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Ricorsi contro cessione Mondomarine a Palumbo, dubbio Cgil: “Strumentali per avere la concessione senza vincoli”

"Presentati da soggetti stranieri che non hanno attività sul nostro territorio, è inaccettabile che mettano in discussione il futuro di 50 lavoratori"

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Savona. “È inaccettabile che dei ricorsi da parte di soggetti peraltro stranieri, che non hanno attività sul nostro territorio, che non si sono mai interessati alle competenze, al know how, alla salvaguardia occupazionale e al rilancio della cantieristica, possano mettere in discussione il futuro di 50 lavoratori e la ripresa dell’attività industriale”. E’ la presa di posizione di Fiom Cgil in merito alla vicenda Mondomarine, il cantiere navale savonese la cui sopravvivenza oggi è messa nuovamente in discussione da due ricorsi al Tribunale amministrativo che bloccano il rilascio della concessione alla Palumbo Superyacht, che ha acquistato il cantiere.

I ricorsi impediscono quindi il percorso di ripresa dell’attività per 51 dipendenti del cantiere. “La lunga e tormentata vertenza che coinvolge la Mondo Marine è arrivata ad un ulteriore momento di difficoltà – sostiene il sindacato – Il lavoro svolto da tutti i soggetti interessati alla vicenda è stato orientato alla costruzione di un percorso di rilancio dell’attività cantieristica del sito; ed in questo senso sono state riposte le aspettative dei lavoratori, ossia di poter rientrare al più presto in cantiere. I percorsi sin qui attuati sono andati tutti in questa direzione a partire dall’affitto di ramo d’azienda, in scadenza il prossimo 30 giugno, che ha avuto la finalità di garantire la continuità dell’attività e la garanzia dei livelli occupazionali”.

“I curatori fallimentari, attraverso pubblico bando di gara, hanno ceduto la Mondo marine alla Palumbo Superyacht, azienda di prestigio che si occupa di cantieristica navale sia sul settore delle nuove costruzioni sia e sul settore del refitting, e unica azienda che ha presentato una offerta di acquisto – ricordano da Fiom Cgil – Dall’altra parte l’Autorità di Sistema portuale, che ha pubblicato un bando per assegnare quelle aree in concessione al quale nessuno ha partecipato ad esclusione di chi in allora deteneva la concessione”.

“Oggi la situazione è pesantissima” tuonano dal sindacato, il cui dubbio “è che i ricorsi siano strumentali per far sì di avere la concessione senza però nessun vincolo di mantenimento dell’attività e dei livelli occupazionali”.

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