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Bruciò un’auto a Murialdo, ma era incapace di intendere: prosciolto

Secondo l'accusa aveva prima cosparso la vettura di carburante e poi aveva appiccato il fuoco

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Murialdo. Il 28 giugno del 2017, a Murialdo, una Fiat Panda era stata distrutta da un rogo doloso appiccato cospargendo il cofano con del carburante e poi dandogli fuoco. Un episodio per il quale era finito nei guai un uomo, Massimo O., ritenuto dagli inquirenti il responsabile del raid, al quale era stato contestato il reato di danneggiamenti aggravati.

Ieri mattina, nel rito abbreviato celebrato davanti al giudice Fiorenza Giorgi, le accuse nei confronti di Massimo O., che era assistito dall’avvocato Erik Bodda, sono cadute. Come sostenuto dalla difesa, l’imputato è stato infatti riconosciuto come incapace di intendere e di volere al momento dei fatti. Di qui la sentenza di non luogo a procedere per lui.

L’uomo dovrà però continuare a rispettare una misura di sicurezza che prevede il ricovero in una casa protetta in una comunità di Cairo Montenotte.

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