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Storia di un esonero “immeritato”

Lo speciale Settore Giovanile del ct Vaniglia

Come si sa Davide Ballardini non è più l’allenatore del Genoa, in quanto il presidente Preziosi ha deciso di sollevarlo dall’incarico dopo il ko casalingo con il Parma. Al suo posto il numero uno rossoblù ha deciso a sorpresa di richiamare Ivan Juric, già in passato alla guida della formazione ligure.

Si tratta del secondo esonero in questa stagione di serie A, dopo quello di Lorenzo D’Anna, sostituito sulla panchina del Chievo da Ventura. Da tempo i rapporti tra Ballardini e Preziosi pare che si fossero deteriorati, prova ne è la lunga riunione andata in scena tra i dirigenti del Genoa subito dopo il ko con gli emiliani. Inizialmente la decisione era stata quella di proseguire con Ballardini calcolando anche il calendario difficile che aspetta i rossoblu alla ripresa del campionato (prima gara contro la Juventus a Torino).

Considerando però la scarsa fiducia di Preziosi in Ballardini, si è deciso per l’esonero immediato, che ha portato alla chiamata di Juric. La decisione di puntare sul croato si cerca di venderla non come una scelta di comodo, essendo l’allenatore croato già sotto contratto con il Genoa, ma al contrario si proverebbe a far credere che si cerca solo di dare una nuova opportunità a Juric, per permettergli di riscattare i cattivi risultati della precedente esperienza. Il nome di Nicola, sondato per sostituire Ballardini, sembrerebbe non ha aver convinto Preziosi (anche se i maligni ritengono che voglia tutelarlo nel ciclo terribile per non bruciarlo), che ha deciso di affidarsi nuovamente all’allenatore croato, chiamato adesso a ripagare sul campo la fiducia del presidente.

Questa è stata la nota ufficiale del club: “Il Genoa Cricket and Football Club comunica che il tecnico Davide Ballardini è stato sollevato dall’incarico di allenatore della prima squadra. Nel ringraziarlo per la dedizione profusa durante il suo mandato, la Società rende noto di aver affidato la conduzione del team a mister Ivan Juric. Il nuovo allenatore incontrerà i giornalisti e i rappresentanti degli organi d’informazione mercoledì 10 ottobre, alle ore 14, presso la sala stampa del Centro Sportivo G.Signorini. Alle 15:30 è previsto l’allenamento a porte aperte per la ripresa dei lavori”.

Certamente bisognerà vedere se i contraccolpi del clamoroso esonero saranno assorbiti dalla squadra. L’impressione dall’esterno è francamente di sconcerto. Il Genoa ha 12 punti dopo 7 partite con una gara da recuperare col Milan il 31 ottobre, ha in Piatek il capocannoniere del campionato con 9 reti in 7 incontri a cui bisogna aggiungere le 4 della partita di Coppa Italia. Questo repentino cambio della guardia a Pegli ha lasciato interdetti i più. Crediamo che all’origine di questa brusca separazione ci sia evidentemente una insanabile frattura tra il tecnico e il presidente, altrimenti un’altra motivazione circa la causa di questo divorzio imprevedibile non la si riesce a trovare. Lo stupore e lo sconcerto dei tifosi del grifone sono legittimi, poiché capiremmo se, come accade spesso nel calcio, una squadra si stesse dibattendo sul fondo della classifica e non riuscisse a raccogliere risultati positivi ed è l’allenatore in questo caso che ne farebbe le spese, come avvenuto per il Chievo.

Ma qui stiamo parlando del Genoa che è vero che è stato sconfitto dal Parma (se Piatek avesse raddoppiato forse non staremmo qui a parlare) ma ha avuto un avvio di campionato più che positivo Sabato prossimo c’è la sfida alla Juventus come si è detto. Crediamo che quella di Criscito e compagni sia una formazione perfettamente consapevole che il primo obiettivo sia quello di guadagnare la salvezza. Sarà interessante vedere quale sarà la sua reazione a partire dalla prossima giornata perché pensiamo che Ballardini avesse dato una sua chiara impronta. Bisognerà vedere se i contraccolpi psicologici dell’esonero saranno assorbiti dal gruppo che è diretto da un tecnico, Juric, che i giocatori del Genoa conoscono bene.

