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Savona, l’hockey e la decennale attesa di un campo: “Non ci siamo mai rassegnati” foto

Dopo le finali Under 12 con il quarto posto finale, la società biancoverde torna a farsi sentire tramite lo sfogo di due mamme di giovani atleti

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Savona. Lo scorso fine settimana, alla fase finale del campionato nazionale Under 12, svoltosi a Potenza Picena, nelle Marche, i piccoli biancoverdi guidati dal tecnico Maurizio Vaglini si sono classificati al quarto posto su otto contendenti, con qualche rimpianto per alcuni episodi avversi.

Questo ultimo evento del presente anno sportivo ha mosso i commenti di alcuni genitori i quali hanno espresso, essi pure come già in passato dirigenti e tifosi, l’amarezza per il problema campo da hockey in città.

È opportuno precisare che quanto da loro scritto va riferito alla situazione ereditata dall’ultimo consiglio comunale, trovatosi a gestire una situazione che si protrae almeno dagli anni ’70 del secolo scorso, da quando cioè il Comune savonese promise la costruzione di un impianto cittadino per l’hockey su prato. Tutte le amministrazioni comunali che si sono succedute nel corso degli anni, indipendentemente dal loro colore politico, sono legate da un filo rosso: la promessa di realizzare l’impianto, la presunta necessità di dilazionare in futuro la sua realizzazione, la conseguente impossibilità a tener fede agli accordi presi con il Savona Hockey Club e la Federazione Italiana Hockey.

Ecco lo sfogo di due mamme del team biancoverde. “Sono una mamma di un atleta del Savona Hockey e volevo fare una piccola precisazione. Tanto per dire, il Savona Hockey, solo quest anno, è andato alle finali nazionali ben cinque volte: gli Under 16 maschili indoor sono giunti quarti, le Under 16 femminili indoor terze, gli Under 14 maschili prato quarti, le Under 14 femminili prato seconde, gli Under 12 maschili prato secondi. Si è classificato inoltre per le finali nazionali del Trofeo Coni a Rimini del prossimo settembre”.

Tutto questo senza avere un campo ove allenarsi, chiedendo e pagando a diverse società di calcio i campi per gli allenamenti, spesso senza sapere dove ci saremmo allenati la volta seguente; campi, che ricordiamolo, sono un palliativo perché non sono regolamentari per l’hockey e che quindi non ci permettono di allenarci come si deve. La nostra prima squadra maschile in A2 in casa gioca a Genova, tutto questo per far capire che l’amore per uno sport può tanto ma non tutto!“.

Sarebbe bello e doveroso avere un campo nostro dove allenarci anche cinque volte alla settimana! Poi quando vai a queste finali e ti scontri con altre realtà in cui vedi che i Comuni fanno di tutto per aiutare questi sport minori e scopri che in Italia a questi livelli siamo gli unici a non avere un campo nostro ti chiedi se sia giusto portare in alto il nome della tua città che di te non si preoccupa troppo… Solo promesse soprattutto nei periodi pre-elettorali. Comunque i nostri ragazzi si divertono e ciò, per ora ci basta, ma romperemo, uh se romperemo, è una promessa. Vera, non elettorale a Fih, Comitato regionale ligure, Coni Savona, Comune Savona”.

Un’altra mamma di un piccolo hockeysta è sulla stessa lunghezza d’onda. “Quanto è vero quello che hai scritto! Chi non conosce questo sport non può capire. Quando andiamo in trasferta ci rendiamo conto di quanto sia poco sensibile la nostra città nei confronti degli sport minori. E poi perché minori? L’hockey è un grande sport, diffuso in tutto il mondo, con un’etica comportamentale che non si ritrova facilmente negli sport ‘maggiori’. Sarà per questo che ogni anno sono sempre di più i giovani che si avvicinano all’hockey? Io non perdo le speranze: non posso pensare che i nostri figli per poter continuare a coltivare questa passione debbano cambiare città… Chissà se si realizzerà il sogno di una cittadella dello sport a Savona con un vero campo di hockey prato. È successo in altre città, anche più piccole di Savona, perché non dovrebbe realizzarsi anche nella nostra?“.

“Noi, da molto tempo parte di questo sport, ringraziamo queste persone che hanno saputo con garbo e fermezza mettere l’accento su una situazione incancrenita ma alla quale non ci siamo mai rassegnati come la nostra esistenza, la nostra storia e i nostri risultati provano continuamente. Viva l’hockey su prato!”.

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