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Un connazionale gli “molla” la droga in mano per evitare guai: marocchino assolto dopo l’arresto per detenzione di droga

I militari lo avevano visto ricevere un pacco sospetto da un presunto pusher che stavano pedinando ed entrambi erano finiti in manette

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Savona. Si è sempre difeso dall’accusa di essere uno spacciatore sostenendo di essere stato “incastrato” da un suo connazionale che voleva liberarsi di un pacchetto di droga. Alla fine, dopo essere rimasto detenuto per quattro mesi tra carcere e domiciliari, un ventiseienne marocchino, A.G., in effetti è stato assolto in udienza preliminare, al termine di un rito abbreviato, dal giudice Fiorenza Giorgi.

Il marocchino, che era difeso dall’avvocato Andrea Cechini, era finito nei guai nel settembre del 2017 durante un’operazione antidroga dei carabinieri. I militari, in borghese, stavano seguendo un marocchino sospettato di essere uno spacciatore, A.E., di 36 anni, nella zona di corso Ricci a Savona. Quando lo avevano visto avvicinarsi ad A.G. e passargli qualcosa allora erano subito intervenuti per bloccarli e il blitz si era concluso con un doppio arresto ed il sequestro di una ventina di grammi di cocaina in pietra purissima.

A.G. era effettivamente stato trovato in possesso di un involucro contenente la polvere bianca, ma da subito aveva negato il suo coinvolgimento in un giro di spaccio (anche a casa sua non erano stati trovati i tipici “strumenti” del pusher e altra sostanza stupefacente).

“Stavo uscendo dal lavoro e ho incontrato il mio connazionale, che conoscevo di vista. Lui, senza nemmeno darmi il tempo di dire nulla, mi aveva mollato in mano un pacchetto chiedendomi di tenerlo. Pochi secondi dopo erano arrivati i carabinieri che avevano trovato la droga” è sempre stato il senso della versione dello straniero che, quindi, ha sempre negato le accuse. Il suo legale, l’avvocato Cechini, ha sostenuto la tesi che il “vero” pusher, capendo probabilmente si essere seguito dai militari, avesse pensato di riuscire a disfarsi della droga prima del controllo consegnandola proprio al suo assistito.

Per questo ieri mattina, davanti al giudice Giorgi, il difensore ha ribadito la richiesta di assoluzione per A.G. dall’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

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