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Le Fiamme Gialle suonano alla porta per notificare un atto, ma in giardino scoprono piante “sospette”: 2 arresti per detenzione di marijuana

Nei guai sono finiti due italiani residenti nella stessa zona, entrambi hanno spiegato di averla coltivata per uso medicinale ed hanno patteggiato

Finale Ligure. Erano impegnati in un’attività di notifica di una serie di atti, ma, mentre stavano suonando al campanello dei destinatari dei documenti, hanno notato all’interno di due diversi giardini la presenza di alcune piante “sospette”. E così, ieri pomeriggio, l’attività di routine degli uomini della guardia di finanza di Finale Ligure ha finito per concludersi con un doppio arresto per detenzione di marijuana.

Nei guai sono finiti due cittadini italiani, F.R., 57 anni, e R.P., di 50, che abitano nella stessa zona di Finale, ma in civici differenti (non sarebbe emerso infatti nessun collegamento tra i due casi di detenzione di cannabis). Nel giardino del primo sono state trovate 81 piante di marijuana tra i 30 e gli 80 centimetri circa di altezza (oltre ad un grammo di hashish ed altri semi, quasi seimila, di cannabis che aveva in casa), mentre in quello del secondo c’erano 16 piantine.

Dai primi accertamenti è emerso che si tratterebbe di Cannabis Sativa quindi “del tutto illegale”, non di quella “light” (con principio attivo non superiore allo 0,2% come da legge) tanto pubblicizzata in questo periodo la cui detenzione è invece legale. Entrambi hanno subito spiegato ai finanzieri che quello stupefacente lo avevano coltivato per uso personale e per farne un uso medico (tutti e due hanno dimostrato di aver problemi di salute), ma per loro sono scattate inevitabilmente le manette.

Questa mattina gli arrestati sono stati processati per direttissima in tribunale. Davanti al giudice entrambi hanno nuovamente ammesso di aver coltivato la marijuana nel giardino, ma hanno ribadito di non aver mai avuto intenzione di spacciarla (in effetti in nessuna delle abitazioni è stato trovato materiale ritenuto idoneo alla preparazione ed al confezionamento di dosi). “La uso soltanto io e per motivi di salute. Le cure che facevo erano molto pesanti, ma se fumo sto meglio e così l’ho piantata in giardino” il senso della spiegazione fornita da F.R., che era assistito dall’avvocato Roberto Nasuti.

Una spiegazione simile è stata fornita anche da R.P. che, tra l’altro, come ha documentato alle Fiamme Gialle, ha il diritto di ricevere la marijuana per scopi terapeutici dall’Asl 2 Savonese. In aula, però, l’imputato ha candidamente ammesso che l’Asl ha problemi di approvvigionamento della cannabis e, di conseguenza, spesso non viene consegnata ai pazienti (come abbiamo già raccontato anche su IVG.it, clicca qui per leggere). “Se io non la prendo sto male, per questo ho deciso di avere una piccola scorta personale per coprire la mancanza da parte del servizio sanitario nazionale” ha precisato il cinquantenne, che era assistito dall’avvocato Claudia Olivieri.

Dopo aver ascoltato le dichiarazioni dei due imputati, il giudice ha convalidato entrambi gli arresti, ma senza applicare nessuna misura cautelare. Alla fine il processo si è chiuso con un doppio patteggiamento: a sedici mesi di reclusione per F.R. e ad un anno di reclusione per R.P. con la sospensione condizionale della pena.

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