Rito per direttissima

In tre fermati con mezzo chilo di cocaina in auto a Borghetto: un patteggiamento

L'albanese, che era il proprietario della vettura, si era giustificato spiegando di aver dato un passaggio ai marocchini: oggi ha scelto di patteggiare

tribunale Savona

Borghetto Santo Spirito. Alla fine di settembre era finito in manette insieme a due cittadini marocchini con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di mezzo chilo di cocaina. Questa mattina, per quella vicenda, un albanese di 34 anni, Muca Sokol, ha patteggiato tre anni e sette mesi di reclusione.

Al momento l’uomo resta in carcere, ma il suo difensore, l’avvocato Antonio Falchero ha chiesto che al suo assistito (che prima di questo processo era incensurato) la concessione degli arresti domiciliari.

Nell’udienza di convalida, i tre arrestati avevano dato versioni opposte: Sokol aveva sostenuto di aver soltanto dato un passaggio, gli altri, Abdelali Chbani, di 36, e Rachid Bouzayane, di 44, di averlo ricevuto, ma, ovviamente, nessuno si era assunto la responsabilità del possesso del mezzo chilo di cocaina che i carabinieri della stazione di Borghetto Santo Spirito avevano trovato nel vano della ruota di scorta dell’auto sulla quale viaggiavano. Di fatto, quindi, i tre imputati si erano accusati a vicenda.

In particolare Sokol si era giustificato spiegando al giudice di aver dato un passaggio ai due marocchini (dopo averli visti davanti ad un bar nella zona di corso Europa) e poi di essere sceso dalla sua auto per fare pipì. In quel frangente – questa la sua ipotesi – gli altri due gli avrebbero nascosto la cocaina nel bagagliaio e i contanti (quasi 3 mila euro) sotto i tappettini della vettura. Versione opposta a quella raccontanta di Chbani e Bouzayane (avvocato Domenico Chirò in sostituzione del collega Gian Maria Gandolfo) che, al contrario, in aula avevano detto di aver accettato un passaggio dall’albanese, ma senza sapere che sull’auto ci fosse la polvere bianca.

Dopo averli ascoltati (e dopo essersi ritirato per più di un’ora), il giudice aveva deciso di convalidare l’arresto per tutti e tre gli imputati, ma aveva disposto la custodia cautelare in carcere soltanto per l’albanese, mentre i marocchini (che nel frattempo hanno chiesto di essere giudicati con il rito abbreviato) erano tornati in libertà senza nessuna misura. Evidentemente la versione del conducente della vettura non era stata ritenuta verosimile e, di conseguenza, per lui era arrivato il provvedimento cautelare più severo.

Le manette per i tre erano scattate a fine settembre in corso Europa a Borghetto. I militari della stazione cittadina avevano fermato l’auto sulla quale viaggiavano per un controllo e, dopo un’attenta perquisizione, avevano trovato droga e contanti. A quel punto i tre erano stati arrestati.

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