Autostop pericoloso

“Mio figlio sta male, mi servono contanti per le medicine”: così “Elisa” truffa gli albenganesi

Una “truffa emotiva” in piena regola, messa in atto a più riprese con lo stesso modus operandi

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Albenga. “Mio figlio sta male: è piccolo e ha il diabete. Ho bisogno di un passaggio per Albenga e di contanti per acquistare le medicine che gli servono”. Quella che all’apparenza può sembrare una disperata richiesta di aiuto in realtà risulta essere una sorta di copione già scritto, che può variare, seppur di poco, in base alle esigenze. Sempre con lo stesso scopo: sottrarre denaro al malcapitato di turno facendo leva sui suoi sentimenti e sul suo buon cuore.

“Se i soldi li ho e so che qualcuno sta male, figurarsi un bambino, perché non dovrei aiutarlo?”. Potrebbe tradursi così il pensiero balenato nella testa delle vittime finite nelle “grinfie” di Elisa. È questo infatti il nome fornito dalla ragazza (secondo i testimoni, una giovane sulla trentina), che ha già circuito numerosi albenganesi.

“Stavo procedendo da Albenga in direzione Cisano, quando ho visto questa ragazza sul ciglio della strada – racconta Niccoló. – Sembrava disperata, mi sono fermato e mi ha raccontato di aver avuto un incidente con lo scooter e di aver bisogno di un passaggio e di contanti per comprare le medicine per il figlio piccolo con il diabete”.

“Lo sapevo benissimo che potesse trattarsi di una truffa, ma in casi come questo pesa la consapevolezza che, in caso di verità, le sorti di un bambino possano volgere in negativo per colpa della poca fiducia e così sono cascato nel tranello. Le ho prestato 28 euro con la promessa che, il giorno dopo, suo marito me li avrebbe restituiti in un bar di Albenga. Ovviamente, il giorno dopo, nessuno si è presentato all’appuntamento”.

Stessa sorte toccata anche ad Alessandro, un altro giovane albenganese, anche lui finito nella rete di Elisa, sempre sulla strada che collega Albenga e Cisano. La giovane ha raccontato anche in questo caso di aver subito un incidente (non in moto, ma in macchina) e ha avanzato un richiesta (accolta dall’albenganese) di 38 euro di “prestito” ovviamente mai restituiti.

A quelli relativi ai due giovani ingauni, poi, si possono aggiungere almeno altri 5 o 6 episodi analoghi avvenuti nei mesi scorsi, che porterebbero il numero delle truffe ad una decina.

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