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Scontro D’Ascenzo-Erre, le minoranze: “Il capogruppo di maggioranza ha detto cose non vere in consiglio comunale?”

Il sindaco: "Se le minoranze ritengono che un consigliere o il sindaco abbiano dichiarato il falso agiscano nelle sedi competenti"

Borghetto Santo Spirito. “Se quello che dice Paolo Erre è vero, la cosa sarebbe di una gravità inaudita: significa che un amministratore avrebbe pronunciato un’affermazione non corrispondente al vero in consiglio comunale”. Va al di là delle semplice “diatriba interna alla maggioranza” l’analisi che i consiglieri dei due gruppi di minoranza di “In Cammino” e “Liberiamo Borghetto” fanno della polemica scoppiata ieri tra il capogruppo di maggioranza Alessio D’Ascenzo e Paolo Erre, ex candidato tra le fila della lista “Borghetto C’è” e ora membro del Cda dell’azienda speciale Sael.

Giancarlo Maritano e Maria Grazia Oliva (In Cammino) e Pier Paolo Villa e Daniela Guzzardi (Liberiamo Borghetto) si dicono “stupiti e preoccupati dalla polemica tra Paolo Erre e Alessio D’Ascenzo di cui abbiamo appreso da IVG. In risposta ad un’interrogazione del gruppo di ‘In Cammino’ in consiglio comunale il delegato al verde pubblico D’Ascenzo ha dichiarato di aver usufruito dei consigli di Paolo Erre, tecnico del settore già candidato nella lista di Canepa. Erre sostiene il contrario. Non vediamo un motivo valido per cui Erre possa avere interesse ad aprire una polemica dal nulla dicendo una cosa non vera e quindi siamo propensi a credergli, a maggior ragione considerando che gli scempi operati da questa amministrazione nella gestione del verde pubblico difficilmente possono essere stati ispirati da un tecnico competente come lui”.

“Nel caso avesse ragione il signor Erre, saremmo di fronte a una situazione di gravità inaudita. Non si tratterebbe infatti di un semplice problema interno alla maggioranza, ma saremmo di fronte a un amministratore che (in risposta a una esplicita richiesta contenuta in una interrogazione) avrebbe pronunciato una affermazione non corrispondente al vero in consiglio comunale. Una sede in cui, lo ricordiamo a chi forse se lo dimentica, non si parla ai consiglieri di minoranza ma a tutti i cittadini, nel modo più solenne e ufficiale. La cosa, già grave di per sé, è resa ancora più seria (se davvero è andata come ha detto Paolo Erre) dal fatto che Alessio D’Ascenzo ricopre l’incarico di capogruppo e in quanto tale ha il compito di intervenire a nome di tutta la compagine di ‘Borghetto c’è’, tenendola unita e coesa e assicurando che ogni suo componente abbia il giusto peso”.

“Ci chiediamo (se Erre dice il vero) che razza di amministratore sia uno che racconta con assoluta leggerezza una frottola non al bar (e sarebbe grave lo stesso), ma addirittura in consiglio comunale; e che razza di capogruppo sia uno che non è neppure in grado di coinvolgere nelle scelte sul verde pubblico un tecnico del settore che era stato candidato nella sua stessa lista e che, a quanto ne sappiamo, è iscritto a un partito che fa parte dello stesso gruppo che il consigliere D’Ascenzo dovrebbe almeno teoricamente coordinare. Come consiglieri di minoranza e prima ancora come cittadini pretendiamo che gli amministratori in consiglio comunale non prendano in giro i borghettini e dicano le cose come stanno. Un conto è sostenere legittimamente le proprie tesi e farle valere con il voto della maggioranza dei consiglieri, anche se noi non le condividiamo: tutt’altra cosa, inaccettabile e offensiva nei confronti dei cittadini, è raccontare frottole nel timore di scatenare qualche polemica da parte nostra”.

I rappresentanti della minoranza si domandano: “Se ha ragione Paolo Erre, ci chiediamo a nome di quale gruppo parla il capogruppo D’Ascenzo: a nome di ‘Borghetto c’è’ (ma Erre faceva parte di quella lista), a titolo personale (ma allora che capogruppo è?), oppure a nome di qualche altro ‘gruppo’, e in tal caso quale? ‘Borghetto c’è tranne la Lega’? ‘Borghetto c’è tranne quelli che D’Ascenzo non ritiene alla propria altezza’? Oppure direttamente ‘Gli amici di Alessio D’Ascenzo’? E soprattutto, sempre se ha ragione il signor Erre, ci chiediamo se possiamo credere a quanto ci viene detto dalla maggioranza in consiglio comunale o dobbiamo invece pensare che ogni tanto qualche amministratore lavori un po’ di fantasia, credendo che in quella sede si possano dire le cose che fanno più comodo, senza il minimo rispetto per l’istituzione consiglio comunale e per i cittadini che rappresenta. inutile dire che in tal caso si toglierebbe senso a ogni discussione in consiglio”.

“Per queste ragioni attendiamo rapidamente un chiarimento pubblico da parte della maggioranza. Non del capogruppo o del sindaco ma della maggioranza nel suo complesso, compresi i singoli assessori e consiglieri e compreso il partito di cui fa parte Paolo Erre, partito a cui chiediamo una presa di posizione ufficiale sulla vicenda. Diciamo da subito che il chiarimento deve essere vero e che non basta la sbrigativa richiesta di dimissioni dal CdA di Sael rivolta dal sindaco a Erre. Non si tratta, come dice Canepa, di capire quanto Erre sia portato per il lavoro di squadra, né interessa ai cittadini assistere allo spettacolo surreale di un sindaco che prende in giro sui giornali un candidato della sua lista (la sua) per il numero di preferenze ottenute. Si tratta se mai di capire se il capogruppo di ‘Borghetto c’è’ ha detto o meno la verità in consiglio comunale. Questo è il punto e questo è ciò che la maggioranza ha il dovere di chiarire”.

La replica del sindaco Giancarlo Canepa non si è fatta attendere: “Accuse di questo livello non meritano neanche una risposta. Se i gruppi di minoranza ritengono che un consigliere o il sindaco abbiano dichiarato il falso durante un consiglio comunale li invito ad agire nelle sedi competenti”.

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