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I Magazine di IVG.it - Per un Pensiero Altro

Il potere del caso

Per un Pensiero "Altro" è la rubrica filosofica di IVG: ogni mercoledì, partendo da frasi e citazioni, tracce per "itinerari alternativi"

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Perchè non provare a consentirsi un “altro” punto di vista?
Senza nessuna pretesa di sistematicità, ma con la massima onestà intellettuale, il curatore, che da sempre ricerca la libertà di pensiero, ogni settimana propone al lettore, partendo da frasi di autori e filosofi, “tracce per itinerari alternativi”. Per quanto sia possibile a chiunque, in quanto figlio del proprio pensiero.

“Einstein sbagliò quando disse: “Dio non gioca a dadi”. La considerazione dei buchi neri suggerisce infatti non solo che Dio gioca a dadi, ma che a volte ci confonda gettandoli dove non li si può vedere” è una nota provocatoria ed illuminante affermazione del grande scienziato Stephen Hawking. Non è questa la sede per chiarire la controversa diatriba intorno al fatto che Einstein fosse credente oppure no, ciò che più mi sembra interessante è dare il via ad una delle nostre riflessioni secondo un pensiero altro.

Bene: proviamo ad immaginare due persone, non importa sesso, colore della pelle, età né stato civile o condizione economica, almeno una volta ciò che conta è come ragionano, dunque, i nostri due soggetti si trovano davanti ad un prato e si accorgono, poichè siamo noi i creatori li generiamo dotati del medesimo spirito di osservazione, dicevo, si accorgono che circa la metà del manto erboso è composto da una fitta coltre di trifogli mentre l’altra metà è completamente costituita da erba cipollina, bene, senza entrare nel merito della plausibilità dell’esempio, ciò che ci interessa è la reazione dei due al momento della reciproca conferma di quello che appare un dato incontrovertibile.

Se chiunque, infatti, ha la medesima percezione di un fenomeno si ha la tendenza a definire, impropriamente, la percezione identica per tutti come oggettiva. In realtà è impossibile una esperienza sensibile oggettiva se riconosciamo al termine il suo significato più corretto, cioè privo di soggetto. Una esperienza come quella dell’esempio è semplicemente omogenea a tutti i soggetti che la vivono, provo ad essere ancora più chiaro con un esempio che riguarda il nostro quotidiano: nessun essere umano avverte di viaggiare ininterrottamente a folle velocità anche quando osserva i propri piedi ben saldi a terra in quanto solidale col movimento del pianeta, così come nessuno è in grado di avvertire l’aumento della velocità di rotazione dello stesso avvicinandosi all’equatore o il rallentamento se si sposta verso i poli, questo significa che il dato oggettivo è la staticità del nostro bel pianeta azzurro? Certo che no, ma di questo ci occuperemo in un prossimo argomentare.

Torniamo ai nostri attenti osservatori: se anche concordano sul dato sensibile non è assolutamente scontato che stiano vivendo la medesima esperienza, proviamo ad ascoltare le considerazioni del primo: “Osserva quale meraviglioso progetto si manifesta ai nostri occhi, la diversa esposizione del terreno che divide lo stesso a metà una particolarmente soleggiata e l’altra quasi sempre in ombra, la caratteristica della falda che rende la metà di destra ricca di calcio e l’altra di potassio, il piccolo corso d’acqua che intride una sola parte del terreno, quale perfetta predisposizione della natura fa sì che una parte sia favorevole al trifoglio e dannosa per l’erba cipollina e viceversa, una minima rappresentazione dell’ordine universale, ciò che vale nel micro meravigliosamente si manifesta nell’ordine dell’universo!!!” Si direbbe una scienziato, ha ricercato la causa di quello che osservava come effetto, ma è ora opportuno dare ascolto alle considerazioni dell’altro personaggio.

Mi sembra abbia un’aria meno dottorale, quasi ironica ma sicuramente benevola, non mi aspetto erudite disquisizioni né a sostegno né in antitesi alla dotta disamina del primo, infatti si limita ad affermare “Mi è permesso supporre che avresti letto l’ordine perfetto del tutto anche se le percentuali di terreno fossero state altre o l’esito del tutto diverso? Mi sbaglio?” Parafrasando il simpatico Luciano De Crescenzo: mai fidarsi dei punti esclamativi, sono fanatici e pericolosi, molto meglio i punti di domanda, aiutano a pensare senza pregiudizi.

Per un Pensiero Altro è la rubrica filosofica di IVG, a cura di Ferruccio Masci, in uscita ogni mercoledì: clicca qui per leggere tutti gli articoli

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