Bocciata

Tari più alta per chi affitta le case ai migranti a Savona: Di Padova contro la mozione Lega

Il consigliere Pd non ci sta: "E' piena zeppa di castronerie e che apre a una deriva pericolosa". Critiche anche da Art 1 e dal prof Quaglieni

Savona, il primo consiglio comunale dell'era Caprioglio

Savona. “La maggioranza che ha vinto le elezioni travestita di civismo ha votato si facendo quindi approvare una mozione che ha la xenofobia nelle sue premesse e nelle conseguenze e dove le fragilità diventano business”. Così il vice presidente del consiglio comunale e consigliere del gruppo Pd Elisa Di Padova commenta la mozione approvata durante la seduta del parlamentino savonese di giovedì scorso e relativa all’aumento della Tari per chi affitta le case per ospitare i migranti.

La mozione della Lega Nord (passata coi voti della maggioranza) prevede la tassazione degli appartamenti dove vengono ospitati richiedenti asilo come attività extra alberghiere (b&b, affittacamere o case vacanze) e non come residenze private.

Un atto duramente criticato da Di Padova: “E’ una mozione dai contenuti molto gravi. Una mozione piena zeppa di castronerie e che apre a una deriva pericolosa. Sostanzialmente si chiede di applicare una tassa di soggiorno agli immobili destinati all’accoglienza straordinaria dei richiedenti protezione internazionale e ad un certo punto si butta lì un po’ di benzina sul fuoco parlando di atti illegittimi e penalmente perseguibili. Per prima cosa ho ricordato al consigliere Bertolazzi della Lega che ha una responsabilità nel sedere in Consiglio e che se lui o chiunque altro venissero a conoscenza di atti penalmente perseguibili dovrebbero di corsa andare in Procura”.

“Sgombrato il campo, parliamo della seconda parte della mozione: praticamente la Lega ha proposto e ottenuto che le abitazioni che attraverso bandi e contratti depositati in Prefettura vengono destinati all’accoglienza di richiedenti protezione internazionale siamo considerate attività ricettive commerciali! Quindi la prefettura sarebbe un ente profit? Quindi il Comune di Savona che ha uno Sprar farebbe lucro come fosse un’ attività turistica? È evidente la provocazione come è esplicito il riferimento al comune di Pontinvrea. Ma bisogna conoscere le cose però, intanto, per esempio che la tari viene regolarmente pagata dagli enti gestori, nessuno sconto. Ma cosa vogliamo fare: più tasse per chi accoglie?” si interroga il consigliere comunale del Pd.

“Vogliamo disincentivare il circuito virtuoso innescato attraverso Prefettura, enti gestori, terzo settore,Comuni- tra cui il nostro!? La maggioranza ha votato si. La maggioranza che a vinto le elezioni travestita di civismo ha votato si a questa mozione,Sindaco compreso. Noi abbiamo votato convintamente NO. Perche crediamo che la nostra citta abbia una tradizione solidale e che questo sia un valore. Questa mozione apre a una deriva pericolosa dove le fragilità vengono considerate come business. Con questa mozione il prossimo step sarà quello di tassare ulteriormente le comunità alloggio o le residenze per anziani o disabili. Bisognerebbe conoscere a fondo le cose e gestire questo fenomeno con un po’più di sale nella zucca” conclude Elisa Di Padova.

Una dura condanna della scelta è arrivata anche da “Art. 1. – LeU”: “Con queste ‘sparate non si risolve il problema. Anzi lo si aggrava. Se sarà possibile lo impugneremo”.

“La nostra protesta fa seguito al provvedimento, quanto meno inopportuno e discriminatorio, assunto dal Comune di Savona, tanto più in un momento particolare sui temi della accoglienza com’è quello che sta vivendo il nostro Paese. In questa fase servirebbero saggezza e calma, dopo tutto noi stessi siamo un Paese di migranti. Noi di ART. 1 – LEU abbiamo nel nostro dna i valori dell’accoglienza e dell’integrazione. A noi non interessano le strumentalizzazioni, pertanto, non intendiamo abbassare la guardia. Sta di fatto, però, che non è portando la Tari alle stesse per chi accoglie un extracomunitario, che si risolve il problema” aggiungono dal movimento democratico e progressista.

“È sconcertante la decisione del consiglio comunale di Savona, guidato da una maggioranza di centrodestra, che fa approvare una mozione contenente l’aumento della Tari per quei privati che decidono di aderire al Protocollo sui migranti. Un provvedimento razzista e inaccettabile, che ostacola il prezioso lavoro di tante organizzazioni onlus che con molti amministratori sul tema dell’accoglienza si stanno impegnando con responsabilità e concretezza, nell’interesse dei cittadini. Questa mozione che secondo noi va contro la legge apre un ennesima ferita sul un tema delicato come quello dell’accoglienza” concludono da Art. 1 LeU.

Critiche per la mozione sono arrivate anche dal professor Pier Franco Quaglieni: “L’aumento della Tari a chi affitta ad extracomunitari è una follia demagogica e anticostituzionale. Vanno distinti gli immigrati regolari a cui è legittimo
e normale affittare alloggi da quelli clandestini a cui è vietato per legge affittare. Sollevare polveroni significa contribuire, in un momento di grande confusione ,ad accrescere tensioni. La campagna elettorale è finita e il Centro Pannunzio laico e liberale invita il Sindaco a non dare retta agli estremisti che soffiano sul fuoco. Il 2 giugno ci indica la strada del rispetto della Costituzione, incompatibile con il populismo grossolano che imperversa”.

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