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Finale Ambiente, le minoranze: “Sede inadeguata sia sotto il profilo della sicurezza sul lavoro e del rispetto dell’ambiente” fotogallery

Simona Simonetti e Davide Badano martedì 9 luglio hanno effettuato un'ispezione nei locali operativi di Finale Ambiente

Finale Ligure. “L’attuale sede di Finale Ambiente è inadeguata sia sotto il profilo della sicurezza sul lavoro che del rispetto dell’ambiente”. Lo sostengono Simona Simonetti, capogruppo di minoranza di “Per Finale”, e Davide Badano, consigliere del Movimento 5 Stelle di Finale Ligure, che martedì 9 luglio hanno effettuato un’ispezione nei locali operativi di Finale Ambiente.

Secondo i due esponenti di minoranza “il degrado della sede è molto grave per la sicurezza dei lavoratori. Nonostante avessimo scelto appositamente l’unico giorno della settimana in cui gli spogliatoi vengono puliti e la pulizia fosse appena stata eseguita, la situazione dei luoghi è risultata inaccettabile”.

Simonetti e Badano ricordano: “La ricerca di una nuova sede (in atto da quasi 10 anni) non può essere una scusa valida per comportamenti palesemente in violazione delle più elementari norme di igiene e sicurezza sui luoghi di lavoro. Nella sede operativa, situata nell’ex macello in via Calice 16, gli spogliatoi utilizzati dagli operatori sono fatiscenti e sporchi. Muri scrostati, finestre rotte, vetri malamente fermi se non del tutto mancanti dove al loro posto si e’ fatta strada l’edera. Lavandini incrostati e vetusti, negli gli spogliatoi degli uomini. Mentre le donne sono costrette a spogliarsi dentro un gabinetto mobile in plastica all’esterno in mezzo ai rifiuti pericolosi. Gli ambienti non sono riscaldati o lo sono inutilmente in quanto privi di porte e non adeguatamente separati dagli altri locali. Gli armadietti con il cambio vestiti sono di fronte alla macchinetta del caffè. In tutta l’area vi è materiale alla rinfusa, accatastato malamente. Una spazzatrice rotta, un camion da dismettere, un porter piaggio guasto. Un magazzino degli infiammabili, chiuso da una grata arrugginita che non costituisce nessuna protezione nel caso di incendio”.

“Questo degrado non è ineluttabile, né endemico per una struttura pubblica. Cento metri più avanti i magazzini comunali sono ordinati e puliti. Nonostante alcune dotazioni antiquate (mobiletti in metallo) i magazzini comunali sono puliti e decorosi. I lavoratori di Finale Ambiente, che tutti i giorni si occupano della nostra città, hanno diritto a condizioni di lavoro e igieniche dignitose. La direzione, sia quella passata che quella attuale, ha gravi responsabilità per questa situazione. Per esempio due anni fa la si decise di dimezzare la frequenza delle pulizie degli spogliatoi da due a una volte a settimana. Contemporaneamente si deliberò l’acquisto dell’auto di servizio per il direttore generale e in seguito l’aumento dello stipendio dello stesso che ormai viaggia su cifre elevatissime senza contare il possibile premio produzione di 20 mila euro. In altre parole i vertici di Finale Ambiente hanno scelto di premiare la dirigenza ed i quadri sulla pelle dei lavoratori. Occorre invertire la rotta e investire immediatamente per garantire le condizioni minime che tutelino la salute dei lavoratori e la sicurezza del lavoro”.

“Noi vorremmo che i finalesi, che si indignano per il sistema di raccolta rifiuti, capissero anche le condizioni limite in cui operano questi lavoratori, che vengono chiamati a tenere pulita la citta’ ma alle spalle si trovano a lavorare in un vero e proprio ‘macello’. A volte l’inferno dei lavoratori è dietro l’angolo. Ci viviamo a fianco e non ce ne rendiamo conto anche se ci lamentiamo per la puzza. Ci indigniamo vedendo la televisione o leggendo i social quando accadono incidenti gravi come la Thyssen-Krupps, ma non ci chiediamo se anche da noi (nel nostro giardino come si usava dire in tono dispregiativo per chi protestava per i problemi locali) ci sono situazioni deprecabili e pericolose. E’ bene sottolineare che i dipendenti della finale ambiente sono stati fortunati se fino ad oggi non ci è scappato qualche serio incidente sul lavoro”.

“Finale Ambiente all’articolo 3.5 del suo codice Etico afferma testualmente: ‘Finale Ambiente si impegna a creare un ambiente di lavoro che garantisca, a tutti coloro che a qualunque titolo interagiscono con la società, condizioni rispettose della dignità personale e nel quale le caratteristiche dei singoli non possano dare luogo a discriminazioni o condizionamenti’ E’ ora di mettere in pratica queste parole. Ed il Comune deve farsi garante della loro immediata attuazione”.

“Concludiamo sottolineando che la constatazione dello stato di degrado dell’attuale sede non è una retromarcia sul capannone della san michele che continuiamo a reputare un ‘incauto acquisto’. Anzi riteniamo che ancor piu’ il voler intendere questa nuova/vecchia costruzione come la panacea di tutti i mali abbia allontanato la finale ambiente dall’investire presso la struttura tuttora in uso nell’ex-macello tralasciando la piu’ elementare delle cose da fare, la manutenzione degli stabili. Se nel corso degli anni si fosse provveduto a operare nel senso del mantenimento in sito dell’impianto si sarebbero potuti realizzare nel corso degli anni i lavori necessari a rendere adeguata e maggiormente fruibile l’attuale sede. Invece ad oggi la sede operativa di Finale ambiente non può più definirsi un’isola ecologica ma bensi’ una bomba ecologica. E sui cittadini grava un mutuo di un milione seicentomilaeuro per una sede che non c’è ancora”.

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