Vedremo anche quanto inciderà il fattore Piatek, il giocatore rivelazione che ha avuto la capacità di inserirsi subito nel nostro calcio. Certo è che non è cambiato il contesto ambientale: c’è infatti scollamento totale tra proprietà e tifoseria. Più volte si rivede Genoa-Parma e sempre più matura l’impressione che esonerare Ballardini sia stata una scelta sbagliata. Non c’erano sufficienti elementi, se non la volontà unilaterale di Preziosi, per chiudere anzitempo il rapporto con il tecnico di Ravenna e richiamare Juric. Contro gli emiliani il Grifone ha dato l’impressione di essere tutto tranne che una squadra in alto mare: ottima la prima mezz’ora di gioco, male il secondo terzo di gara, benino (ma improduttivi) gli ultimi trenta minuti.

Non era necessario licenziare Ballardini, bastava anzi dargli tempo per consolidare il lavoro. Il Genoa è una squadra con dei valori che vanno oltre la (imprescindibile) vena realizzativa di Piatek. C’è tecnica, esperienza, fame di riscatto e ambizione al salto tra i grandi. Un mix nuovo, ancora eterogeneo, che ha confuso Ballardini: in Serie A sono scese in campo sei formazioni diverse in sette gare. Una costante girandola (forse condizionata da intromissioni e forzature) che ha tolto punti di riferimento ed evitato il solidificarsi di una precisa identità nei due mesi di campionato.

I lunghi infortuni di Sandro, Favilli, Medeiros e Lisandro Lopez hanno complicato la vita all’oramai ex mister, chiuso da giorni in un silenzio rumoroso e comprensibile. La decisione di esonerare Ballardini è stata presa direttamente da Preziosi, a due giorni dal confronto con il dg Perinetti e il ds Donatelli, al termine del quale era stato stabilito di proseguire con l’ormai ex allenatore. Il presidente rossoblù, non convinto, ha invece voluto sfruttare la sosta del campionato di due settimane per permettere ai giocatori di confrontarsi e di abituarsi ai metodi del nuovo/vecchio allenatore.

A quasi cinquantacinque anni e con ottimi risultati raggiunti alle spalle non è certo bello sentirsi attribuire l’etichetta di «scarso», tramite mezzo stampa, dal proprio datore di lavoro. Ecco le affermazioni non proprio piacevoli del presidente Preziosi in conferenza stampa. “Sono molto amareggiato per questa sconfitta, è inaspettata per me. Il Parma oggi ha meritato di vincere, ci ha messo sotto e non ha rubato niente: questa è una sconfitta che ci ridimensiona, dobbiamo pensare a registrare questa squadra che spesso regala troppo possibilità. Noi forse abbiamo interpretato male la partita o siamo stati messi male in campo: l’anno scorso la certezza era la difesa, ora con otto giocatori non riusciamo a registrarla, non possiamo regalare tre gol al Parma così. Pandev poteva essere della partita? Io tra lui e Medeiros oggi avrei mandato in campo Goran, ma in settimana non li vedo io: magari l’allenatore avrà visto Pandev non al meglio, fatto sta che abbiamo affrontato male la gara”.

Insomma, Preziosi ha puntato il dito contro Ballardini, gli screzi tra i due sono stati probabilmente la causa dell’allontanamento. Il presidente ha messo bocca in questioni tattiche e questo non è piaciuto a Ballardini, il quale avrà certamente chiesto chiarimenti, da lì il battibecco pretestuoso. Noi riteniamo assurdo l’esonero. Che squadra pensa di avere Preziosi? E’ vero si è riusciti a tirare fuori dal cilindro un campione come Piatek, ma riteniamo che specialmente la difesa del Genoa sia estremamente limitata. Il Genoa ha perso tanti punti con l’addio di un super portiere come Perin che ci metteva sempre una pezza. Ballardini riteniamo che meritasse per tutto quanto ha fatto nel tempo per il Genoa, almeno di giocarsela con la Juventus alla ripresa del campionato. Ballardini resta un gestore di situazioni complicate? Se inizia la stagione non consente alla squadra di compiere il salto di qualità? Leggende metropolitane.

Davide Ballardini (non ha certo bisogno della nostra difesa) è stato un centrocampista centrale con i fiocchi, che per ben 7 anni ha fatto la fortuna del Cesena, società che all’epoca aveva Arrigo Sacchi allenatore delle giovanili e Osvaldo Bagnoli mister in prima squadra, due personaggi che lo hanno influenzato e non poco nella sua futura carriera d’allenatore. Quando ha iniziato ad allenare, con le giovanili del Bologna, ha subito vinto il titolo coi Giovanissimi Nazionali, per poi passare a quelle del Cesena, del Ravenna del Milan, del Parma, conseguendo coi giovani ducali la vittoria del Campionato Allievi Nazionali.

Ed è proprio partendo dai giovani che ha acquisito idee tattiche equilibrate e bilanciate atte a valorizzare le qualità dei tanti calciatori che ha portato al massimo rendimento.

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