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Lettere al direttore

Lettera aperta al sindaco di Savona

Caro sindaco di Savona,

NOI non abbiamo dimenticato tutti quei comunisti poco sani di Savona (e non solo) appartenenti alle varie sigle che ancora oggi continuano ostinatamente a legittimare l’infame atto di violenza inaudita perpetrata sulla povera Giuseppina Ghersi, NOI non ci aspettavamo neanche chissà cosa da Lei sindaco sebbene fosse stata eletta con i voti della destra, sebbene Salvini abbia anche speso parole per lei durante la campagna elettorale.

Il comportamento che LEI ha avuto in questi ultimi giorni è spregevole, almeno quanto i comunisti di cui sopra, Lei sta andando a braccetto con persone che seminano odio e violenza contro chiunque non la pensa come loro, basta vedere cosa è successo nell’ultimo corteo “antifascista” svolto in Savona, paladini della “libertà” e della “tolleranza” muniti di mazze e bastoni, puri delinquenti come i loro predecessori, forse anche un sindaco eletto a sinistra sarebbe stato più intelligente nel muoversi.

Lei sindaco ignora totalmente la storia, il suo obbiettivo è compiacersi tutti, ieri le associazioni dei caduti in guerra, rinnegando il tutto dopo un’ora, oggi i sostenitori dei partigiani, che con abili menzogne ancora oggi distorcono l’effetiva storia della seconda guerra mondiale, facendo passare per eroi chi nel savonese ma un po’ in tutto il centro nord a guerra finita mise la popolazione a ferro fuoco dettando la loro legge in “stile Stalin”, mi riesce pure difficile chiamarli “uomini”, esseri inqualificabili che per anni nel dopoguerra in un’Italia già flagellata e allo stremo, non fecero altro che uccidere violentare e rubare e, come detto nel discorso al quale Lei sindaco ha assistito impassibile durante la inaugurazione del Campo V., “Uomini” che si sono distribuiti patenti e medaglie da soli, si sono distribuiti incarichi politici e imprenditoriali, si sono appropriati con la violenza di aziende, case, ville e dei beni dei concittadini. Ora gli stessi eredi dai loro Attici “regolarmente rubati” sono li asserragliati nel difendere le loro proprietà attraverso il falso mito della “resistenza” e lei da persona di destra avrebbe per lo meno prenderne distanza!

Ma chi ha vinto la guerra? Non di certo i partigiani come vogliono far credere ancora oggi, quelli combattevano al fianco di russi e jugoslavi nascondendosi, compiendo vili e codardi attentati terroristici che poi sfociavano nelle famigerate rappresaglie, volevano fare dell’Italia l'”Ungheria del Mediterraneo”!

A guerra finita hanno dimostrato ciò che erano! Meri delinquenti della peggiore specie.

Cogliamo l’occasione per comunicarle che la milizie nominata “Camicie Nere” fu Instituita regolarmente (come tutti gli altri corpi elencati nella lapide del Campo V.) fin dal 1923.

Un caro saluto,

Claudio Ivan Laratta per
“Partigiani con le mani rosso sangue”

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