizioni di poter continuare a svolgere il proprio lavoro”.

“Il 2 luglio scorso Le abbiamo chiesto di rinunciare all’impugnativa davanti alla Corte Costituzionale delle leggi regionali liguri, emanate in materia a difesa delle aziende balneari, e di trasformarle in leggi nazionali. Siamo disponibili ad esaminare le eventuali proposte alternative. Ciò a cui le imprese balneari italiane non sono più disponibili ad accettare sono posizioni dilatorie condite da formali, quanto generiche, assicurazioni e dichiarazioni di vicinanza e condivisione. Riteniamo che sia ormai arrivato il tempo di interventi normativi per mettere in sicurezza il settore e fornire una continuità di lavoro a 30 mila aziende balneari, quasi tutte a conduzione familiare”.

rapallo, passeggiata e porticciolo distrutti

“Dopo le sue ripetute assicurazioni di un interessamento della maggioranza parlamentare, di cui è espressione, di risolvere questo problema – conclude la nota – le imprese balneari confidano in Lei e nel Suo governo per  passare, finalmente, dalle parole ai fatti”.

E una dura stangata è arrivata anche per il settore della pesca: colpite tutte le marinerie da Lerici a La Spezia, Rapallo e il Golfo del Tigullio, Genova Quinto e Genova Boccadasse, Savona, Spotorno e Alassio.

Nella notte la forza inarrestabile del mare ha colpito pesantemente l’intera costa con l’acqua e il vento che hanno spazzato via tutto quello che hanno incontrato sul loro cammino. La violentissima tempesta non ha risparmiato nessuna zona, causando per la mitilicoltura ingenti danni sia per gli stabilimenti a terra, sia per le reste e le imbarcazioni in mare. La piccola pesca, da levante a ponente conta oggi la perdita di numerose imbarcazioni e neanche i piccoli pescherecci che effettuano la pesca a strascico sono rimasti illesi dal passaggio del mare.

“E’ stato un duro risveglio quello della costa ligure – affermano il Presidente di Coldiretti Liguria Gianluca Boerie il Delegato Confederale Bruno Rivarossa – dove i danni registrati sono stati di ingenti proporzioni. Alcune imprese hanno visto nel giro di poche ore perdere tutto, dalle imbarcazioni agli stabilimenti, fino al prodotto come nel caso dei mitilicoltori. Bisogna attivarsi immediatamente per cercare, nel più breve tempo possibile, di rimettere in piedi un settore cardine dell’economia della nostra regione”.

“Come Coldiretti Liguria abbiamo già predisposto una richiesta alla Regione Liguria e agli organi competenti per l’immediato riconoscimento della calamità naturale in tutta la regione a seguito delle avverse condizioni meteorologiche che hanno causato questi gravi danni, e la conseguente attivazione del fondo di solidarietà così come previsto dall’Art. 14 del D.L. 154/2004. Serve però un impegno straordinario per dare alle imprese e al territorio ligure un sostegno vero e celere, per non perdere il patrimonio anche ambientale che il settore pesca genera”.

Il maltempo di questi giorni ha lasciato pesanti strascichi sulle coltivazioni, soprattutto per i danni provocati dal forte vento. A lanciare l’allarme, da Ponente a Levante, sono i responsabili territoriali della Confederazione Italiana Agricoltori. “Il vento ha provocato danni ingenti a serre e coltivazioni nella zona di Sarzana e in Val di Magra. Naturalmente, in questo periodo dell’anno, sono stati soprattutto gli ulivi a riportare le conseguenze peggiori, con tantissime olive andate perdute ed il rischio concreto di un forte calo nella produzione e nella qualità dell’olio”, riporta Alessandro Ferrante, presidente di Cia Liguria di Levante, l’associazione costituitasi la scorsa primavera per rappresentare le strutture territoriali unificate delle province di Genova e La Spezia.

Situazione altrettanto grave a Ponente, come riferisce il direttore di Cia Savona, Osvaldo Geddo: “Il vento ha fatto strage, soprattutto, tra Albenga e Ceriale, dove sono stati danneggiati tunnel, serre e magazzini. Anche per noi il danno è diffuso soprattutto in olivicoltura, dove la perdita di produzione sarà sicuramente superiore ad un terzo del raccolto. Un dato ancora più grave se pensiamo alle premesse di questa annata, dato che ci si attendeva un ottimo raccolto sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo e che, adesso, le previsioni andranno necessariamente riviste al ribasso”.

“Le ricadute del maltempo sulle coltivazioni liguri sono state ingenti sia a Levante che a Ponente – sintetizza Aldo Alberto, presidente di Cia Liguria -. Occorre dunque che la Regione proceda con urgenza ad una ricognizione dell’intero territorio, ed invitiamo le stesse aziende a segnalare con tempestività i danni subiti”. 

danni agricoltura maltempo

“Da questa mattina – sottolinea il presidente ligure di Confagricoltura, Luca De Michelis – i nostri uffici sono pronti a supportare le imprese nella segnalazione dei danni occorsi alle proprie aziende, come previsto dalla normativa vigente. Ricordo che sul portale di Confagricoltura Liguria è scaricabile sia la normativa che la modulistica necessaria a questo passaggio fondamentale per poter acquisire lo ‘status’ utile a richiedere lo stato di calamità”. “Una prima spannometrica analisi – prosegue De Michelis – ci fa dire che siamo di fronte all’ennesimo disastro naturale. A Levante stimiamo di aver perso almeno un terzo delle olive che in questi giorni erano oggetto di bacchiatura e raccolta. Il tutto, tragicamente, in un’annata di qualità e resa ottime”. Strade interrotte nell’entroterra, aziende zootecniche isolate, colture in pieno campo distrutte anche a Ponente, da Albenga, Ceriale, Borghetto Santo Spirito fino al Sanremese. Serre e “telini” divelti da raffiche di vento superiori ai 180 km/h.

“Siamo in presenza – sottolinea Andrea Sampietro, direttore regionale di Confagricoltura – di fenomeni ormai tragicamente sempre più presenti e ahinoi ineluttabili e drammaticamente incontrastabili. Quando il vento per oltre 24 ore spira mediamente a più di 120 km/h, con picchi a 180 all’ora, quando il mare raggiunge onde che si infrangono sulla costa con mostruose altezze pari a tre piani di una casa, quando si registrano picchi monsonici di pioggia da 450 millimetri in 15 minuti, siamo davvero impotenti”.

Danni provocati dal vento, da trombe d’aria, frane e nubifragi. La situazione è resa ancora più difficile per la carenza di energia elettrica in diverse zone. “Non ci resta – continuano da Confagricoltura Liguria – che agire sempre più non solo sul piano della prevenzione ma, soprattutto, su quello assicurativo che ad oggi non è adeguato alla realtà. Polizze ‘capestro’ che vedono pagare premi pari ad una volta e mezzo il valore delle colture assicurate, non sono più accettabili. Non si può più procrastinare la nascita di un vero ‘Consorzio di Bonifica e Difesa agricolo’ regionale, e soprattutto non si può non agevolare, seriamente, il ritorno alle campagne, perché la natura abbandonata e vituperata si riprende tutto con gli interessi”.

“E, purtroppo – continua Confagricoltura Liguria – c’è ancora chi oggi nei PUC comunali vorrebbe cementificare i terreni agricoli, chi è pronto a fare la conta dei danni, ma si dimentica che una corretta gestione del territorio certamente non potrebbe nulla contro onde di 8 metri e venti da 180 km/h, ma potrebbe mitigare almeno in parte ciò che succede”.

Un ultimo grido di allarme per i danni provocati dal maltempo arriva dal presidente provinciale della Confcommercio Vincenzo Bertino: “Abbiamo ricevuto molte segnalazioni di esercizi commerciali allagati e pesantemente danneggiati” afferma. “Tantissime aziende hanno subito danni incalcolabili e ci sono tutti gli elementi per la richiesta dello stato di calamità naturale”.

“In questa situazione sono numorse le aziende che ora rischiano la chiusura se non arriverà in tempi brevi un rapido intervento pubblico, con aiuti per la ricostruzione e la ripresa delle attività medesime” conclude il presidente Bertino.

Ecco l’appello di Fiva-Confcommercio: “A tutti i parlamentari savonesi, i consiglieri regionali ; consiglieri comunali, non dimenticate una categoria che sicuramente non ha avuto danni materiali nelle propria impresa ma è certamente tra quelle più penalizzata dal mal tempo Gli operatori su aree pubbliche. Proprio in questi giorni, vi sono aziende che sperano di recuperare la loro quota di guadagno  perché sino ad oggi le loro risorse sono servite per il pagamento di tasse e tributi. Il maltempo che ha colpito la Liguria farà perdere almeno quattro o cinque giorni di lavoro che per alcune categorie (fiore e piante) tra i più importanti della stagione. La normativa sulle allerta maltempo individua con il colore arancione la sospensione dei mercati, molte volte capita, causa l’estensione della zona di allerta che piove in una zona ma a 20 km no…”.

“Chiediamo ai politici  in un momento ove si dovranno riscrivere le norme sui mercati e su gli ambulanti di ricordarsi anche di questo problema magari inserendo una norma di recupero nella domenica successiva, oppure creando  l’istituzione del fondo, oppure nelle norme sul plateatico o semplicemente lasciando al buon senso degli operatori durante le allerte arancioni  di aprire o no la propria attività”.

“E comunque oggi non escludeteli da la stato di calamità naturale. Ringraziamo anticipatamente, esprimo tutta la solidarietà possibile a nome personale e della mia categoria a tutti coloro che hanno subito danni” conclude Fiva-Confcommercio.

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